domenica 10 giugno 2018

Le sette frasi di Gesù sulla croce


Nei Vangeli sono descritte sette frasi che Gesù pronunciò durante la sua agonia sulla croce, fino a pochi istanti prima di morire. Sono frasi molto importanti, che rivelano il reale significato della morte in croce di Gesù.
La prima frase che Gesù pronunciò è: 

“Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno”.
(nel verso 23, 34 del Vangelo di Luca).

Il tema del perdono è il cardine di tutto il messaggio evangelico. Gesù ha insegnato a perdonare con l’insegnamento diretto, attraverso parabole, con azioni, ed infine ha dato il massimo esempio di perdono con la sua morte espiatoria sulla croce, il sublime atto salvifico che ha posto fine al dominio del peccato per tutti gli esseri umani di fede.
In questo caso Gesù si rivolge al Padre esortandolo a perdonare persino i propri carnefici. E’ Lui che fa il primo passo, perdonando, proprio come, nella parabola del figliol prodigo, il padre fa il primo passo per perdonare suo figlio, che aveva vissuto in modo dissoluto. 
Questa frase è il preludio del sublime atto di perdono che Gesù ha attuato spargendo il proprio sangue con la sua morte in croce. 
Secondo il Vangelo, infatti, Dio non perdona i peccati “dall’alto”, ma pagando lui stesso. Dio non ha delegato ad una sua “creatura” la sofferenza sulla croce. Dio stesso era sulla croce, dandoci il massimo esempio di umiltà, perchè amava talmente l’uomo che si è sacrificato per lui, caricando su di se tutti i peccati del mondo e rendendoci così liberi. Solo Dio inoltre, essere infinito, poteva pagare con il suo sangue per tutti i peccati del mondo, che per definizione, essendo peccati contro Dio, hanno una gravità infinita.
Analizziamo un passaggio del Nuovo Testamento dove si afferma il valore salvifico della morte in croce di Gesù, atto sublime con il quale sono stati perdonati tutti i peccati. Innanzitutto questo primo passaggio del Vangelo di Matteo (26, 27-28):

Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perchè questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. 

E’ Gesù stesso a ribadire che il suo sangue è versato per il perdono dei peccati.

La seconda frase pronunciata da Gesù sulla croce è:

«In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
(nel verso 23, 43 del Vangelo di Luca)

Con questa frase Gesù sta affermando che uno dei criminali crocifissi con lui sarà salvo, otterrà quindi la vita eterna. Vediamo tutto il dialogo per poter comprendere il perchè di questa affermazione di Gesù, apparentemente inaudita. 
(Vangelo di Luca 23, 39-43):

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perchè riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

In pratica il malfattore ha riconosciuto che Gesù poteva dargli la salvezza, e quindi implicitamente ha creduto in Gesù Cristo, associandolo apertamente a Dio. Ciò è stato sufficiente a Gesù per salvarlo, ossia per dare a lui la vita eterna. Ciò prova anche che la salvezza viene dalla fede in Gesù Cristo e non dal battesimo. 

La terza frase pronunciata da Gesù sulla croce è: 

Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sè.
(Vangelo di Giovanni 19, 26-27)

Gesù vede sua madre e il discepolo da lui amato, Giovanni, che incuranti del rischio al quale andavano incontro, sono giunti fin sotto alla croce, per dargli un estremo saluto. Vogliono soffrire con lui, vogliono stare a fianco del loro amato fino all’ultimo. Gesù pensa a sua madre e l’affida a Giovanni, che da quel momento le starà vicino. 

La quarta frase pronunciata da Gesù sulla croce è: 

Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?». 
(Vangelo di Matteo 27, 46; Vangelo di Marco 15, 34)

Gesù, nella sua natura umana, si sentiva solo, abbandonato. Cita il Salmo 22, 1, dove Davide continua a confidare in Dio, anche se è stato apparentemente abbandonato. E in effetti Gesù sente il peso dei peccati infiniti che sta espiando con la sua sofferenza, con il suo sangue ed infine con la sua morte. 

La quinta frase pronunciata da Gesù sulla croce è: 

Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinchè si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete».
Vangelo di Giovanni (19, 28)

Gesù, oltre ad essere vero Dio, è anche pienamente uomo. Ha sete, e affinchè si compisse la Scrittura chiese da bere. Ecco la Scrittura alla quale si riferisce: 

Salmi (69, 21):

Mi hanno messo veleno nel cibo
e quando avevo sete mi hanno dato aceto.

La sesta frase pronunciata da Gesù sulla croce è: 

Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». 
(Vangelo di Giovanni 19, 30)

La parola greca Τετέλεσται (pronuncia: tetelestai), significa “pagato totalmente”. Con questa frase Gesù ha voluto affermare di aver pagato totalmente il prezzo della nostra redenzione dal peccato. Questo fatto meraviglioso si evince anche da vari passaggi neotestamentari. Vediamone uno: 
Lettera di Tito (2, 14):

Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sè un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.

La settima e ultima frase pronunciata da Gesù sulla croce è: 

Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.
(Vangelo di Luca 23, 46)

Dopo il momento di abbandono espresso con la frase «Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?», Gesù riaquista piena fiducia nel Padre e a lui affida completamente il suo spirito. E’ un estremo atto di fede con il quale Gesù si lancia idealmente nelle braccia del Padre. 
Le sette parole di Gesù pronunciate sulla croce esprimono la più alta gloria di Dio. Infatti l’apice massimo della sua gloria, in riferimento a noi umani, si ebbe quando, dopo l’Incarnazione, Gesù Cristo morì per noi sulla croce, concedendoci così la Grazia e la possibilità di diventare figli di Dio, in modo che noi potessimo ottenere una gloria maggiore di quella che perdemmo quando abbiamo peccato seguendo l’atto di Adamo. In altri termini, la più alta gloria di Dio è Gesù Cristo, e la più alta gloria di Gesù Cristo è stata la sua umiliazione e la sua morte in croce per noi.

Yuri Leveratto

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