sabato 7 luglio 2018

Chi è Gesù Cristo? Considerazioni sull’identità della persona più importante della storia


Per molte persone Gesù era una persona illuminata, un profeta, un grande filosofo, un grand’uomo, o addirittura l’uomo più saggio di tutti i tempi. Tuttavia queste definizioni non descrivono chi realmente fosse Gesù. 
Se era “solo” un saggio, o un grandissimo uomo, perchè è stato condannato a morte? 
Il pensiero vola subito a Socrate, il grande filosofo ateniese, che circa quattrocento anni prima di Gesù, fu condannato a morte. 
Quali sono le differenze tra i due personaggi? La differenza sostanziale è che mentre Socrate si è caratterizzato per cercare la verità, Gesù ha offerto sè stesso come la “Verità ”. 
Dopo la morte del filosofo ateniese nessuno ha iniziato un culto alla sua persona, ma piuttosto si è sviluppato un pensiero filosofico post-socratico, il cui massimo rappresentante è stato Platone. 
Dopo la missione terrena di Gesù, invece, è iniziato il culto alla sua persona. Questo culto era inizialmente guidato da giudei-cristiani, che quindi avevano riconosciuto in Gesù, il Messia di Israele. 
Per quale ragione un gruppo di giudei, stretti osservanti della Legge di Mosè, iniziò un culto a Gesù, associandolo apertamente a Dio e riunendosi non il sabato, giorno sacro per gli ebrei, ma la domenica ? (come si evince da Atti degli Apostoli 20, 7).

Per ora soffermiamoci sulla domanda iniziale. Se Gesù era “solo” un saggio, o un grandissimo uomo, perchè è stato condannato a morte? 
La risposta a questa domanda è semplice: Gesù è stato condannato a morte perchè ha dichiarato in varie occasioni di essere consustanziale a Dio.
Dalle fonti storiche in nostro possesso si evince infatti che Gesù è stato accusato di blasfemia dalle autorità  religiose di Gerusalemme, che conformavano il sinedrio. 

Gesù ha dichiarato varie volte di essere consustanziale al Padre.

Ogni volta che ha dichiarato di essere Dio, alcuni ebrei che stavano vicino a lui hanno tentato di lapidarlo dimostrando che le sue affermazioni erano inaudite. 
Gesù ha dichiarato di poter perdonare i peccati, una prerogativa di Dio (Vangelo di Matteo 9, 2); 
Gesù ha dichiarato di essere il Signore del sabato, facendosi quindi uguale al Creatore (Vangelo di Matteo, 12, 8).
Gesù ha dichiarato di essere “consustanziale” al Padre, dicendo la celebre frase “Io Sono” (Vangelo di Giovanni 8, 24; 8, 58, come in Esodo 3, 14). 
Analizziamo brevemente il verso 8, 58: 

Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».

la frase “Io Sono” dimostra che Gesù ha attribuito a se stesso un’esistenza eterna, non semplicemente anteriore ad Abramo. E’ un’affermazione inaudita con la quale Gesù si fa uguale a Dio. Infatti, nel verso successivo i giudei tentarono di lapidarlo, accusandolo di blasfemia. 
Infine Gesù si pone al pari di Dio, in quanto siede alla sua destra (Vangelo di Marco 14, 61-62): 

Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?». Gesù rispose: «Io lo sono!
E vedrete il Figlio dell’uomo
seduto alla destra della Potenza
e venire con le nubi del cielo».

In questa risposta Gesù cita il libro di Daniele (7, 13). Il titolo “Figlio dell’uomo” indica la sua missione terrena e pone in risalto la sua umiltà e la sua umanità. 

Da tutte queste affermazioni si evince pertanto che Gesù ha dichiarato la sua piena Divinità. 
Se Gesù non fosse stato colui che diceva di essere, allora era un esaltato, ma in questo caso non avrebbe potuto compiere i miracoli. Se non avesse compiuto i miracoli, nessuno lo avrebbe seguito e presto tutti si sarebbero dimenticati di lui. 

Che tipo di miracoli ha fatto Gesù? Gesù ha dimostrato di avere potere assoluto sulle infermità, sui demoni, sulle forze della natura e sulla morte. 

Vediamo solo alcuni esempi dei 36 miracoli che vengono descritti nei quattro Vangeli.

Gesù ha dimostrato potere sulle infermità, per esempio quando ha sanato, da lontano, il servo del centurione (Vangelo di Matteo 8, 5-13).
Gesù ha dimostrato di avere potere sui demoni, per esempio quando ha liberato Maria Maddalena da sette demoni (Vangelo di Marco 16, 9).
Gesù ha dimostrato di avere potere sulle forze della natura, per esempio quando ha calmato una tempesta (Vangelo di Matteo 8, 23-27)
Gesù ha dimostrato di avere potere sulla morte, per esempio quando ha risuscitato Lazzaro (Vangelo di Giovanni 11, 17-44). 

Quindi Gesù è stato condannato a morte per aver affermato di essere “consustanziale a Dio”. Abbiamo considerato inoltre che Gesù non poteva essere un esaltato, che faceva affermazioni assurde sulla sua stessa identità. Se fosse stato un esaltato, non avrebbe potuto compiere i miracoli. Inoltre Gesù ha insegnato l’amore incondizionale anche verso i propri nemici e ha dimostrato una viscerale avversità  verso la falsità . 
Ci sono ancora due punti importanti da analizzare per poter comprendere chi era (e chi è), realmente Gesù Cristo. 

Innanzitutto la sua Risurrezione. 

Se Gesù fosse rimasto nella tomba, ben presto i suoi seguaci si sarebbero dispersi. Sarebbe stato ricordato solo come “un grande saggio”, ma nessuno avrebbe iniziato il culto alla sua persona. 
Ma quali sono gli indizi che portano a considerare possibile la sua Risurrezione dai morti? 
E’ praticamente impossibile l’ipotesi che qualcuno abbia sottratto il corpo esanime di Gesù dalla tomba. Le autorità  romane e i giudei del sinedrio, se avessero sottratto il corpo dalla tomba, lo avrebbero presto mostrato alle masse, dimostrando cosi che non era risorto. Avrebbero avuto tutto l’interesse a mostrare il corpo e non a nasconderlo. 
I seguaci di Gesù avrebbero teoricamente potuto sottrare il corpo di Gesù dalla tomba, ma cosa ci avrebbero guadagnato? Avrebbro dovuto mentire, sapendo di mentire, senza che la loro menzogna gli avrebbe fatto guadagnare nulla. Anzi avrebbero rischiato la vita, sostenendo il falso, e ciò va contro la logica. 
Alcune persone hanno poi sostenuto che gli Apostoli avessero avuto delle allucinazioni collettive. In pratica non avrebbero visto Gesù in carne e ossa risorto, ma si sarebbero convinti di averlo visto, di avergli parlato, in pratica avrebbero avuto un’esperienza non reale.
Gli studiosi di fenomeni di allucinazione sostengono che normalmente le allucinazioni si verificano attraverso uno dei cinque sensi. Pertanto si possono verificare allucinazioni visive, olfattive, uditive, tattili, e persino gustative.
E’ rarissimo però che il fenomeno di allucinazione si manifesti in modo completo, ossia vedendo, ascoltando e toccando “qualcuno o qualcosa”. Inoltre ancora più difficile è che una allucinazione si manifesti a più persone contemporaneamente. Ma le apparizioni di Gesù non hanno avuto luogo in un singolo evento. Ve ne sono state varie, e in differenti luoghi. Inoltre gli Apostoli in seguito alle apparizioni non hanno dato segno di delirio o pazzia, ma hanno vissuto in modo mite, pacato e tranquillo, divulgando con fermezza la Buona Novella. Il fatto poi che nessuno di loro abbia contraddetto gli altri è un’altra prova del fatto che ciò che videro era veritiero. Inoltre il fatto che i primi cristiani fossero disposti addirittura ad andare alla morte pur di non rinnegare Gesù Cristo è una ulteriore prova della veridicità delle apparizioni.
Nessuno di loro sarebbe andato alla morte se non fosse stato più che sicuro che colui che gli apparve dopo la Risurrezione era proprio Gesù, in carne e ossa, ricordando ovviamente che questo evento era stato da lui annunciato, prima della sua morte.
Inoltre c’è un fatto da considerare: se la teoria delle allucinazioni fosse vera, dovrebbe essere vera pure la teoria dell’asportazione del cadavere di Gesù dalla tomba. 
La Risurrezione di Gesù Cristo è comunque un evento meta-storico. Non si può provare scientificamente, però ciò non toglie che vi siano alcuni indizi che corroborano questa tesi. 

L’ultimo punto da considerare per cercare di individuare l’identità di Gesù è il comportamento degli Apostoli e di altri discepoli di Gesù dopo la sua missione terrena. 

Dopo la morte in croce di Gesù i suoi seguaci, erano timorosi e dubbiosi, ma dopo la Risurrezione del loro maestro, e soprattutto dopo l’effusione dello Spirito Santo (profetizzata nel libro di Gioele 2, 28), hanno testimoniato con forza il Vangelo. La testimonianza degli Apostoli è iniziata con il celebre discorso di Pietro (Atti degli Apostoli, 2, 14-36). Tutto ciò ha causato la nascita della Chiesa, che già nei primissimi mesi dopo la missione di Gesù sulla terra contava migliaia di credenti. (Atti degli Apostoli 2, 41). Come già  specificato i cristiani si riunivano non il sabato, giorno sacro per gli ebrei, ma la domenica (come si evince da Atti degli Apostoli 20, 7), dimostrando di rendere culto a Gesù, considerando la sua vittoria definitiva sulla morte.

Inoltre, anche alcune frasi in ebraico all’interno di testi in greco, dimostrano che il nucleo dei credenti iniziali erano ebrei e credevano che Gesù fosse Dio, il Signore. A tale proposito vediamo che nella Prima Lettera ai Corinzi (16, 22) vi è la frase “maranatha”, che significa “Il Signore viene”. 
Tutto ciò dimostra che i primi credenti in Gesù, lo identificavano come Dio (Signore) e diedero inizio al culto per la sua persona.  

Yuri Leveratto

Immagine: Nikolaj Ge, "Cosa è la Verità? Cristo e Pilato" (1890).

3 commenti:

  1. ciao sono giulia salfi, studiosa dei templari, per piacere mi contatti alla email, giuliasfineart@gmail.com???


    grazie!

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  2. Attenzione, che le parole inesatte di un discorso possono rivelare un errore di pensiero. Sarebbe bene non confondere l'ebreo uomo Gesù con il dio Cristo.
    C'è da sfatare l'equivoco del titolo di Signore. C'era per gli ebrei un solo Signore Dio Yahvé, e poi poteva venire chiamato Signore anche il profetato Messia, ma non certo col significato divino. Vedi che è usato "signore" anche per Davide (Mt.22:43-45), ed anche per un semplice uomo (Mt.21:28-30). Gli ebrei sono sempre stati monoteisti.

    = Quando si legge nei vangeli che Gesù è appellato "Signore" allora vuol dire che è un versetto non originale, perché è scritto da un apologeta della nuova setta paolina, nella quale l'uomo ebreo Gesù è stato fatto diventare il dio Cristo.
    «Figlio di Dio», come attributo di Gesù, nei Sinottici si incontra ventisette volte; in nove occasioni c’è solo «figlio», considerato però equivalente. In tutti i casi gli evangelisti conferiscono a questa formula il valore di una designazione messianica e di una diretta filiazione divina. In ambito giudaico, tuttavia, il significato primitivo era profondamente diverso e solo il tempo (complice la pura devozione dei fedeli e il mondo culturale greco) ha operato un così profondo spostamento semantico. In Israele si adoperava e si conosceva questo illustre modo di dire. In linea di principio, infatti, tutti i giudei del tempo venivano considerati figli di Dio: lo proclama il versetto del Deuteronomio 14:1 «Voi siete figli del Signore vostro Dio», e non è questa la sola esplicita testimonianza. [ … ] Nella Bibbia, inoltre, più volte il re d’Israele viene chiamato figlio di Dio. Nel periodo post-esilico ogni uomo pio veniva considerato, senza che questo potesse essere motivo di turbamento, figlio di Dio, e si intuisce che non si voleva affatto parlare di un rapporto filiale concreto, bensì di una condizione particolarmente felice di elevazione morale. L’espressione usata di solito per indicare il messia era ‘Eved Adonày, cioè «servo di Dio».
    In ambiente ellenistico, grazie all’ambiguità del vocabolo greco che traduce «servo», ma può significare anche «fanciullo», si è arrivati a «figlio» in linea con rappresentazioni legate alle idee di Shaul Paolo. Solo in ambiente greco, dove l’idea del divino era certo molto diversa da quella giudaica, una simile trasformazione fu possibile.»
    [Riccardo Calimani - "Paolo"]

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    1. Gentile “esegeta”, grazie del tuo commento. Tu scrivi: “C'era per gli ebrei un solo Signore Dio Yahvè e poi poteva venire chiamato Signore anche il profetato Messia, ma non certo col significato divino. Vedi che è usato "signore" anche per Davide (Mt.22:43-45), ed anche per un semplice uomo (Mt.21:28-30). Gli ebrei sono sempre stati monoteisti.”---
      Nessuno vuol far passare l’idea che gli ebrei fossero politeisti. Sembra che con quest’ultima frase tu voglia far intendere sottilmente che noi cristiani siamo politeisti. Si vede che non hai chiaro il concetto di Trinità. Dio è uno nella fede cristiana, esattamente come Dio era uno nella fede ebraica. Quando leggi il Salmo 110, 1 vi è scritto: “YHWH disse al mio Signore (Adonai); (https://biblehub.com/interlinear/psalms/110-1.htm); Quando leggi Isaia 9, 6 (https://biblehub.com/interlinear/isaiah/9-6.htm), ti rendi conto che “il bambino è Dio”, “El”. Quindi è una realtà che gli ebrei considerassero che il Messia siede alla destra del Padre (Daniele 7, 13), parla alla pari con Dio (Salmi 110, 1) ed è un bimbo, che è Dio (isaia 9, 6). Pertanto sia per gli ebrei dell’Antico Testamento che per i cristiani Dio è uno. La differenza sta nel fatto che gli ebrei che non hanno accettato Gesù Cristo, non hanno accattato neppure la rivelazione che Lui ha fatto di Dio, ossia Dio è uno ma in tre persone, Padre Figlio e Spirito Santo.
      Nel Vangelo di Matteo (22, 43-45) non è Davide ad essere chiamato Signore, ma è Davide che chiama Signore il Messia. (https://biblehub.com/interlinear/matthew/22-45.htm).
      Nel Vangelo di Matteo (21, 28-30) il termine “signore” è minuscolo, ed è reso con “kyrie” (https://biblehub.com/interlinear/matthew/21-29.htm) –diverso per esempio dal Vangelo di Giovanni (13, 14) dove Gesù dice “se dunque Io, il Signore e Maestro…”, qui si usa Kyrios, maiuscolo: (https://biblehub.com/interlinear/john/13-14.htm). Ma d’altronde anche in italiano si può dire “signore” anche a una persona qualsiasi e “signore” al presidente della Repubblica.
      Il contesto è diverso.

      Poi scrivi: “Quando si legge nei vangeli che Gesù è appellato "Signore" allora vuol dire che è un versetto non originale, perchè è scritto da un apologeta della nuova setta paolina, nella quale l'uomo ebreo Gesù è stato fatto diventare il dio Cristo.”------ E’ la tua personale opinione, ma nessuno storico serio del Nuovo Testamento avalla questa tesi. E’ riconosciuto universalmente che i Vangeli sono stati scritti da quattro persone distinte e non da Paolo di Tarso, che aveva un altro stile letterario, ne da persone appartenenti alla cerchia paolina. Nei Vangeli la Divinità di Gesù è proclamata numerose volte, e non solo con l’utilizzo della parola Kyrios.
      Sostieni che in ambito giudaico il significato primitivo di Figlio di Dio fosse diverso da quello di Messia. Sono tue personali opinioni, ma io mi fido più delle persone più qualificate al mondo per descrivere Dio e la missione di suo Figlio, ossia gli ebrei che scrissero il Nuovo Testamento. Essi hanno descritto il piano di Dio alla luce degli eventi di Gesù Cristo. Le profezie sono chiare (Daniele 7, 13; Salmi 110, 1; Isaia 9, 5-6): il Messia è un bambino, ed è Dio.
      Fai confusione tra “figli di Dio” e Il Figlio di Dio”. La risposta alla tua confusione sta nella Bibbia: il Signore Gesù Cristo, non viene mai chiamato “teknon Theou” ossia “un figlio di Dio”, ma viene sempre chiamato “ho huios tou Theou”, ossia “il Figlio di Dio”. (in alcuni passaggi viene chiamato “ho huios tou anthropou”, ossia “il Figlio dell’uomo”).
      La parola teknon (figlio) che viene dal verbo tiktein (dare alla luce), non si applica a Gesù Cristo in quanto la sua persona è eterna e infinita. Infatti Dio Padre non ha mai dato alla luce Dio Figlio.

      Saluti.

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