venerdì 6 gennaio 2017

La Lettera ai Romani: la Legge di Dio è conosciuta da tutti gli esseri umani


Molte volte ci siamo domandati se le persone che non hanno mai ricevuto il Vangelo potranno essere giudicate da Dio. Alcuni pensano che alcuni sparuti gruppi di indigeni che vivono nelle profondità dell’Amazzonia (i cosidetti non-contattati) e alcuni gruppi di eschimesi che vivono in remote zone dell’Artico non potrebbero essere giudicati da Dio, proprio perchè non hanno ricevuto il Vangelo e non hanno mai sentito parlare di Gesù Cristo. 
Nella Bibbia, però si trova la risposta a questo particolare quesito. Vediamo cosa scrive Paolo di Tarso nella Lettera ai Romani (2, 12-16):

Infatti, tutti coloro che hanno peccato senza legge periranno pure senza legge; e tutti coloro che hanno peccato avendo la legge saranno giudicati in base a quella legge; perchè non quelli che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che l'osservano saranno giustificati. Infatti quando degli stranieri, che non hanno legge, adempiono per natura le cose richieste dalla legge, essi, che non hanno legge, sono legge a sè stessi; essi dimostrano che quanto la legge comanda è scritto nei loro cuori, perchè la loro coscienza ne rende testimonianza e i loro pensieri si accusano o anche si scusano a vicenda. Tutto ciò si vedrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo, secondo il mio vangelo”.

Analizziamo questi importanti passaggi. Nella prima parte Paolo di Tarso sostiene che chi ha peccato senza legge perirà senza legge e chi ha peccato avendo la Legge (data da Mosè) sarà giudicato in base alla Legge. Il fatto però che chi ha peccato senza Legge perirà senza Legge, non significa che non sarà giudicato. 
La risposta è nel quattordicesimo e quindicesimo verso. Dio può giudicare anche chi non ha ricevuto la Legge e il Vangelo perchè la Legge è impressa nella natura stessa di ogni persona: la Legge è scritta nel cuore dell’uomo. Il senso morale è fondamentalmente uguale per tutti gli esseri umani. Anche gli indigeni delle tribù non contattate dell’Amazzonia sanno che non si deve uccidere o rubare o commettere adulterio. Conoscono la differenza tra il bene e il male, esattamente come la conosciamo noi, che abbiamo ricevuto i dieci comandamenti e poi la Grazia, con il Vangelo.
Chi ha ricevuto il Vangelo ha una responsabilità maggiore rispetto a questi gruppi di persone non contattate, proprio perchè oltre alla legge morale della coscienza, ha ricevuto pure la Legge di Dio e il Vangelo. 
Le persone che non hanno ricevuto il Vangelo e che non conoscono Gesù Cristo, hanno pertanto la possibilità di salvarsi, seguendo la Legge di Dio, che è impressa nei loro cuori.
A questo punto qualcuno potrebbe obiettare che se chi non ha ricevuto ne la Legge ne il Vangelo si può salvare, allora che senso ha avuto la rivelazione di Dio a Mosè e la rivelazione finale e perfetta di Gesù Cristo?
La rivelazione è progressiva e pertanto chi accoglie il sacrificio di Gesù Cristo sulla croce ha la certezza di salvarsi, perchè riceverà lo Spirito Santo. La Grazia indica la strada sicura per chi la accetta. Nessuno pertanto viene dimenticato da Dio. La Grazia è data a tutti, ma anche il Giudizio sarà per tutti. Il Giudizio sarà portato a termine da Dio in modo individuale, in base alla fede dell'uomo.

Yuri Leveratto

Foto: indigeno non contattato dell’Amazzonia brasiliana.

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