sabato 5 marzo 2016

Confutazione della tesi di Mauro Biglino sulla nascita di Gesù Cristo


Mauro Biglino, nel suo libro “Antico e Nuovo Testamento libri senza Dio” sostiene, dimostrando di non portare rispetto verso Gesù, verso la Vergine Maria, e verso noi cristiani, che ella abbia avuto un rapporto sessuale con un alieno (un extraterrestre), e che da quel rapporto sia nato Gesù.
Inizia la sua tesi sostenendo che Maria è stata visitata da un Gavriel (la parola è stata riportata come è stata scritta da Biglino), che secondo Biglino sarebbe un
“termine che in ebraico indica il potere di un El (singolare di Elohim) e per estensione uno che esercita il potere per conto di un El”.
L’etimologia ebraica del nome Gabriele, che in ebraico si scrive גַּבְרִיאֵ֕ל  è “Dio è la mia forza”. La radice El significa infatti “Dio” o “deità”, in ebraico. El è semplicemente uno dei nomi di Dio, che come sappiamo nella Bibbia sono numerosi.
Sul finire della pag. 137 del suo libro “Antico e Nuovo Testamento libri senza Dio”, Biglino inizia a sviluppare una tesi fantasiosa, ma ovviamente lo fa in modo astuto e accativante, in modo da portare il lettore a credere che quello che lui ha scritto possa avere un fondo di verità. 
Biglino cita l’Antico Testamento (Libro di Daniele 9, 20-22), con lo scopo di dimostrare che Gabriele non era un angelo, ma qualcosa di diverso.
Biglino non svela subito chi fosse per lui Gabriele, ma sostiene che nel passo di Daniele (9, 21), ci sia il termine בִּיעָ֔ף che secondo lui dovrebbe essere tradotto con “fatica di” (in fondo alla pagina 138). Questa traduzione di Biglino si rivela errata infatti il sito web biblehub.com traduce con l’inglese “swiftly” che significa “rapidamente”, (1).
In pratica Biglino vuol mostrare che l’angelo Gabriele, o l’individuo che si faceva chiamare Gabriele era “affaticato”, e quindi non poteva essere un angelo, uno spirito. E’ la solita strategia di Biglino, che tenta di smontare l’Antico Testamento per poi arrivare a tentare di smontare il Nuovo Testamento, ossia la persona di Gesù Cristo.
Verso la fine della pagina 139 Biglino continua con la sua strategia e sostiene che Gabriele abbia fatto in realtà un apprezzamento sulla bellezza di Maria quando la vide.
Vediamo il passaggio corrispondente del Vangelo di Luca (1, 28):

Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te».

Ma poi Biglino sostiene, tentando una audace mistificazione dell’idioma greco che
Χαῖρε κεχαριτωμένη
non significhi appunto “Rallegrati, piena di grazia”, ma significhi: “sii felice, tu che ti sei fatta carina” (pag. 140).
In pratica, come Biglino spiega sulla fine della pagina 140 quello che per lui non era un angelo, ma probabilmente un extra-terrestre, si sarebbe accopiato con Maria, per la procreazione di un semi-extraterrestre.
La fantasia di Biglino è talmente fervida che arriva ad immaginare qualcosa non solo di anti-storico (non provato da alcun documento storico), ma anche anti-logico. Se infatti un ipotetico essere extra-terrestre avesse tentato di unirsi a Maria, lei non avrebbe certo accondisceso a quella unione, che secondo i costumi del tempo sarebbe stato un peccato grave, punibile con la morte (ogni rapporto sessuale doveva avvenire dentro del matrimonio).
La tesi di Biglino si rivela pertanto priva di alcun fondamento, prima di tutto perché parte da premesse errate (l’etimologia errata del termine בִּיעָ֔ף e la traduzione errata del verso 1, 28 del Vangelo di Luca), ma soprattutto perché giunge a conclusioni assurde.
Nella pagina 141, Biglino continua sostenendo la sua tesi assurda, ma questa volta cita il papiro Bodmer (scrive erroneamente Bodomer, ma si riferisce ai papiri Bodmer).
Ecco il testo citato:

"Lei pianse amaramente esclamando così: "Pura io sono, e uomo non conosco". E Giuseppe le disse: "Donde è dunque questo nel tuo ventre?". Lei rispose: "Viva il Signore mio Dio. perché non conosco donde è in me". Giuseppe ebbe molta paura e restò cheto a suo riguardo, riflettendo su che fare di lei.
Giuseppe pensava: "Se nasconderò la sua trasgressione, sarò trovato in contrasto con la legge del Signore; se la manifesterò ai figli di Israele, temo che quanto è in lei sia da un angelo, e io sia trovato traditore di sangue innocente per una condanna a morte. Che farò dunque di lei? In segreto la ripudierò da me".

Ovviamente Biglino non spiega esattamente di che testo si tratta. (Nella sua nota 40 indica genericamente che i papiri Bodmer furono scoperti in Egitto nel 1952. Inoltre si nota che Biglino ha fatto un copia e incolla da Wikipedia, leggete infatti la sua nota 40 e confrontatela con il secondo paragrafo che è scritto alla voce https://it.wikipedia.org/wiki/Papiri_Bodmer).
Il testo in questione, riportato da Biglino, è tratto dal papiro Bodmer V (vedi nota 2), che contiene il testo della “Natività di Maria” e l’Apocalisse di Giacomo. Sono testi apocrifi non inclusi nella Bibbia e risalenti al IV secolo.
Ovviamente noi dobbiamo capire il perché Biglino ha citato questo passo della “Natività di Maria”. Biglino vuole mostrare che Giuseppe credeva realmente che Maria avesse avuto un rapporto sessuale. Ma Biglino, astutamente, non riporta il passo successivo del testo apocrifo. Vediamolo:

“Ed ecco un angelo del Signore apparve a lui in sogno dicendo: "Non temere questa fanciulla! Ciò che è in lei viene dallo Spirito santo. Ti partorirà un figlio e gli darai nome Gesù: egli, infatti, salverà il suo popolo dai suoi peccati". E Giuseppe si alzò dal sonno e glorificò il Dio di Israele che gli aveva concesso la sua grazia. E seguitò a custodire la fanciulla.”

Quindi vediamo che persino uno scritto apocrifo, risalente al IV secolo riporta che l’Angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe per comunicargli che era stato lo Spirito Santo a provocare la gravidanza di Maria. Ma Biglino ha omesso questo passo, pensando che i suoi lettori disattenti lo prendessero come oro colato. Si dimostra pertanto che perfino uno scritto apocrifo conferma il racconto del Vangelo di Luca.
Ve lo immaginate l’extra-terrestre che si avvicina a Giuseppe e che gli dice che non deve temere perché lui si è accopiato con Maria? Pure invezioni della mente di Biglino, senza alcuna base storica, ne logica.
Biglino quindi cita un passaggio del libro “Apocrifi del Nuovo Testamento” dell’autore Luigi Moraldi, dove si sostiene che “fatti del genere fossero avvenuti fin dalle prime generazioni umani”. Non si capisce a quali fatti ci si riferisca, e comunque successivamente si fanno dei confusi riferimenti al libro dei Giubilei, a qullo di Enoch, entrambi testi apocrifi dell’Antico Testamento. Luigi Moraldi, in ogni caso, sebbene portò a termine degli studi sui testi apocrifi, non fu uno studioso internazionalmente riconosciuto.

Sul finire della pagina 141 Biglino cita il Protovangelo di Giacomo e scrive tra parentesi: “testo considerato apocrifo”, come se invece la Natività di Maria citata da lui prima non lo fosse. 
All’inizio della pagina 142, Biglino fa un’altro copia e incolla da Wikipedia (basta andare sulla pagina: https://it.wikipedia.org/wiki/Protovangelo_di_Giacomo leggere la prima frase e confrontarla con la frase riportata da Biglino all’inizio di pag. 142).
Quindi Biglino riporta questo passaggio del Protovangelo di Giacomo (14, 1):

"Giuseppe ebbe molta paura. Si appartò da lei riflettendo che cosa dovesse farne di lei. Giuseppe pensava: ‘Se nasconderò il suo errore, mi troverò a combattere con la legge del Signore; la denunzierei ai figli di Israele, ma temo che quello che è in lei provenga da un angelo, e in questo caso mi troverei a avere consegnato a giudizio di morte un sangue innocente. Dunque, che farò di lei??”

Anche qui, furbescamente, Biglino non riporta il passaggio successivo, il (14, 2):

"Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: 'Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati'"(Mt 20-21). "Giuseppe si levò dal sonno, glorificò il Dio di Israele che gli aveva concesso questo privilegio, e la custodì."

Anche nel Protovangelo di Giacomo, quindi, si ribadisce che l’Angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe per comunicargli che era stato lo Spirito Santo a provocare la gravidanza di Maria, ma anche questa volta, Biglino omette questo passo.
In seguito a pag. 142, il Biglino riporta un altro commento del Moraldi, nel quale si mostra Gesù come un figlio illegittimo e Maria come un’adultera, ovviemente senza alcuna fonte storica.
Sempre con lo scopo di ribadire che Maria ebbe un rapporto sessuale con “l’individuo chiamato Gabriele”, (o che forse Gabriele abbia potuto fecondare Maria in modo tecnologico), Biglino cita il codice Arundel 404 che secondo Biglino risalirebbe al “XIV secolo come copia di un Vangelo del II-III secolo conosciuto come “Liber de Infantia Salvatoris o Natività di Maria e di Gesù”.

Biglino (a pag. 143), riporta questi passaggi :

[A37] Sei mesi dopo il suo concepimento, mentre capitavano tali cose, Giuseppe ritornò in casa dal suo lavoro; essendo falegname, era stato occupato in Cafarnao marittima e vi era rimasto otto mesi. Trovata Maria incinta,
[A38] tremò tutto e, nell'angoscia, si batteva la faccia, si gettava a terra e piangeva amaramente,
[A39] dicendo: "Prendi, Signore, il mio spirito! Preferisco morire piuttosto che vivere". E esclamò: "Con che faccia guarderò il Signore? O come lo potrò pregare per questa fanciulla? L'ho ricevuta vergine dal tempio del Signore, Dio mio, e non l'ho custodita. Chi avrebbe pensato che mi sarebbe capitata una cosa simile? Chi è che mi ha insidiato, chi ha osato perpetrare tali cose in casa mia distogliendo dalle vergini la vergine immacolata Maria? […]
[A40] Quelle vergini che erano con lei gli risposero: "Noi sappiamo che nessun uomo l'ha mai toccata. Sappiamo che in lei l'integrità e la verginità sono state custodite con immacolata perseveranza. Infatti restò sempre in preghiera con Dio. Ogni giorno riceveva il cibo dalle mani di un angelo. Come può essere che in lei vi sia un qualche peccato? Se vuoi che ti manifestiamo il nostro pensiero: nessuno la può aver resa incinta se non un angelo di Dio". Rispose Giuseppe: "Perché volete che io creda quanto voi mi dite, e cioè che l'abbia ingravidata un angelo di Dio? E' vero, anche questo può accadere. Ma un angelo di Dio santifica la persona che ingravida, non le rimane corruzione alcuna, nessuna contaminazione, ma è l'espressione della parola divina. E se qualcuno si fosse finto, in modo credibile, un angelo per ingannarla?".

Biglino innanzitutto non riporta integralmente il passaggio A39. Omette infatti questo passaggio:

“O Signore, il tuo nome è da lodare in tutta la terra! Tu sai, Signore, che io sono innocente del suo sangue".

Potete facilmente verificare il testo esatto qui al link riportato nella nota 3.
In ogni caso Biglino dopo aver riportato questi passaggi esulta, infatti scrive:

“devo dire che la parte finale è meravigliosa: si può essere più umanamente concreti di così? Chi lo avrebbe mai detto!? Giuseppe teme addirittura che la sua sposa si sia fatta ingannare da uno che si finge un angelo: ma come sarebbe stato possibile fingersi angeli se questi ultimi non avessero avuto sembianze umane?”

Innanzitutto bisogna dire che il “Liber de Infantia Salvatoris”, secondo lo studioso Antonio Piñero Saenz risale al IX secolo e non al XIV secolo (4). Ricordiamo comunque che il “Liber de Infantia Salvatoris” è un testo apocrifo scritto nel medio-evo da una persona (o da più persone) che hanno vissuto centinaia di anni dopo la natività di Gesù e quindi non è affidabile per descrivere correttamente ciò che successe realmente.
Tuttavia, anche volendo considerare questo testo non si nota nulla di strano in quello che vi è scritto. Giuseppe era ovviamente scosso per l’accaduto e immagina che qualcuno possa aver mentito e si possa essere mostrato come angelo di Dio, senza esserlo.
Anche qui Biglino in modo astuto omette i passi successivi. Vediamo per esempio il paragrafo [A42]:

“Mentre così parlava in preghiera davanti al Signore, si alzò, chiamò Maria e le disse: "Maria, amata dal Signore, perché hai fatto questo e hai voluto manifestare la debolezza della tua anima davanti ai figli di Israele? Perché hai fatto questo, tu che sei stata nutrita nel tempio di Dio e fatta crescere nel santo dei santi, tu benedetta dal santo sacerdote dell'Altissimo, da tutti i sacerdoti del Signore e da tutte le tribù di Israele?". Così dicendo, gemette amaramente, rivolse gli occhi al cielo e disse: "Signore Dio, tu sai donde abbia avuto origine questo fatto". Maria, allora, piena di lacrime, disse: "Viva il Signore Dio mio, io ignoro donde provenga ciò che ho nell'utero".”

E vediamo il paragrafo [A44]:

“Mentre così parlava in preghiera davanti al Signore, si alzò, chiamò Maria e le disse: "Maria, amata dal Signore, perché hai fatto questo e hai voluto manifestare la debolezza della tua anima davanti ai figli di Israele? Perché hai fatto questo, tu che sei stata nutrita nel tempio di Dio e fatta crescere nel santo dei santi, tu benedetta dal santo sacerdote dell'Altissimo, da tutti i sacerdoti del Signore e da tutte le tribù di Israele?". Così dicendo, gemette amaramente, rivolse gli occhi al cielo e disse: "Signore Dio, tu sai donde abbia avuto origine questo fatto". Maria, allora, piena di lacrime, disse: "Viva il Signore Dio mio, io ignoro donde provenga ciò che ho nell'utero". E mentre pensava di mandarla via, cadde la notte. Stava ordinando affinchè, levatasi, fuggisse di notte. Ma ecco che proprio in quella notte, in sogno, gli apparve un angelo del Signore, dicendo: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere a proposito di questa fanciulla! Prendila in moglie, giacchè ciò che è in lei viene dallo Spirito santo. Dal suo utero partorirà un figlio al quale darai nome Gesù. Egli sarà grande e sarà chiamato figlio dell'Altissimo. Egli stesso, infatti, salverà il suo popolo dai suoi peccati.”

Quindi vediamo che nel passaggio A42 Maria ribadisce che non sa da dove provenga ciò che ha nell’utero. Nel passaggio A44 si ribadisce che l’Angelo apparve a Giuseppe, tranquilizzandolo. Vediamo pertanto che le elucubrazioni di Biglino cadono nel nulla. Persino in uno scritto Apocrifo del IX secolo si ribadisce che Maria non sapeva da dove veniva il suo bimbo, che stava crescendo nel suo utero, e si ribadisce che Giuseppe fu anch’egli visitato dall’Angelo del Signore.
Ma c’è di più: quando Biglino scrive:

“ma come sarebbe stato possibile fingersi angeli se questi ultimi non avessero avuto sembianze umane?”

Dimostra di non conoscere affatto la Bibbia. Infatti da vari passaggi biblici si evince che gli angeli possono rendersi visibili e assumere sembianze umane (per esempio in Genesi 19, 1, quando gli angeli apparvero concretamente a Lot).
In pratica Biglino sta sostenendo che l’Angelo che apparve a Maria aveva sembianze umane ed ebbe un rapporto sessuale con lei. Che avesse sembianze umane è possibile, ma non è possibile che ebbe relazioni sessuali con lei, perché lei si sarebbe rifiutata, essendo una donna corretta, che avrebbe avuto relazioni sessuali solo all’interno del matrimonio. Inoltre è proprio il testo che Biglino mostra come fosse la spiegazione della sua fantasiosa teoria che mostra che Maria non ebbe alcuna relazione con l’Angelo, infatti Maria disse:

"Viva il Signore Dio mio, io ignoro donde provenga ciò che ho nell'utero".

Proseguendo nella lettura della pag. 144 Biglino afferma che la parola greca μνηστευθείσης significa che Maria “di fatto era già stata data in sposa”. Ma ciò non corrisponde alla corretta traduzione della parola μνηστευθείσης che invece significa “essendo promessa sposa”, infatti notiamo che la traduzione dal greco all’inglese è: “having been betrothed”, da come si evince dal sito biblehub il cui link è alla nota 5.
Per tentare di confermare la sua assurda tesi, ossia la tesi che l’Angelo di Dio non fosse un vero angelo, ma un extra-terrestre che ebbe una relazione con Maria, Biglino continua nella sua trattazione, e cita un passaggio della Lettera agli Ebrei (13, 2):

Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli.

Perché Biglino cita questo passaggio della Lettera agli Ebrei? Perché, secondo la sua logica, vuole dimostrare che Maria pensò di aver a che fare con un angelo (Gabriele), ma che in realtà quell’individuo non era un angelo. Allora Biglino mostra questo passaggio della Lettera agli Ebrei, per sostenere che anche altri hanno accolto angeli senza saperlo.
Mostra poi, alla fine delle pag. 145 tre parole in greco facenti parte del verso della Lettera agli Ebrei 13, 2:
ἔλαθόν τινες ξενίσαντες
Biglino traduce con “furono ignari alcuni ospitanti”. La traduzione corretta è:

“senza saperlo hanno accolto degli angeli.”

Ancora sul finire della pagina 145 Biglino riafferma che gli Angeli erano individui in carne ed ossa, lasciando intendere che non erano Angeli di Dio, ma esseri extraterrestri. Abbiamo già spiegato che proprio la Bibbia insegna che gli angeli possono assumere sembianze umane (come si evince da Genesi, 19,1). 

Biglino pertanto non ha dimostrato nulla con queste sue elucubrazioni, ha solo espresso un opinione personale, non supportata dalla Bibbia, ne dagli scritti apocrifi, ne da fatti storici e neppure dalla logica.

Yuri Leveratto

Note: 
1- http://biblehub.com/interlinear/daniel/9-21.htm
2- http://journals.cambridge.org/action/displayAbstract?fromPage=online&aid=2172976
3-http://www.intratext.com/IXT/ITA0449/_P17.HTM
4-  Piñero, Antonio (2009). «Libro sobre la Natividad de Marìa». Todos los Evangelios: Traducciòn ìntegra de las lenguas originales de todos los textos evangèlicos conocidos. Madrid: Edaf. pp. 237-244. ISBN 978-84-414-2116-5. «Fecha probable de composiciòn: siglo IX La Patrologìa Latina de Migne lo sigue incluyendo entre las obras de san Jerònimo.»
5- http://biblehub.com/interlinear/matthew/1-18.htm

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