giovedì 5 aprile 2018

Cristo è Dio? Le cinque tesi per avvicinare gli scettici alla fede


Oggigiorno vi sono persone che si “chiudono” al messaggio del Vangelo. Sostengono che Gesù sia stato un “grande saggio”, che ha espresso un messaggio di amore, ma quando gli si fa notare che il culto a Gesù come “Kyrios”, ossia “Signore”, associandolo apertamente a Dio, nacque negli anni immediatamente successivi alla sua missione terrena (1), non sanno come spiegare questo fatto storico. Nessuno infatti avrebbe iniziato un culto a un “grande saggio”, rischiando la vita, e soprattutto nessuno sarebbe andato al martirio pur di non rinnegare il nome di un “grande saggio”. 
Ma entriamo nel merito delle cinque tesi che aiutano ad avvicinare gli scettici alla fede in Gesù Cristo. 

Prima tesi: le parole di Gesù

Innanzitutto bisogna considerare che Gesù durante la sua missione terrena ha dichiarato di essere consustaziale al Padre. Lo ha fatto varie volte, in modi diversi che adesso vedremo. Ogni volta che ha dichiarato di essere Dio, alcuni ebrei che stavano vicino a lui hanno tentato di lapidarlo dimostrando che le sue affermazioni erano inaudite. Vediamo alcune di queste frasi di Gesù.  
Innanzitutto Gesù, nel discorso della montagna ha detto varie volte: “Avete inteso che fu detto…io invece vi dico”, per esempio in Vangelo di Matteo 5, 21; 5, 27; 5, 31; 5, 33-34; 5, 38-39; 5, 43-44. 
Con queste frasi Gesù si pone all’altezza del Legislatore supremo, di Dio. 

In secondo luogo Gesù perdonava i peccati, ma nella concezione ebraica, solo Dio aveva il potere di perdonare i peccati. 
Vangelo di Matteo (9, 2):

Ed ecco, gli fu presentato un paralitico disteso sopra un letto; e Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, fatti animo, i tuoi peccati ti sono perdonati!».

Pertanto con questa frase inaudita, Gesù si pone al pari di Dio. 

Sappiamo inoltre che Gesù ha attuato alcuni miracoli durante il sabato, giorno che gli ebrei dedicavano al Signore. Quando gli ebrei s’indignarono vedendo che Gesù aveva guarito persone nel giorno di sabato, accusandolo come fosse un peccatore, Gesù fece notare che Dio non ha proibito di fare del bene durante il sabato. In una occasione Gesù dice, Vangelo di Matteo (12, 8).

Perché il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato

Con questa frase Gesù ha dichiarato di essere colui il quale ha istituito il giorno del riposo, quindi ha implicitamente dichiarato di essere Dio. 

In ultima analisi analizziamo la celebre frase “Io Sono”, detta da Gesù e riportata nel Vangelo di Giovanni. Nell’Antico Testamento Dio si era identificato con il nome “Io Sono”, che è poi il significato intrinseco di YHWH, ossia “Io sono colui che sono”. Questo nome caratterizza l’esistenza dinamica e attiva di Dio. Vediamo il verso corrispondente nel libro dell’Esodo (3, 14).
Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: “Io-Sono mi ha mandato a voi”». 
La frase “Io Sono”, (scritta in ebraico אֶֽהְיֶ֑ה - pron: eh yeh), che denota un’esistenza assoluta ed eterna, è stata utilizzata da Gesù Cristo in varie occasioni. Come sappiamo i Vangeli sono stati scritti in greco, quindi l’espressione di Gesù in ebraico è stata tradotta con il greco Ἐγώ εἰμι (pronuncia: egō eimi).
Vediamo alcuni versi corrispondenti: 

Vangelo di Giovanni (8, 24):

Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati». 

Vangelo di Giovanni (8, 58):

Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». 

Analizziamo il verso 8, 58: la frase “Io Sono” dimostra che Gesù attribuisce a se stesso un’esistenza eterna, non semplicemente anteriore ad Abramo. E’ un affermazione inaudita con la quale Gesù si fa uguale a Dio. Infatti, nel verso successivo i giudei tentarono di lapidarlo, accusandolo di blasfemia. 
Con queste frasi Gesù attribuisce a se stesso la piena divinità ed eternità, in pratica dichiara di essere Dio incarnato. 
Vediamo anche il verso del Vangelo di Marco (14, 61-62): 

Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?». Gesù rispose: «Io lo sono!
E vedrete il Figlio dell’uomo
seduto alla destra della Potenza
e venire con le nubi del cielo».

In questa risposta di Gesù Cristo vi sono due affermazioni di carattere assoluto. Innanzitutto vi è la frase “Io Sono” resa nel greco con Ἐγώ εἰμι (ego eimi). In secondo luogo Gesù cita il libro di Daniele (verso 7, 13). Il titolo “Figlio dell’uomo” indica la sua missione terrena e pone in risalto la sua umiltà e la sua umanità. Con questa frase Gesù si pone al pari di Dio in quanto vi siede alla “sua destra”.

Da tutte queste frasi pertanto si evince che Gesù ha dichiarato la sua piena Divinità. Se Gesù non fosse stato colui che diceva di essere, allora era un esaltato, ma in questo caso non avrebbe potuto compiere i miracoli, oggetto della seconda tesi che andremo a trattare, e nessuno lo avrebbe seguito. 

Seconda tesi: i miracoli di Gesù

Gesù ha dimostrato, durante la sua missione terrena, di avere potere assoluto sulle infermità, sui demoni, sulle forze della natura e sulla morte. Vediamo solo alcuni dei 36 miracoli che vengono descritti nei quattro Vangeli. 

Il potere sulle infermità. In alcuni di questi miracoli, Gesù non era vicino alla persona guarita (per esempio la guarigione del servo del centurione, nel Vangelo di Matteo 8, 5-13; la guarigione del figlio di un ufficiale del re, nel Vangelo di Giovanni 4, 46-54). Ciò significa che non vi può essere stata una qualche forma di suggestione, ma il potere di Gesù era assoluto. 
Anche la guarigione dei ciechi (come nel Vangelo di Marco 10, 46-52), dimostra un potere eccezionale sulle malattie o infermità, ma il suo apice vi è con la guarigione del nato cieco (Vangelo di Giovanni 9, 1-7), con la quale ha dimostrato potere di far funzionare un organo che non ha mai funzionato. 

Il potere sui demoni. Nei Vangeli sono descritti sette miracoli nei quali Gesù ha liberato persone da demoni (incluso il miracolo nel quale ha liberato Maria Maddalena da sette demoni, Vangelo di Marco 16, 9). Ciò dimostra che Gesù aveva un potere assoluto sui demoni, quindi su creature di Satana. 

Il potere sulle forze della natura. Quando Gesù ha calmato una tempesta (Vangelo di Matteo 8, 23-27), ha dimostrato che la natura è sottoposta alla sua volontà. Anche YHWH aveva placato una tempesta (Salmo 107, 29-30), e in questo senso Gesù dimostra di avere lo stesso potere di YHWH. 
Anche la moltiplicazione dei pani e dei pesci (Vangelo di Matteo 14, 14-21, riportata anche negli altri Vangeli), dimostra il potere sulla natura, ossia il potere di moltiplicare i suoi elementi. Nella trasformazione dell’acqua in vino ( Vangelo di Giovanni 2, 1-11), Gesù dimostra di avere il potere di trasformare gli elementi. 
Nella pesca miracolosa (Vangelo di Luca 5, 1-11; Vangelo di Giovanni 21, 1-11), Gesù dimostra di avere potere sugli animali. 
Gesù ha quindi un potere assoluto sulla materia, sugli animali e sui fenomeni atmosferici. 

Il potere sulla morte. Nei Vangeli sono descritte tre risurrezioni di persone già morte: il figlio di una vedova (Vangelo di Luca 7, 11-15), la figlia di Giairo (Vangelo di Matteo cap. 9; Vangelo di Marco cap. 5; Vangelo di Luca cap. 8), e Lazzaro (Vangelo di Giovanni 11, 17-44). In questi miracoli Gesù ha dimostrato di avere un potere assoluto sulla morte. Bisogna ricordare però che queste persone che furono risuscitate, tornarono a vivere con un corpo normale e quindi in seguito invecchiarono e morirono. Queste risurrezioni pertanto si differenziano dalla Risurrezione di Gesù, in quanto Egli, una volta risorto, è rimasto e rimarrà in vita per sempre, con un corpo glorificato. E questa è la terza tesi che può aiutare gli scettici ad avvicinarsi alla fede. 

Terza tesi: la Risurrezione di Gesù

Come già specificato Gesù è risuscitato con un corpo glorificato e quindi non muore più. Gesù vive per sempre e quindi ha dimostrato di essere il Signore della vita, il Signore dell’Universo. 
Le parole del quarto verso del Prologo del Vangelo di Giovanni: 

In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;

sono appunto state confermate con la Risurrezione di Gesù. 
Ovviamente Giovanni, quando scrive “lui” si riferisce al Verbo, ossia allo stato pre-incarnato di Gesù Cristo. Notiamo che Giovanni non scrive “con lui era la vita”, ma bensì: “In lui era la vita”. La vita pertanto non era qualcosa di eternamente esistente e indipendente dal Verbo, ma bensì era qualcosa di completamente dipendente da lui, da sempre, dall’eternità del passato. In pratica Gesù ha la vita in sè. Mentre noi non abbiamo la vita, lui è la vita. Per questo può  dire frasi inaudite come questa, Vangelo di Giovanni (10, 17-18):  

Per questo il Padre mi ama: perchè io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

Quarta tesi: le profezie su Gesù

Nell’Antico Testamento vi sono circa 300 profezie riferite al Messia. In questo articolo ne riporterò solo alcune, innanzitutto questa, del Libro di Isaia (9, 6-7):

Perchè un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace. Grande sarà il suo potere e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul suo regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e per sempre. Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.

In pratica in questa profezia Isaia ha scritto che un bambino sarà Dio. Il Messia è Dio, in quanto solo Dio potrà espiare i peccati dell’umanità e solo Dio potrà regnare per sempre. 

Nei successivi passaggi si delinea la sofferenza e il successivo trionfo del Servo. Questi versi presentano il Servo che soffre in modo vicario (ossia: “al posto di”), per i peccati dell’uomo. Libro di Isaia (52, 13-15 - 53: 1-12): 

Ecco, il mio servo avrà successo, sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente. Come molti si stupirono di lui – tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo –, così si meraviglieranno di lui molte nazioni; i re davanti a lui si chiuderanno la bocca, poichè vedranno un fatto mai a essi raccontato e comprenderanno ciò che mai avevano udito. 

Chi avrebbe creduto al nostro annuncio? A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?
È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza nè bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua posterità? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per la colpa del mio popolo fu percosso a morte. Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza nè vi fosse inganno nella sua bocca. Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore. Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza;
il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità. Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino, perchè ha spogliato se stesso fino alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i colpevoli.

In questo passaggio dei Salmi si era predetto che il Messia sarebbe stato trafitto:

Salmi (22, 16): 
Poichè cani mi hanno circondato; una folla di malfattori m'ha attorniato; m'hanno forato le mani e i piedi.

Vediamo il compimento di questa profezia, nel Vangelo di Giovanni (19, 34):

ma uno dei soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue e acqua.

Le profezie sul Messia si sono compiute con la vita, la predicazione, la morte e la Risurrezione di Gesù Cristo. Ciò  prova che Gesù Cristo è il Messia, quindi è vero Dio e vero uomo. (Isaia 9, 6-7). 

Quinta tesi: la testimonianza dei seguaci di Gesù e la nascita della Chiesa

Dopo la morte in croce di Gesù i suoi seguaci (Apostoli e altri discepoli), erano timorosi e dubbiosi, ma dopo la Risurrezione del loro maestro, e soprattutto dopo l’effusione dello Spirito Santo (profetizzata nel libro di Gioele 2, 28), hanno testimoniato con forza il Vangelo. La testimonianza degli Apostoli è iniziata con il celebre discorso di Pietro (Atti degli Apostoli, 2, 14-36). Tutto ciò ha causato la nascita della Chiesa, che già nei primissimi mesi dopo la missione di Gesù sulla terra contava migliaia di credenti. (Atti degli Apostoli 2, 41). 
Inoltre, anche alcune frasi in ebraico all’interno di testi in greco, dimostrano che il nucleo dei credenti iniziali erano ebrei e credevano che Gesù fosse Dio, il Signore. A tale proposito vediamo che nella Prima Lettera ai Corinzi (16, 22) vi è la frase “maranatha”, che significa “Il Signore viene”. 
Tutto ciò dimostra che i primi credenti in Gesù, lo identificavano come Dio (Signore) e diedero inizio al culto per la sua persona. 

Yuri Leveratto

Note: 
1-Come per esempio fa notare lo storico Larry Hurtado nel suo libro “Signore Gesù Cristo”. 

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