sabato 12 marzo 2016

Mauro Biglino sostiene che Mosè ed Elia siano stati rapiti da astronavi

Confutazione:

Dopo aver interpretato fantasiosamente l'evento della Trasfigurazione, Mauro Biglino, nella pagina 157 del suo libro “Antico e Nuovo Testamento libri senza Dio”, torna a sviluppare la sua tesi degli "antichi astronauti", e si dedica ad analizzare i personaggi di Mosè ed Elia. Biglino riporta una frase del Libro "Antichità Giudaiche" di Giuseppe Flavio dove si afferma che una nube scese su di lui e quindi scomparve. In pratica Biglino vuole mostrare che Mosè non morì, ma fu asceso al cielo. In realtà questo fatto potrebbe essere parte di una tradizione extra-biblica. Però nella Bibbia vi è scritto chiaramente che Mosè morì, vediamo il passaggio corrispondente, in Deuteronomio (34, 5-8):

Così Mosè, servo dell'Eterno, morì là, nel paese di Moab, secondo la parola dell'Eterno. E l'Eterno lo seppellì nella valle del paese di Moab, di fronte a Beth-Peor; e nessuno ha conosciuto fino ad oggi il luogo della sua tomba. Or Mosè avevacentovent'anni quando morì; la sua vista non si era indebolita e il suo vigore non era venuto meno. E i figli d'Israele lo piansero nelle pianure di Moab per trenta giorni; poi i giorni di lutto e di pianto per Mosè terminarono.

Ma perchè Biglino vuole far credere che Mosè non morì ma fu rapito in cielo?
Biglino vuol far passare la falsa tesi che anche Mosè sia stato rapito in cielo, perchè vuole dimostrare che anche Mosè come Elia fu rapito da “una macchina volante”, sua tesi che spiega nella pagina 158. 
Biglino inizia a spiegare una delle sue tesi principali: Elia fu rapito in cielo da una macchina volante. Si riferisce al passaggio biblico 2 Re (2, 11): 

Mentre continuavano a camminare conversando, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra loro due. Elia salì nel turbine verso il cielo.

Per Biglino questo passaggio è una prova certa che Elia fu rapito da una astronave guidata dagli Elohim. Nella pagina 158 riporta parte del verso 2, 11 in ebraico, con le sue traduzioni corrispondenti in italiano. 
Naturalmente questa è l’interpretazione fantasiosa di Biglino. Invece l’autore biblico potrebbe aver descritto l’episodio realmente avvenuto raffigurando Elia assunto in cielo da Dio in un carro trainato da possenti cavalli. 
Ma Biglino aggiunge una frase ad effetto: 

“Ciò che ci interessa qui è rilevare che il ruach che preleva Elia è una struttura assolutamente materiale, meccanica, cioè il mezzo volante con cui Elia lascia quel territorio per andare dagli Elohim.”

Il problema è che nel verso (2 Re 2, 11) non si nomina il termine ebraico רוח ruach, e neppure nei versi seguenti fino al (2, 14). Potete verivicare al link citato nella nota 25.
Quindi da dove tira fuori Biglino la parola ruach? Non sappiamo. Comunque Biglino nella pagina 159 fa una serie di domande fantasiose, ipotizzando che fu un astronave (Biglino scrive: oggetto volante) a rapire Elia. 
A pag. 160 Biglino ritorna a focalizzarsi sul Nuovo Testamento e conclude che Mosè ed Elia sono entrambi stati rapiti in cielo (ma come ho fatto notare nella Bibbia non si afferma che Mosè fu rapito in cielo, ma solo che non si conosce il luogo della sua sepoltura). 
Sempre a pagina 160 Biglino riporta il passaggio del Vangelo di Matteo (17, 10)

Allora i discepoli gli domandarono: «Perchè dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?».

Ma poi Biglino sorvola sulla giusta interpretazione. Infatti la risposta di Gesù è questa: Vangelo di Matteo (17, 11-13):

Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista. 

Quindi è lo stesso Matteo che ci rivela che Gesù stava parlando di Giovanni il Battista. 
Nell’ultima parte della pagina 160 Biglino riporta un passaggio delle "Antichità Giudaiche" di Giuseppe Flavio, con lo scopo di rafforzare la sua tesi su Elia. E’ strano come Biglino citi spesso "Antichità Giudaiche" di Giuseppe Flavio dando per certo che sia un testo affidabile, e poi non citi mai il passaggio dello stesso libro detto "Testimonium Flavianum", dove si descrive la vita e la Risurrezione di Gesù (Antichità Giudaiche, XVIII 63-64), oppure dove si descrive il martirio di Giovanni il Battista (Antichità Giudaiche, XVIII 116-119), oppure dove si descrive il martirio di Giacomo il minore (Antichità Giudaiche, XX 200).


Yuri Leveratto

Nota:

25- http://biblehub.com/interlinear/2_kings/2-11.htm

Per approfondire: Confutazione delle tesi di Mauro Biglino sul Nuovo Testamento: http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/07/confutazione-alle-tesi-di-mauro-biglino.html

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