martedì 23 dicembre 2014

Terza confutazione della religione dei testimoni di Geova: Chi è Gesù Cristo


Tutta la religione dei testimoni di Geova degrada Gesù Cristo a semplice “dio minore”. Quindi i testimoni di Geova adorerebbero due dei: Geova e il “dio minore”, che per loro è Gesù Cristo. 
Partiamo ad analizzare questi passaggi del Vangelo di Giovanni, (1, 1-3):

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

“E il Verbo era Dio” la cui pronuncia in greco è: “kai Theos en ho Logos”

Percui il Verbo è il Creatore del mondo, l’unico vero Dio (Giovanni 1,1). 
I testimoni di Geova invece, stravolgendo il passo in questione, hanno tradotto “E il Verbo era un dio”, come se il Verbo (Gesù Cristo) fosse un “dio minore”.
Innanzitutto procediamo per logica: come potrebbe essere un “dio minore” se esisteva “dal principio” e coesisteva con Dio fin “dal principio”? (infatti è scritto “In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio”). Giovanni avrebbe potuto scrivere in altro modo se avesse voluto comunicarci che Gesù Cristo è un “dio minore”, e soprattutto non l’avrebbe messo nel suo Prologo. 

Vediamo un punto dei Salmi (33, 6): 

I cieli furon fatti dalla parola dell’Eterno” 

Percui nei Salmi si afferma che l’Eterno (Dio) ha creato i cieli. 

Ma nel Vangelo di Giovanni (1, 3) si afferma: 

tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

Sono in contraddizione il passaggio dei Salmi con il passaggio del Vangelo di Giovanni (1,3)? 
Niente affatto. Con una logica semplice si capisce che Dio ha creato i cieli (Salmi) e il Verbo ha creato ogni cosa (Giovanni 1,3). Ovvio, perche il Verbo è Dio. Infatti nella Bibbia si sancisce chiaramente che fu Dio a creare il cielo e la terra e non un “dio minore”, che stava presso di lui. 

Ora vediamo la Lettera ai Colossesi (1, 16-17):

perchè in lui furono create tutte le cose
nei cieli e sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potenze.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose
e tutte in lui sussistono.

“perchè in lui furono create tutte le cose”, quindi il Verbo è il Creatore.

Ma anche qui i testimoni di Geova, nel loro libro denominato “Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture” hanno aggiunto una parola, vediamo quale: 

perchè in lui furono create tutte le altre cose

è stata aggiunta la parola “altre” come se fosse un creatore secondario che ha creato “qualcosa”, un dio minore dunque. 

Ecco che lentamente si capisce tutta l’architettura di come si sia attuata la traduzione dei testimoni di Geova. Lo scopo principale è degradare Gesù Cristo, da Dio a un “dio minore”. Ma i primi cristiani adoravano Gesù Cristo come Dio. Come avrebbero potuto i primi cristiani andare al patibolo piuttosto di non rinnegare che Gesù Cristo è Dio, se lo avessero considerato un “dio minore”?

Se seguissimo il ragionamento dei testimoni di Geova dovremmo negare anche il verso di Giovanni (1, 3):

tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

Certo perchè qui “lui” è il Verbo, e si sancisce che ha creato “tutto”, ma secondo i testimoni di Geova lui stesso sarebbe stato creato da Dio, quindi il Verbo avrebbe creato “tutto” eccetto se stesso, e quindi non avrebbe creato “tutto” per davvero.  

Nel capitolo 17 del Vangelo di Giovanni vi sono poi affermazioni molto importanti di Gesù, che sta pregando il Padre. 

Ecco un primo, significativo passaggio Giovanni (17, 24):

Padre, voglio che anche quelli che tu mi hai dato siano con me, dove sono io, affinchè contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato, poichè mi hai amato prima della creazione del mondo.

In questo passaggio si evince che Gesù era con il Padre prima della creazione del mondo, dell’universo. Questo passo, indirettamente, conferma la Divinità di Cristo.

Vediamo alcuni passaggi dell’Apocalisse: 

(1, 17-18):
Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la sua destra, disse: «Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo, e il Vivente. Ero morto, ma ora vivo per sempre e ho le chiavi della morte e degli inferi.

(22, 13):
Io sono l’Alfa e l’Omèga, il Primo e l’Ultimo, il Principio e la Fine.


Vediamo ora questo passaggio: 
(1, 8): 
Dice il Signore Dio: Io sono l’Alfa e l’Omèga, Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente!

Per cui ancora una volta, si sancisce che Dio è il primo e l’ultimo. Ma siccome nei passaggi (1, 17-18) e (22, 13) era Gesù Cristo il primo e l’ultimo, allora Gesù Cristo è il Signore Dio. 

I nostri amici testimoni di Geova, sostengono che ci sia un solo Dio, “Geova”, e un “dio minore”, Gesù Cristo, il figlio. Ma ciò ci mostra che essi credono in due dei, uno maggiore e uno minore, mentre la Bibbia ci dice chiaramente che vi è un solo Dio! Ora il paradosso, è che se credono in due dei sono politeisti, mentre se ammettono di adorare solo Geova, allora ammettono di non essere cristiani. Infatti fanno parte di un’altra religione, quella dei testimoni di Geova. 

Quando Gesù nacque significa che il Verbo (Dio) si fece carne e Gesù Cristo fu riconosciuto varie volte come Dio. Infatti vediamo questo punto riferito a Tommaso: 
Vangelo di Giovanni (20, 28):

Rispose Tommaso e gli disse: “Signore mio e Dio mio!”

In questo caso Gesù non ha negato di essere Dio, ma ha risposto, in Giovanni (20, 29): 

Gli disse Gesù: “Perchè mi hai visto hai creduto? Beati coloro che hanno creduto senza vedere”.

Isaia ci dice che tutto fu creato da Yahweh. Ora nel Nuovo Testamento ci viene detto che tutto fu creato per mezzo del Verbo, Gesù Cristo. Certo perchè Gesù Cristo, il Verbo, è Dio, quindi è Yahweh!

Ma per i testimoni di Geova c’è un Dio Creatore e un “dio minore”, ecco quindi che negano i versi di Isaia, per esempio (40, 28) o (44, 24): 

Così dice l'Eterno, il tuo Redentore, colui che ti ha formato fin dal seno materno: «Io sono l'Eterno che ho fatto tutte le cose, che da solo ho spiegato i cieli e ho distesa la terra; chi era con me?

Non vi era un “dio minore” quando Dio ha fatto tutte le cose. E’ chiaro.

Lo stesso si può applicare al concetto di Salvatore. Nella Bibbia è Yahweh, nel Nuovo Testamento è Cristo. Abbiamo quindi due salvatori? Niente affatto. Il Salvatore è uno.

In Isaia (42, 8), c’è scritto: 

Io sono il Signore: questo è il mio nome;
non cederò la mia gloria ad altri,
nè il mio onore agli idoli.

Ma nel Vangelo di Giovanni (17, 5) c’è scritto: 

E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.

Quindi Gesù Cristo dice chiaramente che aveva gloria presso il Padre prima che il mondo fosse, ossia prima della notte dei tempi, cioè dall’eternità!
Come potrebbe Gesù Cristo aver fatto un’affermazione così inaudita se fosse solo un “dio minore”? (ovviamente ne fece altre di inaudite come “io invece vi dico” che ho spiegato nel mio articolo “La vera identità di Gesù Cristo”). 

Notiamo anche che Isaia (44, 6) il Signore è il primo e l’ultimo. 

Così dice il Signore, il re d’Israele,
il suo redentore, il Signore degli eserciti:
«Io sono il primo e io l’ultimo;
fuori di me non vi sono dèi.

Esattamente come nell’Apocalisse 1:17-18 e 22:13

Come potrebbe aver detto Gesù Cristo “io sono il primo e l’ultimo” se fosse un “dio minore”? Come potrebbe l’Apostolo Giovanni aver ricevuto questa rivelazione e poi averla scritta se Gesù Cristo fosse un “dio minore”? 
Un “dio minore” che dice le stesse cose dette da Dio in Isaia (44, 6)? Impossibile. 

Torniamo alla grammatica: 

“E il Verbo era Dio” la cui pronuncia in greco è: “kai Theos en ho Logos”
I testimoni di Geova sostengono che siccome davanti alla parola “Dio” non ci sia l’articolo determinativo ho = ‘il’, “Dio” si dovrebbe tradurre come “dio”, cioè “dio minore”.
Il fatto che non ci sia l’articolo determinativo “ho” davanti a “Dio”, ma che “ho” sia davanti a “Logos” (Parola, Verbo), non significa che “Dio” (Theos), sia un “dio minore”. 
Da un punto di vista grammaticale, “ho Logos” è il soggetto, e Theos è il predicato nominale. In greco non è necessario usare l’articolo determinativo con un predicato nominale in questo tipo di frase. Se si fosse scritto “ho Theos” avrebbe significato che il Verbo è la stessa persona del Padre, (infatti nella seconda frase del passo 1, Dio si riferisce al Padre). Ma l’Apostolo Giovanni ha voluto dirci che il Verbo, pur essendo Dio, non è la stessa persona del Padre. 
Tutto ciò è stato confermato da eminenti studiosi come  C. H. Dodd, (“New Testament Translation Problems II,” The Bible Translator 28, 1[January 1977]:103).
Anche altre traduzioni dove è scritto: “Il Verbo era divino” sono errate, in quanto Giovanni ha detto: kai theos en ho logos (e Dio era il Verbo), e non ha detto “kai theios en ho logos”.
Per cui la traduzione “e il Verbo era un dio” è errata sia dal punto di vista logico (comparando con gli altri passi dell’intera Bibbia, e del Vangelo di Giovanni in particolare, in modo da capire quale era realmente il suo pensiero), sia dal punto di vista grammaticale. 
Vi sono poi altre frasi e comportamenti di Gesù che indicano la sua natura consustanziale al Padre. Nel capitolo quinto del Vangelo di Matteo, parlando della legge mosaica, ossia la legge data da Dio, Gesù ripetè varie volte: “avete inteso che fu detto…io invece vi dico”. Gesù quindi insegna sui giusti comportamenti da tenere nel caso di matrimonio, giuramenti, amore al prossimo. Per sei volte viene ripetuta la frase: “io invece vi dico”. 
Come potrebbe un semplice profeta aggiungere o modificare le leggi date da Dio se non chi è per sua natura consustanziale al Padre? 
I profeti dicevano: “Così parla il Signore”, mentre Gesù disse: “io invece vi dico”.
E’ noto che i giudei osservavano la legge del riposo durante il sabato, e per questo criticarono Gesù per aver curato un paralitico di sabato Giovanni (5, 1, 10). Ma Gesù, dimostrando di essere al di sopra della legge dice (Vangelo di Giovanni 5, 17):

Ma Gesù rispose loro: “Mio Padre è all’opera fino ad ora ed anch’io sono all’opera”.

Gesù si pone quindi al di sopra della legge, per esempio anche quando dice:

“Si, il Figlio dell’uomo è padrone del sabato” (Matteo, 12, 8).

Sono affermazioni inaudite, che mai uscirono dalla bocca di nessun uomo, e che provano la sua verà natura di Gesù Cristo, che è consustanziale al Padre. 

E’ Onnipotente: Giovanni (1: 3), Lettera ai Colossesi (1, 16-17).  

Inoltre Gesù Cristo ha invitato i credenti a pregare in lui, Vangelo di Giovanni (14, 14):

Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò

Ma qui i testimoni di Geova traducono: “Se chiedete qualcosa in mio nome, io la farò”. 

Hanno tolto il “mi” come per indicare che non è lui al quale dobbiamo chiedere.

YURI LEVERATTO
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