sabato 5 marzo 2016

Considerazioni sull’Antico Testamento e sulla missione di Gesù Cristo, il Figlio di Dio



Non è una novità che ci siano persone che negano la veridicità della Bibbia e che negano che Gesù Cristo sia il Figlio di Dio. Molti lo negano perché sono spinti dall’anticlericalismo, altri invece lo negano perché il messaggio di Gesù Cristo è stato un messaggio esclusivo. In pratica lui ha dichiarato in modo solenne di essere il Figlio di Dio, (Vangelo di Marco, 14, 62) e ha dichiarato di essere la Verità e che solo per mezzo di Lui si va al Padre, (Vangelo di Giovanni 14, 6):

Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Queste, naturalmente, sono frasi inaudite, che nessun essere umano aveva detto prima di lui.
Alcune persone si sentono inconformi con la rivelazione di Dio al mondo. Altri ancora sono risentiti con Dio, per qualche ragione. Pertanto lo negano, ma non si rendono conto che mentre lo negano, lo stanno affermando. Negano Gesù Cristo con ogni mezzo. Alcuni affermano addiritura che non sia mai esistito, (è la teoria del “mito di Gesù”). Questa strategia però non ha dato frutti, in quanto le testimonianze sulla storicità di Gesù, sono talmente tante che oggi nessun storico serio avalla questa strampalata teoria.
Altri affermano che era un rivoluzionario armato, e s’illudono di smontare Gesù Cristo con gli stessi Vangeli. Ma anche questa strategia non ha avuto successo.
Qualcuno invece, adotta una strategia più sottile ed astuta, e riprende le antiche tesi degli gnostici del secondo secolo della nostra era, che non negavano l’esistenza di Gesù Cristo, ma affermavano che egli era un grande saggio, e che però non era il Figlio di Dio. Secondo questa tesi non avrebbe potuto “togliere il peccato del mondo” (Vangelo di Giovanni 1, 29) e naturalmente non avrebbe potuto risorgere dai morti il terzo giorno. Per mostrare Gesù Cristo solo come “grande saggio”, ma non come il Figlio di Dio (che peraltro sono le tesi del Deismo e della Massoneria), si segue anche un’altra vecchia tesi dello gnosticismo: la negazione del Dio vetero-testamentario, il cui nome è IO-SONO (Esodo, 3, 14).
Secondo alcuni studiosi (1) il tetragrama biblico, o YHWH, (uno dei nomi di Dio, il più ricorrente nella Bibbia, citato 6823 volte, la cui pronuncia è Yahweh), deriverebbe dalla radice triconsonantica dell'ebraico biblico היה, che significa “essere”.
Naturalmente Dio, nella Bibbia viene citato innumerevoli volte anche con altri termini: Elohim, El, Shaddai, Elyon, Adonai, ecc. (Kyrios in greco, ossia: Signore) (2).
Ora torniamo alla strategia usata per screditare Gesù Cristo. Si nega il Dio veterotestamentario, con lo scopo ultimo di denigrare Gesù Cristo, in quanto si afferma: “Gesù non può essere Figlio di Dio, perché il Dio vetero-testamentario non era Dio”. Con questo scopo si procede in due modi: con l’etimologia e con la critica testuale con fini denigratori. Nel primo caso alcuni negazionisti sostengono in modo sfacciato che “la Bibbia non descriverebbe Dio”, e affermano che le parole bibliche אלהים (Elohim), יהוה (YHWH), non si riferiscono a Dio, ma hanno altri significati. Queste tesi però sono state confutate da riconosciuti biblisti e studiosi di ebraico (3)(4). Nel secondo caso i negazionisti affermano che il Dio della Bibbia non potrebbe essere Dio in quanto viene mostrato come “violento e sanguinario”.
Queste tesi non sono una novità, ma risalgono ai testi gnostici antichi. Chi persegue l’obiettivo di denigrare Dio, il Dio della Bibbia, si dimentica che nell’Antico Testamento la punizione violenta era relazionata primariamente alla santità di Dio e alla concezione della giustizia.
In generale gli scritti gnostici, che sono stati confutati 1900 anni or sono,  rispecchiano una visione negativa della creazione. Il Dio vetero-testamentario (IO-SONO, YHWH), sarebbe, nella visione gnostica del II secolo, il demiurgo, che ha creato un mondo imperfetto. Ecco perché per gli gnostici il mondo sarebbe corrotto, e dominato dal male, perché secondo loro il demiurgo era imperfetto.
I primi cristiani però credevano con fermezza assoluta che Gesù Cristo fosse il Dio della creazione biblica, IO-SONO, e questo lo si evince dai seguenti passi dell’Esodo, comparati con i passi del Vangelo di Giovanni. Vediamoli.

Esodo (3, 14):

Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: “Io-Sono mi ha mandato a voi”»

Vangelo di Giovanni (8, 23-24):

E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati».

Vangelo di Giovanni (8, 58):

Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».

Ecco pertanto che da questi scritti ci rendiamo conto che Gesù Cristo veniva identificato come Dio, e non un “dio qualsiasi”, ma l’unico e vero Dio, IO-SONO, che ha creato il mondo, il Dio della Bibbia, dai suoi seguaci, gli Apostoli ed Evangelisti, che erano ebrei, quindi conoscevano le scritture. Naturalmente vi sono moltissimi altri passaggi nei 27 libri del Nuovo Testamento che identificano Gesù Cristo con Dio, come per esempio il famoso prologo del Vangelo di Giovanni, (1, 1-5 e 1, 14).
Più avanti in questo articolo analizzeremo altri versi della Bibbia per provare che realmente i primi cristiani, quelli che avevano vissuto con Gesù Cristo, credevano che lui fosse il Signore, l’unico e vero Dio.
Prima di analizzare alcune tesi che negano il Dio vetero-testamentario, mostrandolo come cattivo e crudele, soffermiamoci sul messaggio centrale della Bibbia.
Per noi cristiani la Bibbia, considerata nella sua totalità, Antico e Nuovo Testamento, non è altro che la descrizione del progetto di Dio, iniziato con la creazione del mondo e dell’uomo. Dio ha amato l’uomo e per questo gli ha dato il libero arbitrio, la possibilità di fare delle scelte. L’uomo però, dopo essere stato tentato da Satana ha voluto scegliere di scalzare Dio, anzi ha scelto di diventare egli stesso Dio. Per questo si parla di “peccato originale” e di “caduta dell’uomo”. L’uomo ha scelto il peccato e la conseguenza del peccato è la morte. Lettera ai Romani (6, 23):

Perché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore.

Malgrado ciò Dio non ha abbandonato l’uomo. Ha inviato i profeti che annunciavano la missione di suo Figlio sulla terra. Infine ha inviato il Figlio, che è venuto con lo scopo principale di “togliere il peccato del mondo”, (Vangelo di Giovanni 1, 29), e stabilire con il suo sangue, un nuovo patto, tra Dio e l’uomo, il Nuovo Testamento. Se osserviamo la Bibbia da un punto di vista amplio, ci rendiamo conto che essa è fortemente incentrata su Gesù Cristo, che è Dio stesso, il Verbo che si è fatto carne (Vangelo di Giovanni 1, 14).
Ora concentriamoci nella confutazione di alcune tesi che negano il Dio vetero-testamentario, mostrandolo come “cattivo e crudele”.
In primo luogo bisogna considerare il carattere progressivo della rivelazione e il suo compimento nel Nuovo Testamento, con la missione di Gesù Cristo sulla terra.
Secondo gli esegeti della Bibbia, Dio ha considerato le capacità di comprendere il suo messaggio delle persone e dei popoli. Se nell’Antico Testamento vi era una certa rivelazione, è perché evidentemente quel popolo non era ancora in grado di poter ricevere la rivelazione finale. Dio rivela il proprio messaggio ai popoli in relazione ai tempi, alle capacità, ai luoghi. Dio invia profeti, i quali risvegliano delle qualità, delle sensazioni, delle emozioni, e fanno crescere la fede in lui. Ma i tempi non erano maturi per l’invio del Figlio, per ristabilire il patto di amore tra Dio e l’uomo, patto che fu rotto proprio dall’uomo, con il peccato originale.
Secondo la mentalità vigente nell’Antico Testamento la violenza e la punizione erano relazionate alla giustizia di Dio. Dio mostrava la sua giustizia con la punizione, perché ancora non aveva inviato il Figlio.
Aveva inviato profeti, per annunciare proprio la venuta del Figlio. Infatti nei Libri dell’Antico Testamento vi sono circa trecento profezie che indicano l’arrivo del Figlio, (ad esempio nel Libro di Isaia 53, 3, 9).
Ma proprio perché il Figlio non era arrivato e non aveva potuto salvare il mondo, il patto tra Dio e l’uomo era ancora “antico”. Proprio per questo ogni trasgressione o peccato contro Dio dovevano per forza essere puniti severamente o con la morte, certo, perché il Figlio non era ancora arrivato.
La punizione violenta era pertanto relazionata con la santità di Dio e la vendetta era pertanto un mezzo per far regnare la giustizia tra i popoli.
Dio (IO-SONO-YHWH) era un Padre severo che puniva i peccati se necessario con la morte. Puniva chi non gli obbediva e trasgrediva la legge, puniva chi non aveva fede in lui e provava la fede di coloro ai quali si era rivelato, per esempio nel sacrificio di Isacco (Genesi 22, 1-18).
Il Dio vetero-testamentario doveva per forza essere giusto, punendo i peccati, esattamente come lo è il Dio neo-testamentario. Ma nel Nuovo Testamento Gesù Cristo è venuto proprio per togliere il peccato del mondo e ristabilire il patto iniziale tra Dio e l’uomo. Ora non vi è più castigo terreno, nè punizione terrena, ma chi crede in Gesù Cristo è salvo. Proprio per questo Dio ha inviato suo Figlio, che è Dio stesso, il Verbo, per poter salvare il mondo.

Soffermiamoci ora su alcuni passi dell’Antico testamento che sono spesso citati per far risaltare la violenza come mezzo di punizione dei peccati.
Libro dei Numeri (31, 13-24):

Mosè, il sacerdote Eleazaro e tutti i principi della comunità uscirono loro incontro fuori dell'accampamento. Mosè si adirò contro i comandanti dell'esercito, capi di migliaia e capi di centinaia, che tornavano da quella spedizione di guerra. Mosè disse loro: «Avete lasciato in vita tutte le femmine? Proprio loro, per suggerimento di Balaam, hanno insegnato agli Israeliti l'infedeltà verso il Signore, nella faccenda di Peor, per cui venne il flagello nella comunità del Signore. Ora uccidete ogni maschio tra i fanciulli e uccidete ogni donna che si è unita con un uomo; ma tutte le fanciulle che non si sono unite con uomini, conservatele in vita per voi. Voi poi accampatevi per sette giorni fuori del campo; chiunque ha ucciso qualcuno e chiunque ha toccato un cadavere si purifichi il terzo e il settimo giorno; questo per voi e per i vostri prigionieri. Purificherete anche ogni veste, ogni oggetto di pelle, ogni lavoro di pelo di capra e ogni oggetto di legno». Il sacerdote Eleazaro disse ai soldati che erano andati in guerra: «Questo è l'ordine della legge che il Signore ha prescritto a Mosè: L'oro, l'argento, il rame, il ferro, lo stagno e il piombo, quanto può sopportare il fuoco, lo farete passare per il fuoco e sarà reso puro; ma sarà purificato anche con l'acqua della purificazione; quanto non può sopportare il fuoco, lo farete passare per l'acqua. Vi laverete le vesti il settimo giorno e sarete puri; poi potrete entrare nell'accampamento».  

Questo passaggio del Libro dei Numeri viene spesso portato ad esempio per far risaltare la “supposta crudeltà” del Signore. Ma se leggiamo con attenzione il passo notiamo che non è il Signore ad ordinare la pena capitale, ma Mosè. In questa situazione Mosè ha agito non solo come capo spirituale ma soprattutto come capo militare. La sua decisione molto dura è stata presa per preservare la purezza della fede nel popolo di Dio, che era corrotta da donne pagane. Nella cultura del tempo questo atteggiamento, anche se a noi appare eccessivamente violento, era normale, in quanto gli ebrei erano circondati da nazioni ostili.
Altre volte era Dio stesso che puniva le persone che non si sottomettevano a lui, che peccavano o che avevano lottato contro Israele. Nella sua infinita saggezza Dio sapeva se una persona era dominata da Satana, e pertanto attuava la punizione severa. Altre volte l’autore biblico ha considerato che Dio, nella sua infinita potenza, dovesse preservare il popolo di Israele dalla corruzione di altri popoli che non si sottomettevano a Dio. La violenza si utilizzava come punizione per alcune violazioni della Legge, o per vendetta per quei popoli che avevano tentato di distruggere Israele. Uno dei passaggi biblici più significativi su questo argomento è la distruzione di Sodoma e Gomorra (Genesi 19, 1-26), dove appunto IO-SONO distrugge addirittura delle città, perché sapeva che tutti coloro che vi vivevano erano impregnati di peccato e non avrebbero potuto redimersi.
La punizione violenta era pertanto vista in relazione alla santità di Dio e come una forma di giustizia.
Alcune volte il colpevole di idolatria è lapidato (Deuteronomio 17, 2-5). Nel libro dei Numeri (16, 29-30), l’autore biblico esprime un desiderio di vendetta contro coloro i quali si erano ribellati contro Mosè:

Se questa gente muore come muoiono tutti gli uomini, se la loro sorte è la sorte comune a tutti gli uomini, il Signore non mi ha mandato; ma se il Signore fa una cosa meravigliosa, se la terra spalanca la bocca e li ingoia con quanto appartiene loro e se essi scendono vivi agli inferi, allora saprete che questi uomini hanno disprezzato il Signore».

Anche in questo caso però non è il Signore a volere la vendetta ma è l’autore biblico a propiziarla.
Nel Primo Libro dei Re il profeta Elia, uccide i sacerdoti di Baal (1 Re 18,40).

Elia disse loro: «Afferrate i profeti di Baal; non ne scappi uno!». Li afferrarono. Elia li fece scendere nel torrente Kison, ove li scannò.

Nei Salmi in generale Dio sostiene il popolo eletto nella lotta contro gli altri popoli. Vediamo un passaggio dei Salmi che spesso viene citato per ribadire la violenza nell’Antico Testamento. Libro dei Salmi (136):

Sui fiumi di Babilonia,
là sedevamo piangendo
al ricordo di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre.
Là ci chiedevano parole di canto
coloro che ci avevano deportato,
canzoni di gioia, i nostri oppressori:
«Cantateci i canti di Sion!».
Come cantare i canti del Signore
in terra straniera?
Se ti dimentico, Gerusalemme,
si paralizzi la mia destra;
mi si attacchi la lingua al palato,
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non metto Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.
Ricordati, Signore, dei figli di Edom,
che nel giorno di Gerusalemme,
dicevano: «Distruggete, distruggete
anche le sue fondamenta».
Figlia di Babilonia devastatrice,
beato chi ti renderà quanto ci hai fatto.
Beato chi afferrerà i tuoi piccoli
e li sbatterà contro la pietra.

Quest’ultima frase è molto dura, ma bisogna considerarla nel contesto. Sappiamo che nell’Antico Testamento vigeva la legge occhio per occhio dente per dente. In questo Salmo si richiama a una punizione per i Babilonesi. Babilonia aveva distrutto Gerusalemme e i salmisti hanno scritto che Babilonia sarà distrutta da Dio, come in effetti fu.

Di solito coloro i quali negano la santità e la Divinità di IO-SONO, (YHWH), negano anche la sacralità dei sacrifici animali nell’Antico Testamento. Sostengono che era una pratica barbara e che detta pratica istigherebbe al male. Ma nell’Antico Testamento Dio ha prescritto i sacrifici animali per espiare temporaneamente il peccato. Vediamo il corrispondente passo del Libro Levitico (4, 32-35):

Se porterà una pecora come offerta per il peccato, porterà una femmina senza difetto. Poserà la mano sulla testa della vittima offerta per il peccato e la scannerà, in sacrificio per il peccato, nel luogo dove si scanna la vittima per l’olocausto. Il sacerdote prenderà con il dito un po’ del sangue della vittima per il peccato e lo porrà sui corni dell’altare degli olocausti e verserà tutto il resto del sangue alla base dell’altare. Preleverà tutte le parti grasse, come si preleva il grasso della pecora del sacrificio di comunione, e il sacerdote le brucerà sull’altare, in aggiunta alle vittime consumate dal fuoco in onore del Signore. Il sacerdote compirà per lui il rito espiatorio per il peccato commesso e gli sarà perdonato.

Nell’Antico Testamento Dio aveva ordinato di sacrificare animali perfetti, senza macchia. La persona che offriva il sacrificio s’identificava con l’animale e doveva ucciderlo. Gli ebrei credevano che questo rito provvedesse il perdono dei peccati da parte di Dio.
Il sacrificio animale serviva pertanto come “punizione” nei confronti di un peccatore, infatti si uccideva un agnello del suo gregge. Gli si toglieva un animale, prezioso in tempi di carestia, ed inoltre il peccatore, vedendo che l’animale innocente moriva, sentiva pena per quell’essere vivente che moriva a causa del suo peccato.
Naturalmente tutto questo presagiva il sacrificio finale e perfetto di Gesù Cristo sulla croce, che è l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo (Vangelo di Giovanni, 1, 29)
Nell’Antico Testamento però non vi sono solo episodi di violenza per punire il peccatore o per vendicare un torto subito. Vi sono anche insegnamenti di condanna e correzione della violenza. Vediamo per esempio questo passo nei Proverbi (21, 7-8):

La violenza degli empi li travolge,
perché rifiutano di praticare la giustizia.
La via dell'uomo criminale è tortuosa,
ma l'innocente è retto nel suo agire.

Vediamo anche questo passaggio dei Salmi (61, 11):

Non confidate nella violenza,
non illudetevi della rapina;
alla ricchezza, anche se abbonda,
non attaccate il cuore.

In certi casi i profeti condannano gli atti di violenza di cui si è macchiato Israele, per esempio in Osea (4, 1-2):

Ascoltate la parola del Signore, o Israeliti,
poichè il Signore ha un processo
con gli abitanti del paese.
Non c'è infatti sincerità nè amore del prossimo,
nè conoscenza di Dio nel paese.
Si giura, si mentisce, si uccide,
si ruba, si commette adulterio,
si fa strage e si versa sangue su sangue.

Nel Deuteronomio (27, 17-19) si comanda di rispettare i diritti dei deboli, degli stranieri, e di chi ha perso i propri cari (orfani o vedove):

Maledetto chi sposta i confini del suo prossimo! Tutto il popolo dirà: Amen.
Maledetto chi fa smarrire il cammino al cieco! Tutto il popolo dirà: Amen.
Maledetto chi lede il diritto del forestiero, dell'orfano e della vedova! Tutto il popolo dirà: Amen.

Nel Libro delle Lamentazioni (3, 34-36), si difendono i diritti dell’uomo in generale, e si afferma che Dio vede le ingiustizie.

Quando schiacciano sotto i loro piedi
tutti i prigionieri del paese,
quando falsano i diritti di un uomo
in presenza dell'Altissimo,
quando fan torto a un altro in una causa,
forse non vede il Signore tutto ciò?

Ecco che lentamente il messaggio progressivo della rivelazione divina inizia ad individuare colui che sarà il Salvatore del mondo e che sancirà un nuovo patto, con l’umanità. A tale proposito vediamo la famosa profezia di Isaia (53: 3-9):

Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia;
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori;
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per le nostre colpe,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l’iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.
Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;
chi si affligge per la sua posterità?
Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,
per la colpa del mio popolo fu percosso a morte.
Gli si diede sepoltura con gli empi,
con il ricco fu il suo tumulo,
sebbene non avesse commesso violenza
nè vi fosse inganno nella sua bocca.

Ecco pertanto che già Isaia aveva predetto, vari secoli prima della venuta di Gesù Cristo sulla terra, che il Messia avrebbe dovuto caricarsi delle nostre sofferenze e addossarsi i nostri dolori.
Iniziamo a comprendere il concetto della rivelazione progressiva. Essa inizia con Abele e Caino. “Chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte” (Genesi 4, 15). Poi ci sarà la legge del taglione: “Vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede” (Deuteronomio 19, 21). Non è che Dio ha cambiato idea, è semplicemente che si è passati da una punizione durissima (uno per sette), a una punizione dura (uno per uno). Lentamente si passa ad altre rivelazioni: “Non fare a nessuno ciò che non piace a te” (Tobia 4, 15). Ed ecco la rivelazione ultima e perfetta: Vangelo di Matteo (5, 38-39):

“Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pòrgigli anche l’altra”.

(Vangelo di Matteo 5, 43-45):

“Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinchè siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti”

Cosa succede? Dio ha cambiato idea? No, niente affatto, il messaggio, diverso, è sempre dello stesso Dio! Ma ora è arrivato il Figlio. Ora non vi può più essere la legge del taglione. Ora vi è il Figlio! Con il Figlio, con la sua era, i peccati non possono essere pagati con la vendetta sulla terra. Proprio perché il Figlio ha dato a tutti, credendo in lui, la possibilità di redimersi e di salvarsi.
Ora non vi è più spazio per vendetta, o per violenza. Gesù Cristo perdona i suoi carnefici. Salva chi crede in lui. E condanna chi non crede in lui, ma non in questa vita, solo nella vita dopo la morte. La croce, che è simbolo di una violenza estrema fatta sull’uomo, diventa pertanto il mezzo finale e perfetto di riconciliazione degli uomini con Dio.
Nel Nuovo Testamento, che è valido solo con la morte del testatore (Lettera agli Ebrei 9, 15-17), non vi è più violenza materiale, ma solo castigo futuro e spirituale, ecco che si spiegano vari passi del Nuovo Testamento. Per esempio, (Apocalisse 19, 21):

“Tutti furono uccisi dalla spada che usciva dalla bocca del Cavaliere; e tutti gli uccelli si saziarono delle loro carni." 

E il passo del Vangelo di Giovanni (5, 26-29), dove Gesù indica che il Figlio giudicherà alla fine dei tempi:

Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.

Il Nuovo Testamento è un cambio di paradigma, una rivoluzione assoluta, un terremoto sconvolgente. Non più “occhio per occhio e dente per dente”, ma “amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano”.

Vediamo alcuni altri passaggi dove si identifica Gesù Cristo come Dio, il Creatore del mondo, IO-SONO.
Nel libro di Daniele (9, 9), si afferma che Dio perdona i peccati:

al Signore, nostro Dio, la misericordia e il perdono, perché ci siamo ribellati contro di lui, 

Nella Lettera ai Colossesi (3, 13) si afferma che Gesù Cristo perdona i peccati:

sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi.

IO-SONO è il primo e ultimo

Libro di Isaia (44, 6):

Così dice il Signore, il re d’Israele,
il suo redentore, il Signore degli eserciti:
«Io sono il primo e io l’ultimo;
fuori di me non vi sono dei.

Gesù Cristo primo e ultimo

Apocalisse (1, 17):

Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la sua destra, disse: «Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo, 

IO-SONO salva

Libro di Isaia (43, 3):

poiché io sono il Signore, tuo Dio,
il Santo d’Israele, il tuo salvatore.
Io do l’Egitto come prezzo per il tuo riscatto,
l’Etiopia e Seba al tuo posto.

Gesù Cristo salva

Lettera a Tito, (2, 13)

nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. 

IO-SONO giudica

Salmi (96, 13):

davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli.

Gesù Cristo giudica

Seconda Lettera a Timoteo (4, 1):

Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno:

IO-SONO redentore

Libro di Isaia (48, 17):

Dice il Signore, tuo redentore,
il Santo d’Israele:
«Io sono il Signore, tuo Dio,
che ti insegno per il tuo bene,
che ti guido per la strada su cui devi andare.

Gesù Cristo redentore

Lettera agli Ebrei (9, 12):

Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.

Per concludere, riporto alcuni celebri passaggi del Vangelo di Giovanni (3, 16-18):

Dio infatti ha tanto amato il mondo, che ha dato il Figlio suo Unigenito, affinchè chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non mandò il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome del Figlio Unigenito di Dio.

Cosa vogliono dire questi passi? Con l’arrivo del Figlio il patto antico è sciolto. Ora vi è un nuovo patto. Nella pienezza dei tempi è giunto il Figlio sulla terra e Dio lo ha inviato non per condannare ma per salvare il mondo, per espiare tutti i peccati con il suo sangue e dare la sua vita per i suoi amici. Chi lo accetta è già salvo, ma chi non crede in lui è già condannato. La fede è sempre stata il cardine dell’universo. Anche Abramo aveva dovuto provare la sua fede. Anche ora ci sono richiesti atti di fede in lui. Ma ora non dobbiamo e non possiamo chiedere a Dio che punisca sulla terra i malvagi. Ora possiamo solo credere, avere fede in lui. Il giudizio e la punizione per i malvagi spetta solo a Dio.

YURI LEVERATTO
Copyright 2016

Note:
1-http://www.jewishencyclopedia.com/articles/11305-names-of-god
2-https://en.wikipedia.org/wiki/Names_of_God_in_Judaism
3-https://en.wikipedia.org/wiki/Names_of_God_in_Judaism
4-https://en.wikipedia.org/wiki/God_in_Judaism

24 commenti:

  1. ciao yuri, mi chiamo davide, ho letto i tuoi commenti sulla conferenza di biglino di qualche settimana fa, li ho trovati molto interessanti però avrei due cose che non mi sono chiare: biglino afferma ( e credo che gli altri presenti gli abbiano dato ragione) che satan non significa satana..quindi il satana del cristianesimo non esiste?...in ultimo il peccato originale di adamo ed eva che sembrerebbe inventato...mi puoi chiarire questi dubbi? un saluto... davide

    RispondiElimina
  2. Grazie del tuo interesse nei miei articoli. Satana (שָּׂטָן) significa "avversario" in ebraico. Sono tante le citazioni bibliche che definiscono chi e' Satana. Per esempio: Isaia (14, 12-13):

    Come mai sei caduto dal cielo,
    Lucifero, figlio dell'aurora?
    Come mai sei stato steso a terra,
    signore di popoli?
    Eppure tu pensavi:
    Salirò in cielo,
    sulle stelle di Dio
    innalzerò il trono,
    dimorerò sul monte dell'assemblea,
    nelle parti più remote del settentrione.

    Seconda Lettera ai Corinzi (4, 4):

    in loro, increduli, il dio di questo mondo ha accecato la mente, perché non vedano lo splendore del glorioso vangelo di Cristo, che è immagine di Dio.

    Vangelo secondo Matteo (4, 1-11).

    Per quanto riguarda il peccato originale. Attenzione, chi ti dice che il peccato originale e' falso, ha lo scopo di denigrare Gesu' Cristo. Infatti Gesu' Cristo e' venuto sulla terra con lo scopo principale di "togliere il peccato" (Vangelo secondo Giovanni, 1, 29). A tale proposito di quoto un mio articolo sul tema.

    http://yurileveratto2.blogspot.com.co/2015/11/lo-scopo-principale-della-missione-di.html

    Saluti e grazie.
    Yuri

    RispondiElimina
  3. Salve Yuri,

    mi spiace contraddirla ma Gesù non ha mai dichiarato di essere il Figlio di D-o!!

    :)

    almeno non in termini esclusivistici: siamo tutti in un certo qual modo i figli di D-o...

    Saluti sinceri Mahadevananda das...


    p.s.: dal sanscrito "sata", che vuol dire "ciò che è eterno", con l'agginta della negazione "na"; ecco il vero e reale significato di satana: qualcosa che non è eterno, ovvero che è materiale, effimero, temporaneo, cioè non spirituale...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Mahadevananda das
      Si, Gesù Cristo ha dichiarato di essere il Figlio di Dio!

      Vangelo di Marco (14, 61-62):

      Egli però taceva e non rispondeva nulla. Perciò il sommo sacerdote lo interrogò ancora dicendogli: “Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?”. Rispose Gesù: “Si, sono io! E vedrete il Figlio dell’uomo, seduto alla destra della Potenza, venire con le nubi del cielo.”

      Vangelo di Giovanni (1, 11-12):

      Venne fra i suoi,
      e i suoi non lo hanno accolto.
      A quanti però lo hanno accolto
      ha dato potere di diventare figli di Dio:
      a quelli che credono nel suo nome,

      In questo ultimo passo si evince che non siamo tutti figli di Dio. Solo chi lo accoglie ha il potere di diventare figlio di Dio. L’insegnamento che siamo tutti figli di Dio è massonico. שָׂטָן, Satàn è un termine ebraico, come puoi tradurlo utilizzando il sanscrito?

      Comunque, io non ti giudico. Tra di noi si interloquisce, e grazie ancora per i tuoi commenti.

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    2. si ma l'ebraico (come del resto tutte le lingue moderne) viene dal sanscrito ed è là che devono esserne rintracciate le radici di ogni termine o singola parola (se non altro per averne un più profondo significato)...che poi, dopo tutto, "ciò che non è eterno", appunto "satana" (सतन), non differisce affatto dal "senso" ebraico..

      cosa intendi per "come puoi tradurlo"? così come lo traduci dall'ebraico lo traduci dal sanscrito!!

      Per quanto riguarda poi ciò che Gesù disse o rispose sarebbe meglio se tu indagassi nei Testi originali...investigando il reale termine e non accettando affrettatamente la prima traduzione che qualche biblista (magari anche troppo accademico e poco biblista) ci ha lasciato!!

      mi spiace contraddirla comunque ma la mia educazione spirituale mi ha fatto comprendere che in un modo o nell'altro siamo tutti figli di D-o invece...ed anche le creature minori (animali, pesci, uccelli, alberi, insetti, microbi e batteri) lo sono: D-o risiede nel cuore di ognuno di noi in quanto Egli è onnipervadente, persino nel verme che cresce in mezzo agli escrementi...il senso che vuole dare la Bibbia poi -che ripeto essere chiusa se non spesso sigillata in parabole- è un altro e con quello si vuol indicare che, pur essendo ancora molto terreni, possiamo sempre ritrovare lo Spirito che è in noi e posizionarci nuovamente ad un livello spirituale, trascendendo la materia, che di fatto ci tiene legati e ci condiziona!!

      La verità è che le "jiva", l'energia che vitalizza i corpi, le anime, gli esseri viventi, sono di fatto qualitativamente uguali a D-o ("A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome"); ma per la falsa identificazione in cui tutti caschiamo, concezione ingannevole che ci fa credere di essere questo corpo e non una particella di puro spirito, tendiamo ad identificarci con la materia, e quindi "illusoriamente" ognuno di noi ha la tendenza a pensare di essere qualcosa che in realtà non è, in "ciò che non è eterno" (satana) appunto...anche se tutti sanno che un giorno dovranno abbandonare il proprio corpo!!

      Come anime spirituali viventi siamo tutti coscienti di Krishna, ma per via della nostra identificazione con la materia da tempo immemorabile, la nostra coscienza ne è venuta fuori adulterata dall'atmosfera "terrestre" - questa atmosfera è chiamata anche "maya", che in sanscrito vuol dire "ciò che non è", "illusione"; illusione da cui deriva di seguito ogni nostra concezione falsata e sbagliata dell'esistenza...

      ..saluti e che il suo lavoro di ricerca possa ricevere successo - magari dopo aver scrutato i Testi originali...

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    3. Intanto l’ebraico non viene dal sanscrito! Dove hai letto questa inesattezza? Il sanscrito è una lingua indoeuropea, mentre l’ebraico è una lingua semitica della macro-famiglia delle lingue afroasiatiche. https://it.wikipedia.org/wiki/Lingue_afro-asiatiche. Pertanto dimostri che stai presumendo di poter tradurre una parola ebraica con il sanscrito, ma in realtà stai solo facendo confusione.
      Mi parli dei testi originali, certo che mi baso sui testi originali, siamo in possesso dei tesi originali in greco, per esempio qui: http://bibletranslation.ws/trans/johnwgrk.pdf Pertanto prima di presumere di sapere di consiglio un po di umiltà. (Non fa mai male). Non siamo tutti figli di Dio perchè nel Vangelo di Giovanni (1, 11-12), c’è scritto:

      Venne fra i suoi,
      e i suoi non lo hanno accolto.
      A quanti però lo hanno accolto
      ha dato potere di diventare figli di Dio:
      a quelli che credono nel suo nome,

      Pertanto solo chi accetta il sacrificio di Gesù Cristo sulla croce è un figlio di Dio. Solo chi lo ha accolto, in base naturalmente a quanto gli è stato rivelato. Ma chi lo ripudia coscientemente non può essere figlio di Dio. L’insegnamento che siamo tutti figli di Dio è massonico. Il resto del tuo commento è apologia dell’induismo, ma non ha nulla a che vedere con il Cristianesimo. Nelle religioni orientali il peccato resta, in quanto la legge del karma invece di risolvere il problema del male, lo moltiplica all’infinito. Se uno ha ucciso nella prossima vita sarà ucciso, ma per questo si necessita di un nuovo assassino. Pertanto come farebbe una persona, macchiata di peccato a giungere al cospetto di Dio? Non potrà. Nessuno ha il potere di togliere il peccato. Nessuno, eccetto Gesù Cristo. Vangelo di Giovanni (1, 29): "Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!"

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    4. Caro Yuri,

      spero mi perdonerai per il malinteso: in verità vengo con tutta l'umiltà di questo mondo – non me ne volere se metto in evidenza una questione fondamentale che deve essere utilizzata nella ricerca…

      Quando dico di avere come riferimento i Testi originali voglio sottintendere che bisogna avere la possibilità di poter studiare su fonti pure, utilizzando le proprie capacità in relazione però agli insegnamenti che ci vengono impartiti da chi prima di noi ha trasmesso la conoscenza senza alterarla (un Puro Maestro Spirituale); per questo non ci è permesso utilizzare fonti “alterate”, come traduttori, fisici e/o virtuali, semplicemente perché in questo caso ognuno può dire la sua. Siamo infatti alla pura speculazione oggigiorno, tant’è che pure il Vaticano si trova impossibilitato ad illustrarci la Verità Assoluta.

      Tu puntualmente hai riportato una citazione in italiano e questo non è tanto da studiosi: uno studioso tutt’al più riporta i versi in originale e da lì fa partire il suo studio…

      Apprezzo però la tua capacità e l’impegno nel voler diffondere le Glorie di Cristo!

      Innanzitutto dobbiamo riconoscere che Gesù, a parte i 12 Apostoli, non ha lasciato seguito. I Suoi Apostoli per farla breve non hanno lasciato seguito, discepoli diretti; perciò ogni messaggio e/o tentativo di traduzione, interpretazione, senso e/o messaggio non può essere accettato, né preso come Verità!

      Per carità, la traduzione sarà pure esatta ma non è questo il metodo migliore per studiare scrupolosamente il messaggio di questi Testi Speciali.

      Non soltanto bisogna essere preparati ed avere la facoltà di poter traslitterare ma soprattutto si necessita del dono di a poter intuire ciò che gli antichi Testi ci vogliono dire.

      Per cui, per quanto mi riguarda, io non prenderò mai nulla per buono uno studio con approccio accademico, che non appartenga ad una "parampara", che non sia trasmesso attraverso una successione di Maestri Spirituali autentici e genuini!! Solamente così il messaggio originale potrà essere trasmesso fedelmente e la Verità non alterata...

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    5. Per quanto riguarda il sanscrito, essa è di fatto la madre di tutte le lingue; le lingue moderne e le lingue antiche come anche l'ebraico derivano tutte dal sanscrito, ma i vocaboli, che nel sanscrito erano composti successivamente persero la monosillabici e divennero di fatto alfabeti con singole lettere così come li conosciamo oggi, dando vita ad una nuova forma di linguaggio di cui l'ebraico e l'aramaico sono quelle subito dopo.

      Dire comunque che non siamo tutti figli di D-o è una bestemmia, se mi lasci passare l'espressione!

      :)

      Per certi versi però sembra che stiamo dicendo la medesima cosa: seguire Gesù infatti ci riserva il diritto di divenire figli di D-o ma liberati - per il momento lo siamo lo stesso ma siamo ancora in uno stato condizionato, infatti siamo legati alla materia, essendo vincolati al corpo che stiamo indossando; questo starebbe a significare che possiamo divenire anche noi Figli (nota che l'ho scritto a posta con la "F" maiuscola) di D-o, qualora mettessimo in pratica (più che ascoltassimo!) gl'insegnamenti del Figlio...chi ripudia coscientemente Gesù "non è figlio di D-o" ma solo perché, per sua volontà, vuole ancora sentirsi ribelle e quindi rifiutare la Volontà del Padre!!

      Non c'è nulla di massonico nel dire che ogni creatura è figlia del Creatore, anzi tutt'al più è il ragionamento inverso che è chiuso ed esclusivista e frena le persone in questa realizzazione.

      Ogni essere è parte infinitesimale del Signore Supremo, ma per causa dell'identificazione con il corpo lo abbiamo dimenticato, per questo viviamo lontani adesso.

      La legge del karma in tutti i modi è una legge scientifica ed indiscutibile dell'esistenza -basta notare le reazioni ad ogni nostra azione e a come vanno le cose nel mondo!- e non è vero ciò che asserisci quando dici che non c'è via d'uscita e che il karma moltiplica il problema all'infinito: infatti con “akarma” (o “naiskarma”) si riesce a troncare il risultato dell’azione. Le Scritture vediche suggeriscono infatti di dedicare la nostra vita a Krishna, D-o, la Persona Suprema, se non altro per sfuggire alle ferree leggi del karma e quindi della natura – se siamo in questo mondo non è un caso infatti: questa esistenza condizionata ci è stata organizzata sulla base del nostro libero arbitrio (usato bene o male, ma fine a sé stesso, ovvero usato per il nostro piacere relativo) e della legge del karma (causa/effetto); una persona macchiata di peccato, che compie “vikarma”, ossia un’azione contraria agli insegnamenti delle Scritture, riesce a giungere al cospetto di D-o, semplicemente iniziando ad agire non più per sua propria Volontà ma quando compirà la Volontà Divina, cioè rispetterà i Comandamenti, i Precetti e le Ingiunzioni delle Sacre Scritture. Ma se continuerà ancora ad agire per sé stesso, dovrà subire le reazioni ripetute alle sue azioni, buone o cattive che siano (in questo La Divina Commedia può esserti di grande aiuto!)

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    6. Ecco, allora, che i Grandi Maestri, come Gesù, possono tirarci fuori dal nostro “peccato originale” (la legge di causa/effetto, il karma appunto) se solo tentassimo di seguirLi!

      Ma quanto può avere effetto secondo te dire di essere un seguace del Cristo se poi alla fine non si mettono in pratica i propri insegnamenti? Quanto può essere utile dichiararsi gesuita ma deviare dai principi del Cristianesimo? Quanto può essere utile andare in chiesa ma allo stesso tempo rinnegare i 10 Comandamenti?

      Gesù da questo non potrà mai tirarci fuori! Gesù non potrà mai aiutare le persone che rinnegano i Suoi Sacri insegnamenti. Ma è dovuto tutto dal nostro libero arbitrio, utilizzato questa volta per fare la volontà del Padre. Facciamo un esempio: se il 5* Comandamento ingiunge di “Non Uccidere!”, che senso ha interpretarlo come “non commettere omicidio”? Questa non è solo una grandissima offesa (in quanto il Comandamento è più che chiaro!), ma significa anche deviare dai Santi insegnamenti! Che senso ha secondo te comportarsi in maniera malvagia verso altri esseri (si guarda l’anima, che è puro spirito, e non il corpo) solo per soddisfare i nostri sensi e allo stesso tempo dire di essere seguaci del Cristo?

      Quanto potrà aiutarsi allora una persona che va immancabilmente tutte le domeniche in chiesa ma che poi per lo stesso pranzo domenicale puntualmente mangia carne, ovvero uccide? Come si può insinuare di seguire Gesù, dichiarandosi “fedeli” se poi alla fine non si rispetta la Sua volontà? Come ci presentiamo al cospetto del Padre se trattiamo gli altri esseri in una maniera in cui non vorremmo mai essere trattati?

      Gesù è l’Agnello di D-o che toglie i peccati dal mondo per chi si purifica come il Cristo!

      Ma non aspettarti che Gesù possa salvarti solo perché credi in Lui!

      A questo punto ti rimando alle LETTERE DI CRISTO (http://www.viadicristo.co.za/dletters.php) dove sono spiegati bene tutti questi passaggi e dove potrai comprendere bene cosa significa rimanere nella filosofia o nella speculazione e invece mettere in atto gl’insegnamenti del Cristo, ossia rispettare ed onorare i Sacri Comandamenti!

      Se non iniziamo da noi stessi a decidere di voler cambiare non servirà a nulla adorare in maniera sterile. Se non conosciamo e mettiamo in pratica la Scienza Perfetta come possiamo aspettarci che Gesù possa salvarci dai nostri peccati? Se non comprendiamo che il primo passo dobbiamo compierlo noi, oppure potrei dire, se è nostra volontà voler rimanere in questo “samsara” (ciclo ripetuto di nascite e morti), ossia se ci comportiamo in una maniera che si oppone agli insegnamenti delle Scritture, coscientemente o meno (si dice che la legge non ammette ignoranza!) come possiamo aspettarci di essere liberati, solo perché crediamo in un Salvatore? Voglio dire qual è la differenza allora fra un puro devoto, un’anima sottomessa a D-o, e l’ultimo dei peccatori che però crede in Gesù Cristo? La differenza è che il primo rispetta e fa la volontà del Padre, mentre il secondo è solo confuso ma crede che ci sia Qualcuno dotato di potere che possa salvarlo. Ed è questo il vero guaio del mondo; che moltiplica all’infinito il problema del mane, poiché si è incoscienti della Legge Divina, e dell’indiscutibile quanto evidente Legge di Causa/Effetto.

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    7. Se non si cambia prospettiva non solo continueremo a commettere gravi offese ai Piedi di Loto di Gesù, ma resteremo anche “eternamente” vincolati a questa vita; Dobbiamo conoscere a fondo ed esattamente le Sacre Scritture, altrimenti resterà tutto per sempre incastrato – come giustamente hai fatto notare tu - nella ruota interminabile del karma, delle azioni e delle reazioni, nel ciclo interminabile di nascite e morti (samsara). È questa la reale causa della sofferenza, che deriva dall’uso errato del nostro libero arbitrio in relazione alle Leggi della Natura e a quelle del Karma, che sono leggi universali indiscutibili e che reggeranno fino alla fine dei giorni.

      Avere la possibilità di poter studiare i Sacri Testi vuol dire servire con amore e devozione un puro maestro “vaishnava”, che ti rivelerà la Conoscenza, perché i Suoi occhi unti dal balsamo incondizionato dell’Amore Divino hanno visto la Verità; tutto il resto sono semplici congetture, e non significa seguire alla lettera gli insegnamenti di Gesù.

      Credere nel Cristo significa rispettare i Suoi Comandamenti non pensare di credere in Lui ma non fare la Sua volontà!

      Con rispetto & stima per l’impegno che ci metti,
      tuo servitore Mahadevananda das

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    8. Il tuo approccio è relativista. Se tu mi avessi detto fin dall’inizio che sei induista e non consideri la Bibbia, io me ne sarei stato. Ma tu stesso, e si evince da quello che scrivi, fai un continuo sincretismo tra Gesù Cristo e Krisna, come se i due insegnamenti fossero un tutt’uno. E’ questo quello che ti contesto. Da dove trai queste conclusioni su Gesù Cristo? Sicuramente da testi moderni o da scritti o influenze di induisti massoni come per esempio Swami Vivekananda (massone) o di induisti che hanno raccontato fatti non storici, quindi basati su fantasie, come Paramansa Yogananda, che ha asserito che Gesù viaggiò in India. Il Cristianesimo è una fede esclusivista, in quanto Gesù Cristo stesso ha dichiarato,

      (Vangelo di Giovanni 14, 6):

      “Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”.

      Pertanto, secondo la fede Cristiana, solo attraverso Gesù Cristo, ossia credendo che lui abbia tolto i tuoi peccati, si può giungere al cospetto del Padre. Nel Cristianesimo o Cristo paga per il tuo peccato sulla croce o tu ti porti il tuo peccato all’inferno. Non ci sono mezze misure. Il sincretismo è stato fatto inizialmente nel II secolo da filosofi gnostici, come Basilide, Valentino, Marcione, che però non rispecchiavano gli insegnamenti cristiani apostolici del primo secolo. Devi avere onestà intellettuale. O segui l’insegnamento induista o ti converti al Cristianesimo apostolico, biblico evangelico, e ti apri con tutto il cuore alla Verità, perchè i primi cristiani erano disposti a morire pur di non rinnegare il nome di Gesù Cristo e nessuno parlava di Krisna o altri grandi saggi del passato.

      Hai scritto: “Dire comunque che non siamo tutti figli di D-o è una bestemmia, se mi lasci passare l'espressione!” Non ti lascio passare l’espressione. Se tu fossi nel giusto il blasfemo sarebbe Giovanni Evangelista perchè è lui che ha scritto questa frase: Vangelo di Giovanni 1, 11-13:

      “Venne fra i suoi,
      e i suoi non lo hanno accolto.
      A quanti però lo hanno accolto
      ha dato potere di diventare figli di Dio:
      a quelli che credono nel suo nome,
      i quali, non da sangue
      nè da volere di carne
      nè da volere di uomo,
      ma da Dio sono stati generati.

      Per esempio, un assassino, che non si pente del suo peccato e persiste nella violenza, non è un figlio di Dio. E’ un figlio di Satana, ossia del peccato.
      So che tu anche qui vuoi cercare di adattare l’insegnamento induista a quello cristiano, ma i due insegnamenti non sono interponibili. Se ti penti dei tuoi peccati e accetti il Figlio di Dio come tuo unico Salvatore e credi che lui abbia tolto i tuoi peccati, in quel momento sei lavato dei tuoi peccati. In quel momento hai accettato il Figlio e sei quindi un cristiano rinato. Potrai cadere ancora ma a quel punto, se la tua conversione iniziale era sincera, tornerai a pentirti e, tornerai a Cristo.

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    9. Negli ultimi commenti ancora stai interpretando la Bibbia solo quando ti interessa, e solo quando si adatta all’insegnamento induista. Ma il tuo procedere è errato, in quanto i due insegnamenti sono opposti. La Bibbia è incentrata sulla missione di Gesù Cristo e sul suo sacrificio salvifico sulla croce, mentre i testi induisti insegnano tutt’altro, in particular modo l’unione dell’uomo con l’Assoluto attraverso la conoscenza, che appunto può essere data solo attraverso grandi maestri spirituali (l’hai detto tu). Il Cristianesimo evangelico, invece non necesita di grandi maestri spirituali che distribuiscano la saggezza o la illuminazione, proprio perchè secondo la Bibbia è Dio che dona la Grazia a tutti, in specialmodo con Cristo, ed è l’uomo che si salva con la fede. Chi non ha fede non può essere salvato perchè non accetta la Grazia che gli è stata donata. E’ per questo che gli umili, gli ultimi, capiscono a volte cose che i sapienti non capiscono. Alla base del Cristianesimo vi è l’umiltà. Senza umiltà non si può nemmeno leggere la Bibbia, perchè la supponenza e la saccenza occulta all’uomo la Verità. Sul discorso della carne o del vegetarianesimo: sei libero di non mangiar carne, ma nella Bibbia non è proibito. Gesù stesso diede da mangiare pesci alle masse, e il pesce è carne. Ancora una volta vuoi far passare che il vero insegnamento sia un insieme di Induismo e Cristianesimo e mostri un falso messaggio cristiano. Fu Paolo di Tarso stesso a dire:

      Lettera ai Colossei (2, 16-17):
      Nessuno dunque vi giudichi per cibi o bevande, o rispetto a feste, a noviluni o ai sabati; queste cose sono ombra di quelle che devono venire; ma il corpo è di Cristo.

      Intendiamoci, se tu ti senti bene a non mangiar carne, fallo pure, ma non alterare il messaggio di Gesù Cristo dicendo o facendo intendere che pure nell’Antico Testamento il non uccidere voleva intendere “non uccidere animali” perchè stai mistificando la Bibbia.
      Ancora una volta mi parli di insegnamenti mischiati e confusi, tu, proprio tu che mi hai detto che bisogna andare alle fonti originali. E allora se vuoi andare alle fonti originali, leggila tutta la Bibbia e troverai che non c’è alcun divieto di mangiar carne. E’ solo Cristo Gesù che salva, non abitudini alimentari.
      Poi scrivi: “Voglio dire qual è la differenza allora fra un puro devoto, un’anima sottomessa a D-o, e l’ultimo dei peccatori che però crede in Gesù Cristo?” Ancora dimostri di mischiare le credenze, in quanto se un peccatore confessa a Dio il suo peccato e si pente e poi crede che Gesù lo abbia tolto sulla croce, ecco che quella persona non è più un peccatore, ma è rinato.
      Io non ho mai parlato del karma se non per dire che è una teoria che non condivido, in quanto non toglie il peccato, anzi il peccato resta e viene moltiplicato. Pertanto è solo una teoria ma non è la Verità. Invece nel Cristianesimo Gesù stesso ha dato la prova cardine che il suo insegnamento era veritiero e questa prova cardine è stata la Risurrezione. Infatti se lui non fosse risorto sarebbe stato un impostore, e la nostra fede sarebbe vana. Ma i primi cristiani fin da subito hanno proclamato la sua morte e la sua Risurrezione. Non era pertanto un saggio come Krisna o come Budda o come Zoroastro, non era un grande filosofo come Platone o come Aristotele. Per tutti questi grandi saggi la fine è stata la tomba. Mentre la tomba non ha potuto trattenere Gesù in quanto lui stesso, essendo Dio, il Creatore del mondo, è la vita stessa (Prologo del Vangelo di Giovanni). Grazie comunque dei tuoi interventi e saluti cari.


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    10. Caro Yuri,

      Hare Krishna!

      Accetta ti prego i miei umili omaggi.

      Con tutto il rispetto per te e per quello che fai, ma mi preme sottolineare che siete voi cristiani che volete interpretare le Sacre Scritture, sforzandovi di manipolarle a vostro piacimento e forzandone il senso, il più delle volte così estremamente chiaro e puramente semplice!

      Vi piace spesso trovare scuse assurde per giustificare la vostra condotta spirituale; spesso aggrappandovi a passi di dubbiosa provenienza e ad esempi di basso valore spirituale, come il link che mi hai indicato, dove anche un bambino sarebbe in grado di notare che si tratta di demoniaca e sterile propaganda! (http://www.gotquestions.org/Italiano/cristiano-vegetariano.html) a parte chiedere, ma di chi è questo link?

      Parlate delle vicende post-diluviane e delle indicazioni date da Noè senza tener conto però delle Parole Stesse di Noè, come indicato ad esempio, nelle Sue Leggi: http://www.mamash.it/leggi_noe.htm ...

      Sostenete che non sono mai avvenute rettifiche da allora (da Noè) –e infatti non ce n’è stato mai il bisogno perché le Sue Leggi sono così tanto chiare!- ma solo per andare a parare le malefatte della Chiesa (vedi vari Concili, ecc.) e le sue magagne, che al contrario ha rettificato e come nei tempi le Sacre Parole della Sacra Bibbia, manipolandone la purezza dei primi Testi Originali e modificandone passi e contenuti particolari, per adattarLa ai suoi sporchi comodi: deviare le masse dalla Verità, per farle rimanere costantemente nel buio dell’ignoranza e poter così continuare a lucrare nel tempo…

      A parte dire “ma sai quanti millenni son passati?” dal Diluvio ad oggi (che vuoi che non ci sono stati avanzamenti da parte dell’uomo sano in seno alla sua evoluzione, spirituale e non?), ci sarebbe da far notare anche un’altra cosa: allora la Legge Mosaica cos’è, se non una netta modifica impartita sugli stili di vita crudeli cui si è stati abituati in passato? E –ancora- le Parole Sante del Messia, che con il Suo Vangelo ha stravolto il mondo, non ti sembra che con il Suo “tratta gli altri nella maniera in cui vorresti essere trattato” abbia voluto impartire una grande lezione all’umanità?

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    11. Mi stai incentrando ancora il problema sulla uccisioni di animali per cibarsene come fosse un peccato. Forse è un peccato in altre religioni. Ma non nel Cristianesimo. Infatti Gesù Cristo non era vegetariano perchè distribuì i pesci e mangiò pesce, infatti: Vangelo di Luca (24, 42-43): "Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro". Inoltre nella Bibbia non c'è la proibizione di mangiar carne (Genesi 9, 2-3), ed inoltre Paolo di Tarso scrisse: Lettera ai Colossesi (2, 16-17):
      "Nessuno dunque vi condanni in fatto di cibo o di bevanda, o per feste, noviluni e sabati: queste cose sono ombra di quelle future, ma la realtà è di Cristo".
      Da quello che scrivi e da come lo scrivi: “malefatte della Chiesa…suoi sporchi comodi” … si nota che non sei in pace con te stesso, ma al contrario sei spinto da odio anticlericale. Per avvicinarsi a Dio e alla Bibbia, che è la Parola di Dio, è necessario spogliarsi di qualsiasi odio e aprirsi con umiltà al Signore Gesù Cristo. Se non si è disposti a questo vi saranno sempre impalcature mentali che impediranno di capire il senso della sua missione salvifica sulla terra. Se tu avessi veramente umiltà non criticheresti noi cristiani perché mangiamo carne, ma penseresti ai tuoi peccati e a come possano essere perdonati da Dio. Infatti la missione principale di Gesù Cristo sulla terra non è stata quella di cambiar le nostre abitudini alimentari, ma è stata quella di “togliere il peccato del mondo” (Vangelo di Giovanni 1, 29).

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    12. Il concetto di reincarnazione era presente nel cristianesimo delle origini ed è stato dichiarato " anatema " nel concilio di Costantinopoli del 553. Ci sono ancora tracce di questo concetto anche nei Vangeli. Ne cito una ma non è l'unica : Giovanni Battista era la reincarnazione del profeta Elia. Il concetto di reincarnazione era presente in tutte le religioni anche tra i nativi pellerossa. " La reincarnazione nel mondo antico e nel mondo moderno " Edouard Bertholet 2 volumi ed. Mediterranee Roma.

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    13. Grazie per il tuo commento. La frase del Vangelo alla quale ti riferisci è:
      Vangelo di Matteo (17, 9-13):

      “Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti». Allora i discepoli gli domandarono: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista”.

      Un’analisi superficiale del testo potrebbe trarre in inganno, e far pensare che ci si stesse riferendo al concetto di reincarnazione. Tuttavia per comprendere appieno questo passaggio dobbiamo studiare la tradizione biblica. Infatti vi sono alcuni passaggi (per esempio Malachia 3, 23: “Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore”), che indicano un ritorno di Elia (ma non è specificato quando, e potrebbe essere alla fine dei tempi). La base biblica di quest’affermazione era l’assunzione in cielo di Elia da parte di Dio (2Re 2,1-13). Era sorta così una credenza popolare (ma non biblica), che Elia dovesse reincarnarsi (tesi espressa in alcuni testi apocrifi). In realtà nella Bibbia si proclama la risurrezione dei corpi, e non la reincarnazione. Non basta estrapolare una frase dal contesto per sostenere la reincarnazione, quando in altre decine, se non centinaia di passaggi biblici, si afferma la risurrezione dei corpi. Nella frase del Vangelo di Matteo (17, 12), Gesù dichiara che il suo Elia annunziatore fu Giovanni Battista, (asserendo quindi di essere il Messia), e infatti i discepoli compresero che stava parlando di Giovanni Battista.

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    14. Inoltre, Gesu' Cristo ha espressamente negato il concetto di karma o reincarnazione, qui: Vangelo di Giovanni (9, 1-3): Passando, vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio.

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  4. Ciao Yuri, complimenti, veramente un bell'articolo.
    Sono approdato al tuo blog seguendo i video delle conferenze di Biglino. Trovo l'approccio di questo studioso abbastanza "avventuroso". Per carità, non sono un esperto di ebraico e greco, ma non mi convince affatto il suo modo letterale di fare esegesi. Sembra che il contesto non conti niente. Ad esempio, Biglino dice che non esiste il termine "Dio" in ebraico, perché Elohim, secondo lui, non avrebbe questo significato. Ma in Genesi 1, 1 l'agiografo vuole descrivere la creazione del mondo, quindi è logico che si sta riferendo ad un essere che ha dato origine a tutto, cioè a Dio. E così anche per gli altri termini come, ad esempio, i verbi Barà o Olam che assumono i loro significati a seconda dei contesti e al soggetto a cui sono associati.

    Complimenti per il tuo blog, molto ben fatto. Anch'io ne curo uno di storia e apologetica cristiana. Se ti interessa questo è il suo indirizzo:

    http://luis-apologeticon.blogspot.it/

    Un saluto

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  5. Grazie Luigi, molto gentile da parte tua e complimenti per il tuo blog, molto interessante.

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  6. Salve ho letto i vari interventi ma, ritengo che se prendiamo in considerazione il vecchio testamento le premesse che fa il Signor Biglino dovrebbero far capire che il suo approccio e' abbastanza corretto perche' in realta' questo testo "ispirato da dio" non e' altro che una raccolta di scritti (da chi non si sa) tradotti e ritradotti (probabilmente con molte sviste errori e manipolazioni)iniziata diverse decine di centinaia anni fa. ma la cosa che ritengo piu' assurda e' che basta documentarsi su quello che i sumeri, assiri,babilonesi circa SEIMILA anni fa anno scritto nelle loro famose tavolette per capire che la bibbia non e' altro che la trasposizione di quegli scritti(vi invito qualora non l'aveste gia' fatto a "leggere" ENUMA ELIS e ATRA HASIS ... la mia domanda e': PERCHE' QUESTI "RACCONTI" SCRITTI MIGLIAIA DI ANNI PRIMA DEI TESTI BIBLICI VENGONO RITENUTI SOLAMENTE DEI POEMI ALLEGORICI (certo che queste civilta' antichissime ne avevano di fantasia?) MENTRE L'ANTICO TESTAMENTO CHE RIPRENDE LE STESSE COSE MA CON LINGUAGGI DIVERSI (forse manipolati???) E' RITENUTO IL LIBRO DEI LIBRI ISPIRATO DA DIO???

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  7. La risposta alla tua domanda è molto semplice. E’ vero che gli scritti che hai citato sono possibilmente più antichi della Genesi. Però eminenti biblisti come Conrad Hyers sostengono che la Genesi fu scritta proprio per contrastare la visione mesopotamica di una molteplicità di dei. Marduk infatti non era il Creatore del mondo, ma era associato all’acqua, alle piante e alla magia. In ogni caso ripeto, chi sostiene, come Biglino, che la Bibbia debba essere considerata un racconto allegorico, equiparabile quindi all’Enuma Elis, non ha compreso cosa è la Bibbia. Infatti la Bibbia è incentrata sulla figura di Gesù Cristo. E’ Gesù Cristo stesso che con la sua missione sulla terra ha provato che gli scritti del Tanakh erano veritieri. E’ Gesù Cristo stesso che, avendo tolto il peccato del mondo, ha dimostrato che la veridicità della Genesi e della caduta dell’uomo, ossia il peccato originale. Ed è la sua Risurrezione che prova che quello che aveva detto sul peccato era vero. Marduk, il “dio” babilonese, non è venuto sulla terra. Non si è incarnato nel ventre di una donna santa. Gesù Cristo invece ha detto IO SONO (esattamente come in Esodo 3, 14). Gesù Cristo ha detto “Io sono il Primo e l’Ultimo”, (esattamente come in Isaia 44, 6). Gesù Cristo è il Salvatore (esattamente come Isaia 43, 3). E poi l’Antico Testamento (il Tanakh), non riprende le stesse cose dei poemi mesopotamici, nell’Antico Testamento vi sono circa 300 profezie sulla missione di Gesù Cristo sulla terra, quindi nessuna attinenza (se non per alcuni fatti accaduti realmente, come il diluvio), tra l’Antico Testamento (Tanakh), e l’Enuma Elis.

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    1. N.B: La Bibbia e' incentrata sulla figura di Gesu' cristo se sei Cristiano

      https://it.wikipedia.org/wiki/Ges%C3%B9_nell%27ebraismo
      https://it.wikipedia.org/wiki/Bibbia

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    2. Certo, ma ricorda che gli Apostoli erano ebrei, e gli Evangelisti erano tutti ebrei (ci sono teorie che anche Luca fosse ebreo). Essi, alla luce della missione di Gesù Cristo sulla terra, hanno attuato un cambio di paradigma nelle loro vite portando il Vangelo agli altri, hanno scritto il Nuovo Testamento e sono stati disposti a morire pur di non rinnegare Gesù Cristo. Considera inoltre che oggigiorno vi sono centinaia di migliaia di ebrei che hanno abbracciato Gesù Cristo. https://it.wikipedia.org/wiki/Giudaismo_messianico
      https://it.wikipedia.org/wiki/Ebrei_cattolici

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  8. Oltre a ciò che giustamente ha scritto Yuri, vorrei aggiungere un altro aspetto molto importante, cioè che la Bibbia apporta un elemento di novità che non esiste nei poemi mesopotamici. Tale elemento è “moralità” del Dio d'Israele. Gli ebrei hanno sempre creduto in un Dio che pone in cima ai suoi pensieri la cura per la santità e la giustizia. In Levitico 19 il comandamento della santità rivolto agli uomini si fonda sul convincimento che Dio stesso è santo: “Il Signore parlo a Mosè dicendo: «Parla a tutta l’assemblea d’Israele, dì loro: siate santi, perché Io, il Signore, vostro Dio, sono santo»”. In Isaia 5, è Dio stesso giustizia: “Il santo Dio si mostra santo nella giustizia” e, in quanto tale, comanda agli uomini di essere giusti: “Smettete di fare il male, imparate a fare il bene. Ricercate la giustizia, soccorrete l’oppresso” (V. Messori “Ipotesi su Gesù”. Pag.70. Editrice Sei.). Questa “moralità” rende il Dio d’Israele un vero e proprio mistero, in quanto qualifica un’interpretazione teologica totalmente aliena a tutte le culture dell’epoca (Y. Kaufmann, "The Religion of Israel from its Beginnings", in Jahrbuch fùr biblische theologie, IV, Neukirken 1986 - 1990).

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