lunedì 14 marzo 2016

Le strane teorie di Mauro Biglino sui sacrifici animali nell’Antico Testamento

Confutazione:

A pag. 200 del suo libro “Antico e Nuovo Testamento libri senza Dio”, Mauro Biglino inizia una critica generale ai sacrifici di animali che erano prescritti nell’Antico Testamento. 
Il Biglino sostiene che YHWH, essendo un crudele capo militare (forse extraterrestre), provasse piacere nel veder sacrificati degli agnelli per lui e nel respirare il fumo che derivava dalla bruciatura del grasso degli animali (riporta infatti i passaggi del Libro dei Numeri cap. 28 e 29). 
E’ una tesi assolutamente errata, che non considera il contesto rituale e sacrificale biblico, ma anche della Grecia antica, per esempio. Il sacrificio rituale (o olocausto), era una cerimonia nella quale l’animale veniva offerto a Dio, nel senso che si rinunciava a nutrirsi di quell’animale e si rendeva tributo a Dio offrendogli il migliore degli agnelli. L’animale veniva sgozzato e quindi cremato completamente. Si credeva inoltre che il Signore nel sentire il profumo delle carni bruciate si compiacesse dell’atto eseguito dai fedeli, in quanto si compiaceva del fatto che i credenti in lui rinunciassero a un loro bene prezioso per offrirlo a lui. 
Il sacrificio rituale o olocausto era un rito attuato da varie comunità di persone anche di altre religioni. Per esempio era compiuto nelle civiltà meso-americane e sud-americane. 
Con le sue tesi il Biglino dimostra di essere completamente digiuno di antropologia antica e di non conoscere le cerimonie rituali che fanno parte di molte culture umane. Il Biglino sfrutta l’argomento a suo piacere tentando di mostrare che YHWH fosse crudele e sadico.
Inoltre Biglino, come tutti quelli che negano la santità e la Divinità di IO-SONO, (YHWH), nega anche la sacralità dei sacrifici animali nell’Antico Testamento. Sostiene che era una pratica barbara e che detta pratica istigherebbe al male. 
Ma nell’Antico Testamento Dio ha prescritto i sacrifici animali per espiare temporaneamente il peccato. Nell’Antico Testamento Dio aveva ordinato di sacrificare animali perfetti, senza macchia. La persona che offriva il sacrificio s’identificava con l’animale e doveva ucciderlo. Gli ebrei credevano che questo rito provvedesse il perdono dei peccati da parte di Dio.
Il sacrificio animale serviva pertanto come “punizione” nei confronti di un peccatore, infatti si uccideva un agnello del suo gregge. Gli si toglieva un animale, prezioso in tempi di carestia, ed inoltre il peccatore, vedendo che l’animale innocente moriva, sentiva pena per quell’essere vivente che moriva a causa del suo peccato.
Naturalmente tutto questo presagiva il sacrificio finale e perfetto di Gesù Cristo sulla croce, vero Dio e vero uomo, essere umano senza peccato, che è l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo (Vangelo di Giovanni, 1, 29).

Yuri Leveratto

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