lunedì 2 maggio 2016

Gesù Cristo ha sconfitto il peccato e la morte


Questo scritto è dedicato agli agnostici, ai musulmani, ai buddisti, agli induisti, ai new age, e a tutte le persone che pensano di salvarsi attraverso la misericordia di Dio, o pensano che dopo la loro morte, Dio faccia un bilancio degli atti buoni e cattivi commessi, e se quelli buoni prevarranno, credono che potranno giungere al suo cospetto. 
Innanzitutto spiegherò  il perché Gesù Cristo è morto sulla croce, e poi dimostrerò che con le altre fedi, o filosofie, non è possibile giungere al cospetto di Dio. 
Per comprendere il perché Gesù Cristo è morto sulla croce, bisogna fare una premessa e descrivere l’evento biblico della creazione dell’uomo, così come è narrato nella Genesi. 
Secondo il primo libro della Bibbia, l’uomo è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio: 
(Genesi 1, parte del verso 26): 

Facciamo l'uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza”.

Ciò  significa che l’uomo è stato fatto immortale e senza peccato, ad immagine e a somiglianza di Dio. 
Dopo la creazione dell’uomo, Dio gli ha permesso di vivere in pace e in abbondanza, ma gli ha indicato che se avesse mangiato il frutto di un particolare albero, sarebbe morto. Vediamo i passaggi corrispondenti, Genesi (2, 16-17):

E l'Eterno Dio comandò l'uomo dicendo: «Mangia pure liberamente di ogni albero del giardino; ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare, perché nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai».

In seguito Satana, sottoforma di un serpente, ha tentato l’uomo, dicendogli la menzogna seguente, Genesi (3, 4-5): 

Allora il serpente disse alla donna: «Voi non morrete affatto; ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri si apriranno, e sarete come Dio, conoscendo il bene e il male».

In seguito l’uomo, disubbidendo a Dio, commette il peccato. E’ il primo atto di saccenza, di non-umiltà, compiuto dall’uomo. Il primo atto con il quale l’uomo mostra di voler essere uguale a Dio. 
In seguito a questo atto, il peccato si è introdotto nella mente umana, e ha causato il proliferare del male. 
Ma c’è un altro punto importante della Genesi per comprendere il perché Gesù Cristo è morto sulla croce. Ad un certo punto Dio si rivolge al serpente e dice, Genesi (3, 14-15):

Allora il Signore Dio disse al serpente:
«Poichè hai fatto questo,
maledetto tu fra tutto il bestiame
e fra tutti gli animali selvatici!
Sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno».

La stirpe della donna è Gesù Cristo, il quale vincerà il peccato, e quindi sconfiggerà Satana sulla croce. 
Durante i secoli sucessivi gli ebrei espiavano temporaneamente i peccati per mezzo dell’uccisione di animali (di solito agnelli o montoni). Perché si facevano tali sacrifici? Il peccatore vedeva morire un animale del proprio gregge, un animale innocente che moriva per espiare il suo peccato. Questi sacrifici erano ripetuti per ricordare i peccati, più che per toglierli. Vediamo a tale proposito questo passaggio della Lettera agli Ebrei (10, 1-4): 

“La legge, infatti, possiede solo un’ombra dei beni futuri, non la realtà stessa delle cose. Perciò con quei sacrifici, che sono offerti continuamente, anno dopo anno, essa non può rendere perfetti coloro che si avvicinano a Dio. Altrimenti non si sarebbe forse cessato di offrirli, se coloro che rendono il culto, una volta purificati, avessero sentito la loro coscienza sgravata dai peccati? Invece in quei sacrifici viene rinnovato ogni anno il ricordo dei peccati; perché è impossibile che il sangue di tori e di capri tolga i peccati.”

Questi sacrifici pertanto anticipavano la remissione dei peccati definitiva che sarebbe stata attuata da Dio incarnato, ossia da Gesù Cristo, sulla croce. Infatti durante il periodo dell’Antico Testamento gli ebrei sapevano che solo Dio avrebbe potuto rimettere i peccati, vediamo a tale proposito questo verso di Isaia (1, 18): 

«Su, venite e discutiamo
– dice il Signore.
Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto,
diventeranno bianchi come neve.
Se fossero rossi come porpora,
diventeranno come lana.

E anche quando Gesù disse, Vangelo di Marco (2, 5): 

Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».

Gli scribi risposero Vangelo di Marco (2, 7):

«Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?».

Vari profeti durante l’Antico Testamento avevano predetto la missione salvifica del Figlio di Dio, come per esempio Isaia (53: 3-9):

Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua posterità? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per la colpa del mio popolo fu percosso a morte. Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza nè vi fosse inganno nella sua bocca.

Quando il Verbo si incarnò nel ventre di una donna santa, Maria, ecco che venne alla luce il Salvatore del mondo, Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo. Il suo scopo principale sulla terra fu quello di “togliere il peccato del mondo”, infatti, Vangelo di Giovanni (1, 29). 

Il giorno dopo, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!

Ma come poté, un uomo, seppur perfetto, perdonare il peccato di tutta l’umanità? 
Innanzitutto dobbiamo ricordare che Gesù fu tentato da Satana. Anche Adamo ed Eva furono tentati e caddero. Ma Gesù fu tentato e non cadde. Non peccò. 
Gesù, essendo l’incarnazione del Verbo, è vero Dio e vero uomo. E’ venuto in forma umana perché come uomo ha potuto soffrire sulla croce, ma come Dio ha potuto perdonare tutti i peccati. Proprio tutti, dal peccato di Adamo fino alla fine dei tempi. Ricordiamoci che solo Dio può perdonare i peccati, Vangelo di Marco (2, 7), ma ricordiamoci anche che Dio disse, nel Giardino, Genesi (2, 17): 

ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire».

E’ come se Dio avesse detto: “se mi disubbidisci, ossia se peccherai, certamente morirai”. 

Paolo di Tarso ha ripreso questa frase di Dio e ha scritto, nella Lettera ai Romani (6, 23): 

Perché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.

Pertanto vediamo che Dio, essendo infinitamente misericordioso, ha voluto perdonare tutti peccati. Ma Dio è anche infinitamente sacro, e non si può giungere al suo cospetto macchiati del peccato. Anche una piccola macchia, se non è perdonata, non permette all’uomo di poter giungere al cospetto di Dio. Dio è pure infinitamente giusto e deve poter condannare tutti i peccati. L’unica soluzione a questa tripla realtà di Dio (infinita misericordia, sacralità, e giustizia), è l’invio del Figlio, che doveva espiare i nostri peccati sulla croce. 

Dio quindi ha dato il suo unico Figlio, Gesù Cristo, affinché tutti i peccati fossero imputati a lui e lui morisse al nostro posto, infatti: Seconda Lettera ai Corinzi, (5, 21):

"Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui".

Ricordiamoci però  che secondo la Lettera agli Ebrei (9, 22):

Secondo la Legge, infatti, quasi tutte le cose vengono purificate con il sangue, e senza spargimento di sangue non esiste perdono.

Gesù Cristo pertanto per poter perdonare tutti i peccati doveva morire spargendo il suo sangue. 
Come è possibile che noi otteniamo il perdono dei nostri peccati per mezzo del sangue di Gesù Cristo?
Essendo lui Dio, è onniscente, pertanto sulla croce lui vedeva ogni peccato, passato, presente e futuro. Il suo sacrificio, essendo un sacrificio di valore infinito, (Dio è infinito), è bastato a “togliere”, cioè perdonare, ogni peccato commesso sulla terra fino alla fine dei tempi. 
Noi otteniamo il perdono dei nostri peccati se ci pentiamo e se riconosciamo che Gesù Cristo ha espiato i nostri peccati sulla croce per noi. In pratica la giustizia di Gesù è stata data a chi crede in lui, a chi è stato da lui giustificato, e il peccato di chi crede in lui è stato trasferito su di lui nella croce. E’ il sacrificio finale e perfetto. 
Ora analizziamo la sconfitta di Satana. Gesù era stato tentato nel deserto, ma non cadde. Quando Gesù era sulla croce, Satana lo tentò  per l’ultima volta, intimandogli di scendere dalla croce. Infatti, Vangelo di Marco (15, 31-32):

Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.

Se Gesù fosse sceso dalla croce sarebbe stata una sconfitta per lui e una vittoria per Satana. Infatti Satana voleva che il peccato non fosse annullato e che Gesù non espiasse tutti i peccati con il suo sangue. Ma Gesù non scese dalla croce e volle ubbidire al Padre fino all’ultimo, fino alla sua morte di croce. Prima di morire disse, Vangelo di Giovanni (19, 30): 

Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Cosa significa questa frase? Gesù era pronto a morire per espiare tutti i peccati del mondo. Proprio nell’istante della sua morte, Satana fu sconfitto per sempre. Il peccato introdotto da Satana nel mondo era stato sconfitto, sconfitto con la morte di Gesù. La morte in croce di Gesù Cristo è stata la vittoria finale sul peccato e su Satana. In quel momento Gesù schiacciò  il capo a Satana come anticipato in Genesi (3, 14-15).
Tre giorni dopo Gesù risuscitò dai morti. Pertanto oltre al peccato vinto con la sua morte, Gesù vinse la morte, con la sua Risurrezione. 

Chiunque pertanto ha la pretesa di giungere al cospetto di Dio senza ottenere il perdono dei peccati da Dio stesso, basandosi solo sulla sua giustizia o sulle sue opere buone, non potrà farlo, perché tutti siamo peccatori e anche il più minimo peccato, se non è lavato dalla fede che Gesù lo abbia tolto, impedisce l’accesso al Padre, perché Dio è infinitamente sacro.
Nessuna altra fede pertanto, né alcuna filosofìa, permette a noi esseri umani di poter essere lavati dal peccato. Con la misericordia di Dio, come credono i musulmani, non è possibile. Attraverso il nirvana, al quale si giunge dopo numerose rinascite o reincarnazioni, non è possibile, perché la reincarnazione, invece di risolvere il problema del peccato, lo moltiplica all’infinito, Infatti se uno ha commesso un peccato nella prossima vita dovrà essere la vittima dello stesso peccato, percui si richiede un altro peccatore, e così via. 
L’unico modo per poter giungere al cospetto di Dio è attraverso Gesù Cristo, infatti lui disse, Vangelo di Giovanni (14, 6): 

Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

YURI LEVERATTO
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11 commenti:

  1. Per dimostrare la tua asserzione ti avvali di ciò che è scritto nella bibbia, partendo quindi dal presupposto che quella che è li scritto sia stato già dimostrato come essere vero.
    Praticamente è come se un matematico volesse dimostrare la validità di una equazione e per farlo nella sua dimostrazione matematica utilizzi l'equazione stessa... si cade nel paradosso... ma del resto tutta la religione cristiano è fondata su paradossi... ma la cosa più paradossale è tutto il tempo che teologi e filosofi e pensatori nei secoli hanno dedicato alla dimostrazione del nulla!!!

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  2. Noi cristiani crediamo che la Bibbia sia la Parola di Dio proprio perché Gesù Cristo lo ha confermato. E crediamo che Gesù Cristo è la Verità, perché lui ce lo ha confermato con la sua Risurrezione.

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    1. Hola Yuri soy Yadira la esposa de Juan Roberto Marcenaro Jiménez... hemos querido contactarte pero el e-Mail nos rebota... un saludo de Juan Roberto

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    2. Hola, espero esten bien por favor escribeme aquí: yurileveratto@gmail.com

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  3. Mi perdoni Leveratto, non mi è chiaro il contesto e la finalità di questo intervento.
    In quanto professione di fede da parte sua, nulla da eccepire. Però lei dà a questa professione di fede il valore di una "dimostrazione" da porgere agli altri membri dell'umanità non cristiani (gli atei, gli orientali, i musulmani) che "si illudono" di poter "giungere al cospetto di Dio" attraverso le loro diverse credenze.
    La dialettica con le altre religioni viene sbrigativamente risolta senza alcun percorso logico, storico, antropologico: "Nessuna altra fede pertanto, né alcuna filosofìa, permette a noi esseri umani di poter essere lavati dal peccato".
    Quando si esce dal contesto della propria tradizione e della propria comunità per confrontarsi con le altre, quale criterio si dovrebbe usare per "dimostrare" la Verità di questa o quella credenza? E' ovvio che sul terreno del sacro, ogni cultura possiede il proprio Libro, la propria mitologia, la propria teologia, la propria cosmogonia, che narrano spesso storie diverse da quella dell'agnello redentore venuto ad espiare i peccati del mondo. La visione orientale ad esempio è incommensurabilmente diversa da quella occidentale, per cui il concetto di peccato o l'idea stessa di Dio come Ente personale è sconosciuto al Buddismo, all'Induismo, al Taoismo.
    E gli atei non si porgono certo il problema della vita ultraterrena.
    Per cui, qual è lo scopo della premessa e della conclusione di quest'articolo?

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    1. Grazie Mauro, direi che lo scopo di quest'articolo è generare un dibattito. Il mio articolo non è rivolto agli atei (infatti nella frase iniziale non li ho nominati), ma a coloro che hanno altre fedi. Come certamente saprai nella concezione cristiana Dio è personale, e si è fatto carne ed è venuto tra di noi. Siccome per noi cristiani Dio è il Creatore, ogni atto che facciamo si rapporta a Lui. Ogni atto di non-umiltà è pertanto un atto contro Dio. Ma anche gli induisti hanno il concetto di anima universale (brahman), che ha creato o generato il mondo. E anche gli islamici hanno il concetto di allah come creatore del mondo. Quindi anche queste altre fedi hanno il concetto di Dio creatore. Se hanno il concetto di Dio creatore devono anche convenire che ogni atto fatto dall’uomo deve rapportarsi a Dio. Quindi esiste il peccato. Se esiste il peccato devi convenire che nessuno è in grado di espiare il peccato da solo, perché il peccato resta. Un assassino non potrà riportare in vita la sua vittima e non potrà neppure fare alcun atto buono durante la sua vita per compensare il peccato da lui commesso. E questo è il motivo dell’invio del Figlio. La triplice realtà di Dio (infinita misericordia, sacralità e giustizia), si può conciliare solo con Dio stesso che perdona i peccati, ma li perdona ovviamente a chi gli chiede perdono, ossia chi crede che il Figlio abbia attuato il sacrificio finale e perfetto sufficente per espiare tutti i peccati, e quindi anche i suoi.

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    2. Ciao Yuri e buongiorno Sig Mauro io sono un amico di Yuri da quando eravamo bambini, non sono molto religioso anche se per tradizione sono stato battezzato comunicato cresimato e sposato tutto in chiesa e lo stesso con i miei figli perchè così ci hanno insegnato.Non credo a quello che mi dicono e credo alla metà di quello che vedo,ma da quel poco che sono riuscito a capire nei miei 50 anni di vita e che Gesù era un uomo come noi, che Maria Maddalena era la prostituta del villaggio e che Lui faceva tutto quello che facciamo noi umani sulla terra. Tutto questo sempre se Lui sia esistito veramente o no.E non credo che il mondo sia stato come dice la religione creato da lui ma io credo molto di più nella scienza. Scusatemi datemi una vostra opinione perchè secondo me se crediamo nella religione il fatto di essere nati e un castigo. Nati per morire?

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  4. Ciao Angelo, e grazie mille per il tuo commento. Converseremo a quattr'occhi quando verrò in Italia, per ora ti dico solo questo: se Gesù fosse stato un semplice uomo, per quale motivo i suoi seguaci avrebbero dovuto divulgare la sua Risurrezione? Infatti dire che era il Figlio di Dio e che era risorto era considerata un'eresia punita con la pena di morte (infatti Stefano fu il primo martire) sia dagli ebrei che dai romani.

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  5. Carissimo Yuri, innanzi tutto complimenti per come hai trattato l'argomento, pregando il Signore di non peccare di umiltá, devo dire che non mi trovo daccordo con te, riguardo al giudizio finale. Gesú infatti ci insegna:
    "Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 33 e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.

    Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.

    Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?

    Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.

    Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.

    Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna".

    Vangelo secondo Matteo, c.25, vv. 31-46.
    Dunque il giudizio finale non sará sulla fede, bensí sull'Amore che avremo praticato nella vita terrena nei suoi confronti incarnato nei poveri e nei bisognosi. Il tuo articolo è invece giusto per quanto riguarda la vita terrena, perchè solo per mezzo di Gesú siamo liberati dal peccato e quindi da ció che ci separa da Dio Padre. Solo in Gesú siamo Figli di Dio e quindi godere della sua Vita, della sua Gioia in questa Vita terrena. Se sbaglio carissimo Yuri, mostrami ti prego il mio errore.

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    1. Grazie del tuo commento. Tuttavia se il giudizio fosse sull'amore e non sulla fede, non si spiega il perché il ladrone nella croce si è salvato. Lui non aveva fatto alcuna opera buona, ne aveva diffuso amore, ma siccome ha creduto, e ha riconosciuto che Gesù Cristo in quel momento stava espiando anche i suoi peccati, si è salvato. I passi del Vangelo di Matteo che hai riportato sono importanti e significativi, infatti le opere di bene bisogna farle. La fede senza opere di bene, ossia senza amore, è vuota, non è vera fede. Ma è la fede la chiave del messaggio di Gesù Cristo, non le opere. Sono tanti i passaggi del Nuovo Testamento dove si spiega questo concetto, prendiamone uno, per esempio la Lettera agli Efesini (2, 8-9): “Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; nè viene dalle opere, perchè nessuno possa vantarsene”.

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