giovedì 1 febbraio 2018

Il Vangelo del Regno


Leggiamo questo passaggio del Vangelo di Matteo (24, 14): 

“Quando questo vangelo del regno sarà predicato in tutta la terra abitata, quale testimonianza a tutte le genti, allora verrà la fine”.

Molti cristiani di oggi sono confusi sull’effettivo significato del “Vangelo del Regno”. 
Di cosa si tratta? Noi tutti sappiamo che il Vangelo si può riassumere in base a questo passaggio della Lettera ai Corinzi (15, 3-4): 

A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture

Però per “Vangelo del Regno” si intende la fede storica cristiana. Ossia il cammino che Gesù ha indicato per raggiungere la salvezza. Sappiamo che la salvezza si ottiene per Grazia mediante la fede (Lettera agli Efesini, 2, 8):

Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio.

Però  Gesù stesso ha predicato così: 

Vangelo di Matteo (6, 15): 

Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.

Vangelo di Matteo (7, 24-25):

Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.

Vangelo di Matteo (25, 32-46): 

Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

In realtà il concetto di “Vangelo del Regno” è strettamente collegato al concetto di salvezza. Questo “Regno” si è descritto anche nell’Antico Testamento vediamo a tale proposito questo passaggio del Libro di Isaia (2, 2-4): 

Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà saldo sulla cima dei monti e s’innalzerà sopra i colli, e ad esso affluiranno tutte le genti. Verranno molti popoli e diranno: «Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci insegni le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri». Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore. Egli sarà giudice fra le genti e arbitro fra molti popoli. Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra.

La maggioranza dei cristiani interpreta questo passaggio in riferimento al Regno millenario. Il governo di Dio sarà stabilito su tutti i regni di questo mondo. Gentili (nazioni), ed ebrei (popolo), faranno la volontà di Dio. La giustizia e la pace regneranno. E’ vero che la profezia si applica al regno millenario, ma si riferisce anche all’oggi. In realtà si applica da quando Cristo ha iniziato il suo ministero sulla terra. Gesù ha inaugurato il Regno quando è venuto sulla terra e quando ha invitato coloro che lo ascoltavano ad entarvi. 
Inizialmente i giudei furono gli unici che ricevettero l’invito ad entrare nel Regno, però dopo si aprì il cammino per tutti. Gesù ha fatto un patto per assegnare un regno a coloro i quali seguano il suo cammino. A tale proposito leggiamo questo passaggio del Vangelo di Luca (22, 28-29): 

Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me,

Dio quindi ha dato a tutti gli esseri umani la possibilità di entrare nel Regno. Egli infatti non vuole che nessuno perisca. Vediamo questo passaggio della seconda Lettera di Pietro (3, 9): 

Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, anche se alcuni parlano di lentezza. Egli invece è magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi.

Pertanto Dio desidera che i cittadini del suo Regno siano solo e soltanto quelli che veramente lo amano. Il Regno è per coloro che realmente desiderano camminare nella luce del Signore, e che credono con tutto il cuore che il Signore farà quello che ha promesso, quindi che risusciterà i corpi dei giusti per la vita eterna. 
Come determina il Signore chi sono coloro i quali riuniscono questi requisiti? 
Egli ci inviia delle prove. (rileggete Luca 22, 28-29 e Apocalisse 3, 21). Questo concetto è stato sviluppato anche da Paolo di Tarso, vediamo questo passaggio degli Atti degli Apostoli (14, 22): 

confermando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede «perché – dicevano – dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni».

Dio ha provato da sempre il genere umano. A tale proposito si ricorda che provò  Noè ordinandogli che costruisse l’arca, provò Abrahamo ordinandogli che offrisse suo figlio Isacco in sacrificio. Vediamo infatti questi passaggi dell’Antico Testamento:  

Salmo (11, 5):

L'Eterno prova il giusto; ma l'anima sua odia l'empio e colui che ama la violenza.  

Proverbi (17, 3):

Il crogiolo è per l'argento e la fornace per l'oro, ma chi prova i cuori è l'Eterno.  

Salmo (7, 9): 

Deh! Fa' cessare la malvagità dei malvagi, ma stabilisci l'uomo giusto, perché tu sei il DIO giusto, che provi i cuori e le menti.

Ora vediamo quali sono i passi necessari per entrare nel Regno e quali sono le prove da superare per rimanere nel Regno fino alla fine. 

I passi necessari per entrare nel Regno sono tre: la fede, il pentimento dei propri peccati e il battesimo. Vediamo un primo passaggio che si incentra principalmente sulla fede: Vangelo di Marco (16, 15-16):

E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.  

Ovviamente per fede in Gesù Cristo s’intende fede che lui è l’Unigenito Figlio di Dio, che lui ha espiato tutti i peccati con la sua morte in croce e che lui è risorto nella carne il terzo giorno, vincendo così la morte. 

Vediamo ora un passaggio del Vangelo di Luca dove si fa enfasi sul pentimento dei propri peccati: Luca (24, 46-47):  

e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme.

Il pentimento dei propri peccati da luogo ad un cambio di paradigma, ossia ad un cambio di vita, riconoscendo che deve essere intrapreso un nuovo cammino. 

Vediamo ora un ultimo passaggio che sottolinea l’importanza del battesimo: Vangelo di Matteo (28, 18-20): 

Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Risulta evidente pertanto che sono tre le condizioni per entrare nel Regno: la fede in Gesù Cristo, il pentimento dei propri peccati che porta a un cambio interiore e il battesimo, che porta a ricevere lo Spirito Santo (Vangelo di Giovanni, 3, 3).

Per riassumere le condizioni per entrare nel Regno vediamo anche questo passaggio degli Atti degli Apostoli (2, 37-41): 

All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro». Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!». Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.

Ora vediamo quali sono le prove da superare per rimanere nel Regno: 

Innanzitutto la fede. Si deve rimanere saldi nella fede in Gesù Cristo fino alla fine. E’ difficile in quanto la maggioranza delle benedizioni promesse concernenti il Regno avrenno luogo nel futuro. In modo che una persona deve avere fede che Dio realmente farà ciò che ha promesso. 

In secondo luogo per rimanere nel Regno bisogna seguire i comandamenti di Gesù. A tale proposito vediamo la parabola del seminatore, Vangelo di Matteo (13, 4-9):  

Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

Vediamo quindi la spiegazione di questa parábola, Vangelo di Matteo (13, 18-23):

Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

Quindi vi sono alcuni che passano la prova della fede, però non passano la prova di compromettere la propria vita seguendo i comandamenti di Gesù. Vediamo innanzitutto quelli sull’amore. 

Vangelo di Matteo: (5, 38-39): 

Avete inteso che fu detto: occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra,  

Vangelo di Giovanni (13, 34): 

Vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, anche voi amatevi gli uni gli altri. 

Vangelo di Matteo (22, 39):

Il secondo, simile a questo, è: "Ama il tuo prossimo come te stesso".

Vediamo poi questo che si riferisce alla lealtà massima verso Cristo che deve avere il cristiano: 

Vangelo di Matteo (10, 34-39): 

«Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettervi la pace, ma la spada. Perchè io sono venuto a mettere disaccordo tra figlio e padre, tra figlia e madre, tra nuora e suocera, e i nemici dell'uomo saranno quelli di casa sua. Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me. E chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la ritroverà. 

Vediamo anche questi due, che si riferiscono alla giusta relazione che il cristiano deve avere con i beni materiali: 

Vangelo di Matteo (6, 19-21):

Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove nè tarma nè ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perchè, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.

Vangelo di Matteo (6, 24):

Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio e a mammona.

Ed ora vediamo l’ultima prova che il cristiano deve superare per rimanere nel Regno. In realtà alcuni cristiani che superano la prova della fede e quella di compromettersi con i comandamenti dati da Gesù, con il passare del tempo si allontanano dal Regno, disobbedendo agli insegnamenti del Signore. Alcuni si pentono e tornano a Cristo, ma altri si allontanano definitivamente e tornano al mondo. Per queste persone vale questo passaggio del Vangelo di Matteo (13, 41-42): 

Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.

Pertanto l’ultima prova che il Signore esige da noi per rimanere nel Regno è perseverare fino alla fine. Vediamo questo passaggio Vangelo di Matteo (10, 22): 

Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.

Pertanto Gesù farà entrare nel Regno solo coloro che credono nelle sue promesse e accettano le sue condizioni. Queste persone amano Gesù Cristo e darebbero persino la vita pur di non rinnegarlo. E questi sono quelli che il Signore vuole che rimangano con lui per tutta l’eternità. Questo è pertanto il Vangelo del Regno. 

Yuri Leveratto 

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