venerdì 18 marzo 2016

Mauro Biglino sostiene che YHWH non sia il vero e unico “Dio Trascendente”

Confutazione:

Le tesi che YHWH non sarebbe "Dio Trascendente" sono confutate dalla stessa Bibbia. 
Se Dio è, se Dio perdona i peccati, se salva, se giudica e se redime, Egli non può essere che l'unico e vero "Dio Trascendente":

IO SONO è:

Esodo (3, 14):

Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: “Io-Sono mi ha mandato a voi”»

Nel libro di Daniele (9, 9), si afferma che Dio perdona i peccati:

al Signore, nostro Dio, la misericordia e il perdono, perchè ci siamo ribellati contro di lui, 

IO-SONO è il primo e ultimo

Libro di Isaia (44, 6):

Così dice il Signore, il re d’Israele,
il suo redentore, il Signore degli eserciti:
«Io sono il primo e io l’ultimo;
fuori di me non vi sono dei.

IO-SONO salva

Libro di Isaia (43, 3):

poichè io sono il Signore, tuo Dio,
il Santo d’Israele, il tuo salvatore.
Io do l’Egitto come prezzo per il tuo riscatto,
l’Etiopia e Seba al tuo posto.

IO-SONO giudica

Salmi (96, 13):

davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli.

IO-SONO redentore

Libro di Isaia (48, 17):

Dice il Signore, tuo redentore,
il Santo d’Israele:
«Io sono il Signore, tuo Dio,
che ti insegno per il tuo bene,
che ti guido per la strada su cui devi andare.

Mostriamo ora alcuni passaggi dei Salmi che dimostrano che le tesi di Mauro Biglino sono assurde: 

Salmi (3,3):

Ma tu, o Yahweh, sei uno scudo attorno a me; tu sei la mia gloria e colui che mi solleva il capo”. 

Secondo la traduzione di Biglino kavod vorrebbe dire “astronave”. Per tanto la sua assurda traduzione sarebbe: 

"Ma tu, o Yahweh, sei uno scudo attorno a me; tu sei la mia astronave e colui che mi solleva il capo". 

Assurdo!

Salmi (3, 8):

La salvezza appartiene a Yahweh; la tua benedizione sia sul tuo popolo”.

Strano no? Per Biglino Yahweh sarebbe un potente extraterrestre, ma il salmista ritiene che Yahweh possa dare la salvezza, e la salvezza la da solo Dio. 

Salmi (7, 8)

L'Eterno giudicherà i popoli; giudicami, o Yahweh, secondo la mia giustizia e la mia integrità”. 

Strano no? Per Biglino Yahweh sarebbe un potente extraterrestre, ma il salmista ritiene che Yahweh possa giudicare, e il giudizio supremo appartiene solo a Dio 

Salmi (8, 1):

Quanto è magnifico il tuo nome su tutta la terra, o Yahweh, Signor nostro, che hai posto la tua maestà al di sopra dei cieli!” 

Strano no? Per Biglino Yahweh sarebbe un potente extraterrestre che voleva dominare solo su Israele, ma il salmista ritiene che Yahweh abbia un nome magnifico su tutta la terra e abbia posto la sua maestà al di sopra dei cieli, caratteristiche di Dio.   

Salmi (9, 7-10):

Ma Yahweh rimane per sempre; egli ha stabilito il suo trono per far giudizio. Egli giudicherà il mondo con giustizia, giudicherà i popoli con rettitudine. Yahweh sarà un rifugio inespugnabile per l'oppresso, un rifugio inespugnabile in tempi di distretta. E quelli che conoscono il tuo nome confideranno in te, perchè tu, o Yahweh non abbandoni quelli che ti cercano”. 

Strano no? Per Biglino Yahweh sarebbe un potente extraterrestre, invece il salmista sostiene che Yahweh giudicherà il mondo con giustizia e inoltre sarà un rifugio per gli oppressi, caratteristiche di Dio. 

Salmi (10, 3-4):

perchè l'empio si gloria dei desideri dell'anima sua, benedice il rapace e disprezza Yahweh. L'empio, nell'arroganza del suo volto, non cerca Yahweh; tutti i suoi pensieri sono: «DIO non c'è».” 

Strano no? Biglino dice che Yahweh non è Dio. Mentre il salmista dice che colui che non cerca Yahweh è empio, cioè blasfemo.

Salmi (10, 16):

Yahweh è re per sempre; le nazioni sono scomparse dalla sua terra”

Strano no? Per Biglino Yahweh sarebbe un potente extraterrestre che vorrebbe conquistare Israele, invece per il salmista Yahweh è re di tutta la terra, caratteristica di Dio. 

Salmi (10, 17-18)

O Yahweh, tu dai ascolto al desiderio degli umili; tu rafforzi il loro cuore, le tue orecchie sono attente, per far ragione all'orfano e all'afflitto, affinchè l'uomo fatto di terra smetta d'incutere spavento”.

Strano no? Per Biglino Yahweh sarebbe un malvagio extraterrestre, invece il salmista sostiene che escolta gli umili, rafforza il loro cuore, quindi ha misericordia, caratteristica di Dio. 

Salmi (11, 5):

Yahweh prova il giusto; ma l'anima sua odia l'empio e colui che ama la violenza”. 

Strano no? Biglino sostiene che Yahweh sia un malvagio extraterrestre, invece il salmista sostiene che Egli odia i blasfemi e odia i violenti. 

Salmi (11, 7):

Poichè Yahweh è giusto; egli ama la giustizia; gli uomini retti contempleranno il suo volto”.

Strano no? Biglino sostiene che Yahweh sia un malvagio extraterrestre, pero’ il salmista sostiene che Yahweh ami la giustizia e gli uomini corretti lo potranno vedere. Caratteristiche di Dio. 


Salmi (12, 6-8):

Le parole dell'Eterno sono parole pure, come argento raffinato in una fornace di terra, purificato sette volte. Tu, o Eterno, li proteggerai e li preserverai da questa generazione per sempre. Gli empi si aggirano impunemente dappertutto, quando tra i figli degli uomini viene esaltato il male”.

Strano no? Biglino sostiene che Yahweh sia un malvagio extraterrestre, pero il salmista sostiene che le sue parole sono pure e che Yahweh avversa i blasfemi e i malvagi. 

Salmo (18, 31):

Infatti chi è DIO all'infuori di Yahweh? E chi è Rocca all'infuori del nostro DIO?” 

Strano no? Biglino afferma che Yahweh sia un malvagio extraterrestre, mentre il salmista afferma che non vi Dio all’infuori di Yahweh. 

Salmi (18, 46):

Viva Yahweh, sia benedetta la mia Rocca e sia esaltato il DIO della mia salvezza!” 

Strano no? Biglino sostiene che Yahweh sia un malvagio extraterrestre, mentre per il salmista Yahweh da la salvezza, che è una caratteristica di Dio. 


Salmi (19, 7-8-9):

La legge di Yahweh è perfetta, essa ristora l'anima; la testimonianza di Yahweh è verace e rende savio il semplice. I precetti di Yahweh sono giusti e rallegrano il cuore; il comandamento di Yahweh è puro e illumina gli occhi. Il timore di Yahweh è puro, rimane in eterno; i giudizi di Yahweh sono verità, tutti quanti sono giusti;

Strano no? Biglino sostiene che Yahweh sia un malvagio extraterrestre, mentre il salmista sostiene che la sua Legge è perfetta, la sua testimonianza è verace, i suoi precetti sono giusti, il suo comandamento è puro, e i suoi giudizi sono verità. Carattersitiche di Dio. 

Yuri Leveratto

Per approfondire: Confutazione delle tesi di Mauro Biglino sul Nuovo Testamento: http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/07/confutazione-alle-tesi-di-mauro-biglino.html


martedì 15 marzo 2016

Mauro Biglino sostiene la tesi della "morte apparente" di Gesù Cristo

Confutazione:

Nel suo libro “Antico e Nuovo Testamento libri senza Dio”, Mauro Biglino tenta di denigrare la storia di Gesù Cristo.

Alla pagina 163, scrive:

“Ma, ribelle, partigiano antiromano o docile esecutore che fosse, siamo davvero certi che sia morto in croce e che sia rimasto tre giorni nel sepolcro?”

Come vediamo Biglino, con una strategia astuta, continua ad installare dubbi nel lettore, insertando qua e la traduzioni errate, assurde teorie e improbabili falsificazioni storiche. Adesso inizia a proporre l’idea che Gesù non sia morto in croce (che peraltro è la visione islamica di Gesù, dimostrata essere falsa dai documenti storici in nostro possesso).

Ma sul finire della pagina 163 Biglino si sofferma sull’episodio di quando diedero dell’aceto a Gesù quando era sulla croce. Vediamo prima i passaggi corrispondenti del Vangelo di Matteo e del Vangelo di Giovanni.

Vangelo di Matteo (27, 48-50):

E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.

Vangelo di Giovanni (19, 29-30):

Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Poi Biglino fa notare che il termine usato nei Vangeli tradotto con “aceto” è ὄξους.

Nell’ultima frase della pag. 163 Biglino fa notare che dopo aver bevuto un po di aceto Gesù avrebbe dovuto reagire e invece nei tre Vangeli si afferma che “rese lo spirito”.

Nella pag. 164 Biglino inizia a sviluppare la teoria che in quell’aceto fosse una sostanza capace di far cadere Gesù in uno stato di “morte apparente”. Ovviamente, sempre tentando di seguire le elucubrazioni di Biglino, questo stratagemma avrebbe evitato che a Gesù gli si spezzassero le gambe, atto che avrebbe causato la morte inmediata per soffocamento, dovuto alla posizione costretta sulla croce (venendo a mancare l’appoggio dei piedi).

E’ una teoria che è stata proposta varie volte ma che si è rivelata completamente priva di logica.
Innazitutto quale sarebbe la sostanza capace di provocare la “morte apparente”? Ed inoltre anche ammesso che tale sostanza esista ora (nel XXI secolo), non vi è alcuna prova che tale sostanza fosse conosciuta e usata nel I secolo. Ricordiamo che la “morte apparente” non è un semplice svenimento, ma una situazione, rarissima, dove vi è un’apparente cessazione dell’attività cardiaca e della respirazione.
In secondo luogo i soldati romani non avrebbero mai permesso che qualcuno si avvicinasse e desse a Gesù una sostanza sospetta, proprio per il fatto che avevano degli ordini chiarissimi che dovevano essere portati a termine: crocifiggere Gesù e verificare che fosse effettivamente morto in croce prima di deporre il suo corpo esanime. Proprio per questo uno dei soldati prima di deporre il corpo trafisse il costato di Gesù con una lancia, Vangelo di Giovanni (19, 34):

ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

Gesù era già morto, e per questo non vi fu alcuna reazione all’azione del soldato che lo trafisse.
Pertanto vediamo che la teoria che qualcuno si avvicinò e diede da bere a Gesù una sostanza non verificata, è praticamente impossibile.

Ma analizziamo, per assurdo, la possibilità che qualcuno abbia dato quella sostanza a Gesù quando Gesù era sulla croce, per tentare di salvargli la vita.
In quel caso quel qualcuno avrebbe dovuto far parte di un complotto per tentare di mostrare che Gesù era morto, e quindi avrebbe dovuto mentire alle autorità, rischiando di essere messo a morte per aver salvato un condannato a morte. Inoltre il tentativo di salvare Gesù con una sostanza “segreta”, è improbabile, in quanto il corpo di Gesù sarebbe poi stato tumulato e controllato da guardie e quindi anche dopo un improbabile risveglio, il “Gesù macilento” non avrebbe potuto uscire dalla sua tomba senza l’aiuto di altre persone, che si sarebbero esposte ulteriormente al rischio di morte, infatti in quel tempo la profanazione delle tombe era punita con la morte.

Ma anche ammettendo che ciò fosse successo, se Gesù fosse realmente “morto in apparenza”, e si fosse risvegliato il terzo giorno, non avrebbe potuto rimuovere la pietra tombale.
Ma anche ammettendo che la pietra sia stata rimossa da altri, quel Gesù “non morto in croce”, come avrebbe potuto convincere i suoi seguaci di essere realmente risorto? Impossibile, in quanto la Risurrezione che descrivono gli Apostoli, (che poi andarono al martirio pur di non rinnegare che sia avvenuta), è una Risurrezione gloriosa, di un vero Dio e vero uomo, senza ferite (a parte i segni dei chiodi e della lancia). Non era un Gesù “macilento e debole” quello che si presentò ai suoi seguaci, ma era l’unico e vero Gesù Cristo invincibile, onnipotente, era colui che aveva sconfitto il peccato e la morte, era il Verbo incarnato.

In ogni caso non vi è solo la logica che supporta l’avvenuta morte di Gesù Cristo sulla croce, ma anche numerose prove documentali, che ho analizzato nei miei due articoli “La morte in croce di Gesù Cristo”, e “Considerazioni sulla Risurrezione di Gesù Cristo”.

Nella pag. 164 Biglino continua con le sue elucubrazioni e da per scontato che qualcuno abbia aperto la tomba e abbia fatto uscire il “Gesù macilento” dalla tomba.
Infatti nel fondo della pag. 164 scrive:

Dunque prendiamo atto del fatto che per far uscire Giosuè/Gesù si è dovuta far rotolare la porta e aprire fìsicamente il sepolcro.
“il suo corpo miracolosamente risorto in un lampo di luce, non era in grado di attraversare la pietra visto che successivamente si narra che attraversasse i muri?”

Ma la prima frase di Biglino è assurda, in quanto se realmente qualcuno avesse fatto uscire Gesù dalla tomba (un Gesù debole, macilento e verosimilmente in fin di vita), lo avrebbe poi dovuto presentare agli Apostoli in quelle condizioni. Gli Apostoli a quel punto avrebbero verificato la condizione di Gesù, che in quel caso sarebbe stato un semplice essere umano, e avrebbero preso atto che non era il Messia.
A quel punto nessuno di loro avrebbe nel corso dei mesi e degli anni successivi proclamato la Buona Novella, il Vangelo. Nessuno avrebbe divulgato che Gesù Cristo è il Figlio di Dio, rischiando continuamente la vita sia davanti alle autorità ebree che a quelle romane.
La seconda frase di Biglino è ironica, ma anche sottilmente acuta, in quanto installa nella mente del lettore non attento che qualcuno abbia effettivamente tolto la pietra per fare uscire il Gesù macilento dalla tomba. Ma anche qui Biglino dimostra di non usare la logica: infatti se qualcuno avesse voluto falsificare gli scritti evangelici avrebbe potuto scrivere che Gesù attraversò il muro della tomba e che solo dopo che i soldati rimossero la tomba le donne che erano andate al sepolcro si resero conto che il corpo non era ivi presente. In questo caso il racconto evangelico sarebbe stato corrispondente con le succesive apparizioni di Gesù. Ma gli evangelisti scrissero essattamente quello che avvenne, e non inventarono nulla, infatti la pietra fu fatta rotolare per volere divino: vediamo il passaggio corrispondente, Vangelo di Matteo (28, 2-4):

Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte.

La pietra fu fatta rotolare non certo per fare uscire Gesù Cristo, che era già risuscitato con un corpo glorificato, ma per richiamare l’attenzione dei presenti sulla tomba vuota e quindi sul secondo evento fontamentale della storia umana (essendo il primo la morte in croce di Gesù Cristo).

Nella pag. 165 Biglino continua nella trattazione delle sue idee, sostenendo che i seguaci di Gesù lo abbiano fatto uscire dalla tomba nelle ore immediatamente successive alla sua “morte apparente”. Inoltre Biglino ipotizza che i soldati che erano stati messi a guardia del sepolcro siano stati corrotti proprio dal facoltoso proprietario del sepolcro: Giuseppe di Arimatea. Anche questa ipotesi fantasiosa va contro la storia, ma soprattutto contro la logica. Infatti in quel tempo come ho già evidenziato, la profanazione di una tomba, e soprattutto l’eventuale favoreggiamento di un condannato a morte, erano puniti con la morte. Il complotto che è stato ipotizzato da Biglino presuppone che vi siano coinvolte almeno una decina di persone (Giuseppe di Arimatea, alcuni degli Apostoli, alcune guardie romane). E’ altamente improbabile quindi che possa essere avvenuto, ma anche se fosse avvenuto, ricadiamo nella ipotesi che ho già analizzato: nessuno degli Apostoli avrebbe in seguito divulgato la Risurrezione di Gesù, ne le sue Apparizioni con un corpo glorificato, ne la sua Ascensione, ne ovviamente l’espiazione dei peccati da lui attuata sulla croce, ne il fatto che Gesù Cristo è l’incarnazione del Verbo. In pratica tutta la storia che segue la vicenda di Gesù Cristo avrebbe avuto un’altro corso.

Yuri Leveratto

lunedì 14 marzo 2016

Le strane teorie di Mauro Biglino sui sacrifici animali nell’Antico Testamento

Confutazione:

A pag. 200 del suo libro “Antico e Nuovo Testamento libri senza Dio”, Mauro Biglino inizia una critica generale ai sacrifici di animali che erano prescritti nell’Antico Testamento. 
Il Biglino sostiene che YHWH, essendo un crudele capo militare (forse extraterrestre), provasse piacere nel veder sacrificati degli agnelli per lui e nel respirare il fumo che derivava dalla bruciatura del grasso degli animali (riporta infatti i passaggi del Libro dei Numeri cap. 28 e 29). 
E’ una tesi assolutamente errata, che non considera il contesto rituale e sacrificale biblico, ma anche della Grecia antica, per esempio. Il sacrificio rituale (o olocausto), era una cerimonia nella quale l’animale veniva offerto a Dio, nel senso che si rinunciava a nutrirsi di quell’animale e si rendeva tributo a Dio offrendogli il migliore degli agnelli. L’animale veniva sgozzato e quindi cremato completamente. Si credeva inoltre che il Signore nel sentire il profumo delle carni bruciate si compiacesse dell’atto eseguito dai fedeli, in quanto si compiaceva del fatto che i credenti in lui rinunciassero a un loro bene prezioso per offrirlo a lui. 
Il sacrificio rituale o olocausto era un rito attuato da varie comunità di persone anche di altre religioni. Per esempio era compiuto nelle civiltà meso-americane e sud-americane. 
Con le sue tesi il Biglino dimostra di essere completamente digiuno di antropologia antica e di non conoscere le cerimonie rituali che fanno parte di molte culture umane. Il Biglino sfrutta l’argomento a suo piacere tentando di mostrare che YHWH fosse crudele e sadico.
Inoltre Biglino, come tutti quelli che negano la santità e la Divinità di IO-SONO, (YHWH), nega anche la sacralità dei sacrifici animali nell’Antico Testamento. Sostiene che era una pratica barbara e che detta pratica istigherebbe al male. 
Ma nell’Antico Testamento Dio ha prescritto i sacrifici animali per espiare temporaneamente il peccato. Nell’Antico Testamento Dio aveva ordinato di sacrificare animali perfetti, senza macchia. La persona che offriva il sacrificio s’identificava con l’animale e doveva ucciderlo. Gli ebrei credevano che questo rito provvedesse il perdono dei peccati da parte di Dio.
Il sacrificio animale serviva pertanto come “punizione” nei confronti di un peccatore, infatti si uccideva un agnello del suo gregge. Gli si toglieva un animale, prezioso in tempi di carestia, ed inoltre il peccatore, vedendo che l’animale innocente moriva, sentiva pena per quell’essere vivente che moriva a causa del suo peccato.
Naturalmente tutto questo presagiva il sacrificio finale e perfetto di Gesù Cristo sulla croce, vero Dio e vero uomo, essere umano senza peccato, che è l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo (Vangelo di Giovanni, 1, 29).

Yuri Leveratto

domenica 13 marzo 2016

Mauro Biglino sostiene che YHWH sia stato "uno dei tanti Elohim"

Confutazione:

La assurda tesi di Biglino che YHWH sia stato “uno dei tanti Elohim”, si confuta facilmente: "Elohim", oltre che il suo significato principale (“il forte”, il poderoso, Divinita’ suprema), puo’ indicare anche falsi dei, o dei pagani. Ecco pertanto che vediamo che in Giudici (11, 24), ci si riferisce al falso dio Kemosh. Vediamo il passaggio: "Non possiedi tu quello che Kemosh, il tuo dio, ti ha dato di possedere? Così anche noi possederemo il paese di quelli che l'Eterno ha scacciato davanti a noi." --- La differenza si capisce qui: (link alla nota 1) - In pratica mentre Kemosh essendo il dio dei Moabiti viene citato poche volte nella Bibbia (la sua etimologia si riferisce alla dea Shamash), YHWH viene citato 6823 volte nella Bibbia e la sua etimologìa significa “essere”, ossia l’essenza, la Causa Prima. E’ evidente che la parola Elohim si riferisce a volte all’unico e vero Dio ossia YHWH (quando il verbo che segue e’ al singolare), mentre altre volte si riferisce a dei pagani, ossia agli dei adorati dai popoli pagani (e spesso in questo caso il verbo e’ el plurale, anche se altre volte e’ al singolare come in questo caso). D’altronde anche in italiano si puo’ dire: “il tuo dio e’ il sole , mentre io credo nell’unico e vero Dio”. Anche in questa frase si utilizza lo stesso termine, ossia la parola “Dio”, ma se chi la pronuncia e’ credente in Dio come concetto Trascendente, si riferisce al dio sole come falso dio. E’ la stessa cosa, ma Biglino questi concetti li occulta astutamente.


Yuri Leveratto

Nota1-
http://biblehub.com/interlinear/judges/11-24.htm

Per approfondire: Confutazione delle tesi di Mauro Biglino sul Nuovo Testamento: http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/07/confutazione-alle-tesi-di-mauro-biglino.html

sabato 12 marzo 2016

Mauro Biglino sostiene che Mosè ed Elia siano stati rapiti da astronavi

Confutazione:

Dopo aver interpretato fantasiosamente l'evento della Trasfigurazione, Mauro Biglino, nella pagina 157 del suo libro “Antico e Nuovo Testamento libri senza Dio”, torna a sviluppare la sua tesi degli "antichi astronauti", e si dedica ad analizzare i personaggi di Mosè ed Elia. Biglino riporta una frase del Libro "Antichità Giudaiche" di Giuseppe Flavio dove si afferma che una nube scese su di lui e quindi scomparve. In pratica Biglino vuole mostrare che Mosè non morì, ma fu asceso al cielo. In realtà questo fatto potrebbe essere parte di una tradizione extra-biblica. Però nella Bibbia vi è scritto chiaramente che Mosè morì, vediamo il passaggio corrispondente, in Deuteronomio (34, 5-8):

Così Mosè, servo dell'Eterno, morì là, nel paese di Moab, secondo la parola dell'Eterno. E l'Eterno lo seppellì nella valle del paese di Moab, di fronte a Beth-Peor; e nessuno ha conosciuto fino ad oggi il luogo della sua tomba. Or Mosè avevacentovent'anni quando morì; la sua vista non si era indebolita e il suo vigore non era venuto meno. E i figli d'Israele lo piansero nelle pianure di Moab per trenta giorni; poi i giorni di lutto e di pianto per Mosè terminarono.

Ma perchè Biglino vuole far credere che Mosè non morì ma fu rapito in cielo?
Biglino vuol far passare la falsa tesi che anche Mosè sia stato rapito in cielo, perchè vuole dimostrare che anche Mosè come Elia fu rapito da “una macchina volante”, sua tesi che spiega nella pagina 158. 
Biglino inizia a spiegare una delle sue tesi principali: Elia fu rapito in cielo da una macchina volante. Si riferisce al passaggio biblico 2 Re (2, 11): 

Mentre continuavano a camminare conversando, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra loro due. Elia salì nel turbine verso il cielo.

Per Biglino questo passaggio è una prova certa che Elia fu rapito da una astronave guidata dagli Elohim. Nella pagina 158 riporta parte del verso 2, 11 in ebraico, con le sue traduzioni corrispondenti in italiano. 
Naturalmente questa è l’interpretazione fantasiosa di Biglino. Invece l’autore biblico potrebbe aver descritto l’episodio realmente avvenuto raffigurando Elia assunto in cielo da Dio in un carro trainato da possenti cavalli. 
Ma Biglino aggiunge una frase ad effetto: 

“Ciò che ci interessa qui è rilevare che il ruach che preleva Elia è una struttura assolutamente materiale, meccanica, cioè il mezzo volante con cui Elia lascia quel territorio per andare dagli Elohim.”

Il problema è che nel verso (2 Re 2, 11) non si nomina il termine ebraico רוח ruach, e neppure nei versi seguenti fino al (2, 14). Potete verivicare al link citato nella nota 25.
Quindi da dove tira fuori Biglino la parola ruach? Non sappiamo. Comunque Biglino nella pagina 159 fa una serie di domande fantasiose, ipotizzando che fu un astronave (Biglino scrive: oggetto volante) a rapire Elia. 
A pag. 160 Biglino ritorna a focalizzarsi sul Nuovo Testamento e conclude che Mosè ed Elia sono entrambi stati rapiti in cielo (ma come ho fatto notare nella Bibbia non si afferma che Mosè fu rapito in cielo, ma solo che non si conosce il luogo della sua sepoltura). 
Sempre a pagina 160 Biglino riporta il passaggio del Vangelo di Matteo (17, 10)

Allora i discepoli gli domandarono: «Perchè dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?».

Ma poi Biglino sorvola sulla giusta interpretazione. Infatti la risposta di Gesù è questa: Vangelo di Matteo (17, 11-13):

Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista. 

Quindi è lo stesso Matteo che ci rivela che Gesù stava parlando di Giovanni il Battista. 
Nell’ultima parte della pagina 160 Biglino riporta un passaggio delle "Antichità Giudaiche" di Giuseppe Flavio, con lo scopo di rafforzare la sua tesi su Elia. E’ strano come Biglino citi spesso "Antichità Giudaiche" di Giuseppe Flavio dando per certo che sia un testo affidabile, e poi non citi mai il passaggio dello stesso libro detto "Testimonium Flavianum", dove si descrive la vita e la Risurrezione di Gesù (Antichità Giudaiche, XVIII 63-64), oppure dove si descrive il martirio di Giovanni il Battista (Antichità Giudaiche, XVIII 116-119), oppure dove si descrive il martirio di Giacomo il minore (Antichità Giudaiche, XX 200).


Yuri Leveratto

Nota:

25- http://biblehub.com/interlinear/2_kings/2-11.htm

Per approfondire: Confutazione delle tesi di Mauro Biglino sul Nuovo Testamento: http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/07/confutazione-alle-tesi-di-mauro-biglino.html

venerdì 11 marzo 2016

Le errate traduzioni di Mauro Biglino sulle frasi in aramaico pronunciate da Gesù Cristo

Confutazione: 

A pag. 161 del suo libro “Antico e Nuovo Testamento libri senza Dio” Biglino ritorna a prospettare la tesi che Gesù fosse un attivista anti-romano. Dimostra quindi di contraddirsi continuamente: a pag 136 ha scritto che Gesù era un ribelle anti-romano; a pag 146 Biglino ha scritto che Gesù era un potente figlio di un “Elohim”, che per Biglino sarebbe un essere sovrumano, extraterreste; a pag. 161 Biglino torna a sostenere la tesi del Gesù rivoluzionario anti-romano.
Da ciò si dimostra che il Biglino non tiene un filo logico e non ha neppure chiaro quale sia la teoria che vuole esporre.

Quindi passa ad analizzare due frasi dette da Gesù Cristo quando era in croce, queste: 

Vangelo di Matteo (27, 46):

Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?».

Vangelo di Marco (15, 34):

Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?».

Biglino nomina il prof. Giovanni Garbini di Roma e sostiene che lo stesso professore avrebbe fatto rilevare che la frase di Gesù sarebbe la citazione del 

“Salmo 22 in cui un sacerdote pronuncia un suo grido di dolore lamentando di essere tato ingiustamente condannato.”

In più Biglino aggiunge: 

“Orbene la curiosità risiede nel fatto che la frase fatta pronunciare a Giosuè/Gesù è in ebraico con l’inatteso e inspiegabile inserimento di un termine aramaico, il verbo sabachtani, la cui radice non è presente nella lingua ebraica, infatti in ebraico il versetto contiene la formulazione azabtani. Abbiamo quindi una vera stranezza: un’intera frase ebraica (come testimoniato dai termini eloi o eli), vede inspiegabilmnte inserito un verbo aramaico. In quest’ultima lingua infatti la frase avrebbe avuto la seguente formulazione: “il il lemana sebaqtani”, oppure “elahi elahi metul mah sebaqtani”. L’attenta analisi linguistica porta il prof. Garbini a ricostruire l’intero processo che ha portato al testo che noi conosciamo. In sintesi egli afferma che la formulazione originaria ebraica riportasse la radice zbch, che significa “sacrificare” e quindi il vero versetto originario del Salmo 22 avrebbe recitato così: “El mio, El mio perché mi hai sacrificato?”. 

Sembra pertanto che Biglino, ancora una volta con notevole astuzia, stia tentando di supportare nuovamente la fantasiosa teoria che Gesù fosse il figlio di un “Elohim” o extraterrestre che però fu avversato da altri Elohim e quindi fallì il suo progetto di ribellione, finendo sulla croce. Ovviamente per far accettare (al suo pubblico) questa sua teoria deve supportarla con una falsa interpretazione delle scritture. In pratica come già ha tentato di proporre errate traduzioni della lingua ebraica nel Antico Testamento, ora tenta di proporre le sue errate traduzioni della lingua greca nel Nuovo Testamento. Gli interessa particolarmente l’aramaico parlato da Gesù perché su quello può costruire il suo castello di errori e inessattezze che sarà poi la base (non solida, ma scricchiolante), sulla quale costruirà le sue false teorie.  

Innazitutto vediamo cosa dice il Salmo 22. Nel Salmo 22, 1 vi è la parola 
עֲזַבְתָּ֑נִי (notate la seconda parte di questa parola עֲזַבְ) che viene pronunciata ‘ă·za
·tā·nî; (vedere nota 1). Ma viene tradotta in inglese: have you foresaken? (ossia il verbo è “abbandonare” e non “sacrificare” come Biglino erroneamente afferma). 
Secondo studiosi del calibro di Frederick Greenspahn (27), entrambe le versioni della frase in questione sia nel Vangelo di Matteo che nel Vangelo di Marco sembrano essere in aramaico, in quanto la radice  שבק (sbq) “abbandonare” era originariamente in aramaico. In seguito questo termine venne utilizzato nella lingua ebraica. La parola ebraica sinonimo di שבק (sbq)    è עזב ('zb) ed è infatti scritta nel Salmo 22, 1 (nota 1). 

Quindi la traduzione di Biglino secondo la quale Gesù avrebbe detto: ““El mio, El mio perché mi hai sacrificato?”, è completamente errata, in quanto Gesù ha detto: 

«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?».

Ovviamente, sul finire della pagina 162, Biglino da per certo che la sua traduzione (e quindi la sua teoria), sia vera e sostiene che i redattori dei Vangeli avrebbero falsificato la frase iniziale di Gesù, modificandola. 
Biglino continua a sostenere che nel Salmo originale vi sarebbe un grido di rabbia e dolore, e pertanto anche Gesù avrebbe gridato una frase simile esprimendo rabbia e dolore (verso gli extraterrestri Elohim avversari). Inoltre continua a sostenere che i redattori dei Vangeli avrebbero modificato la frase per costruire la figura cristica (aggettivo quest’ultimo che rimanda alla religione new age), basata sull’accettazione del suo ruolo di agnello sacrificale. 

Anche queste affermazioni di Biglino sono completamente prive di logica, perché se i redattori del Vangeli fossero stati realmente in mala fede avrebbero sostituito completamente la frase in questione, magari con una di più semplice presa sulle masse. 
Inoltre Gesù Cristo aveva espresso in moltissime altre occasioni (decine di passaggi nel Nuovo Testamento e non solo nelle Lettere di Paolo di Tarso), quale fosse lo scopo principale della sua venuta sulla terra: “togliere il peccato del mondo” (Vangelo di Giovanni 1, 29), quindi aveva dichiartato in numerose altre occasioni di essere realmente l’Agnello di Dio, e che il suo sarebbe stato il “sacrificio finale e perfetto”. Chi fosse interessato all’analisi di molti dei passaggi biblici dove Gesù spiega quale sarebbe stato lo scopo principale della sua missione sulla terra può cliccare nel link che aggiungo alla nota 2. 
Nella pagina 163 Biglino riporta quella che sembra essere una citazione del Garbini, ossia che il sacrificio non sarebbe stato previsto per il messia davidico. 
Con questa frase Biglino installa il dubbio nel lettore che nella fede ebraica vi sia stata l’attesa di due messia, uno regale (davidico) e uno sacerdotale. Questa teoria è stata esposta già da David Donnini, ma non rispecchia la credenza biblica, bensì la credenza di un gruppo di religiosi della comunità di Qumran, espressa nel testo non biblico “Regola della comunità”, facente parte dei Manoscritti di Qumran.
A tale proposito bisogna ricordare che La “Regola della Comunità” è contenuta non solo nel rotolo 1QS, da cui proviene l’estratto citato da Donnini, ma anche nel rotolo 4QSe, che è più antico: in quest’ultimo rotolo non compaiono i versi di cui sopra (manca la parte da VIII, 15 fino a IX, 12) e di conseguenza non ci sono i riferimenti ai due Messia. E’ possibile pertanto che in origine la “Regola della Comunità” non contenesse affatto questo riferimento, aggiunto in seguito al manoscritto, più recente, ritrovato nella grotta 1. Pertanto è verosimile che la teoria dei due Messia sia stata una aggiunta, ed elaborata soltanto nell’ultima fase degli scritti di Qumran. Pertanto, l’idea che gli ebrei attendessero due messia, innanzitutto non è biblica, ma in secondo luogo, non è affatto provata. 

Yuri Leveratto

Note
1: http://biblehub.com/interlinear/psalms/22-1.htm
2-http://yurileveratto2.blogspot.com/2015/11/lo-scopo-principale-della-missione-di.html

giovedì 10 marzo 2016

Mauro Biglino sostiene che Paolo di Tarso "abbia inventato il Cristianesimo”

Confutazione:

A pag. 136 del suo libro "Antico e Nuovo Testamento libri senza Dio", Biglino continua a sviluppare la sua tesi sostenendo che fu Paolo di Tarso ad inventare la cristologia, ossia il kerygma. 
Questa è una tesi falsa, che è stata smontata ampiamente nel corso della storia, ma periodicamente qualcuno la riutilizza, con lo scopo di portare avanti le sue tesi. 

1- Paolo di Tarso non ha inventato nulla, ma al contrario riporta quello che ha ricevuto. (lo dice lui stesso 1 Corinzi 15, 3).
Paolo di Tarso non predicava in modo diferente dagli Apostoli. E’ lui stesso che ci comunica (Lettera ai Galati cap. 1-cap 2), che aveva incontrato Pietro e Giacomo tre anni dopo la sua conversione e poi quattordici anni dopo (Nel 49). In quell’occasione Pietro e Giovanni diedero la “destra” a Paolo in segno di approvazione. Vediamo:

Lettera ai Galati (2, 9):

“e riconoscendo la grazia a me data, Giacomo, Cefa e Giovanni, ritenuti le colonne, diedero a me e a Bàrnaba la destra in segno di comunione, perché noi andassimo tra le genti e loro tra i circoncisi.”

Inoltre per lo studioso J. Carmignac il Vangelo di Matteo sarebbe stato scritto nel 45 d.C. inizialmente in aramaico (12). Inoltre secondo lo studioso O’Callaghan, uno dei frammenti dei Rotoli del Mar Morto, sarebbe parte del Vangelo di Marco, e risalirebbe addirittura al 50 d.C. (13), (quindi entrambi sarebbero stati scritti prima delle Lettere paoline). 

2-In secondo luogo è improprio dire che Paolo di Tarso avrebbe influenzato gli altri Apostoli e gli Evangelisti. Innanzitutto se prima del concilio di Gerusalemme gli Apostoli si fossero resi conto che Paolo di Tarso sosteneva delle tesi non coincidenti con il messaggio centrale di Gesù Cristo, ossia il kerygma, lo avrebbero allontanato e scomunicato e non gli avrebbero permesso di predicare la parola del Signore. 

3-Non c'è alcuna contraddizione tra i precetti indicati nella Lettera ai Romani (ossia che ci si salva per fede nell’espiazione dei peccati da parte di Gesù Cristo sulla croce) e il Vangelo di Matteo, vediamo infatti questo passaggio del Vangelo di Matteo (1, 20-21):

Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Quindi si afferma che Gesù e' venuto per salvare il suo popolo (ossia i figli di Dio), dai peccati, morendo e versando il suo sangue. Vediamo questi altri passaggi: (20, 28), dove si ribadiscono concetti simili:

Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti»

Vediamo un ultimo passaggio del Vangelo di Matteo (26, 27-28):

Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perchè questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. 

Come si vede il concetto del “riscatto” ossia della morte vicaria, non è tipico di Paolo di Tarso, ma è insito nel Vangelo di Matteo.

4-Le Lettere di Paolo furono dirette alle comunità cristiane dei tessalonicesi, dei corinzi, dei galati, dei filippesi, dei romani, degli efesini e dei colossesi. Pertanto queste lettere inizialmente non giunsero al cospetto degli altri Evangelisti, che quindi non avrebbero certo potuto copiarne i contenuti. 

5-Bisogna considerare che Paolo di Tarso non viaggiò in Egitto, ne a Bisanzio (Costantinopoli), ne in Armenia, ne in Etiopia, ne in Persia e tantomeno in India. Pero' in quei posti si diffuse il kerygma fin dal I secolo, ossia il messaggio centrale del Cristianesimo basato sul pentimento dei propri peccati, sull’espiazione dei peccati da parte di Gesu' Cristo sulla croce e sulla Risurrezione di Gesù Cristo. Chi diffuse il kerygma in quei territori dove Paolo di Tarso non viaggiò? Gli Apostoli, naturalmente. Se Paolo di Tarso avesse inventato qualcosa, e se il suo predicare non fosse stato perfettamente coincidente con l’insegnamento di Gesù Cristo, ne sarebbe risultato che nei luoghi che ho citato si sarebbe diffuso un qualcosa di diverso, mentre solo nelle aree visitate da Paolo si sarebbe diffuso il kerygma, ma come sappiamo non fu così, per esempio in Egitto si diffuse il kerygma e il Cristianesimo apostolico, esattamente uguale al Cristianesimo diffuso da Paolo, e il primo che lo diffuse fu l’Evangelista Marco. E via di seguito per gli altri luoghi da me citati: Andrea per Bisanzio, Giuda Taddeo e Bartolomeo per l’Armenia, Tommaso per l’India ecc. 

6-Paolo di Tarso è andato al martirio pur di non rinnegare quello che aveva detto e scritto su Gesù Cristo. Nessuno va alla morte per divulgare delle menzogne che lui stesso ha inventato. Naturalmente le fonti storiche sul martirio di Paolo di Tarso sono numerose. (14)

7- Inoltre sia Clemente che Policarpo lo descrivono come un beato, quindi veritiero. Vediamo:

Prima Lettera di Clemente XLVII,1:

"Prendete la lettera del beato Paolo apostolo"

Policarpo, Lettera ai Filippesi:

"Poiché né io né un altro come me potrà mai raggiungere la sapienza del beato e glorioso Paolo, il quale, mentre si trovava tra voi, alla presenza degli uomini d’allora, insegnò con tanta esattezza e sicurezza la parola della verità, e, quando fu lontano, vi scrisse lettere , nella cui meditazione voi potrete confermare la fede che vi fu data".

Yuri Leveratto

Per approfondire: Confutazione delle tesi di Mauro Biglino sul Nuovo Testamento: http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/07/confutazione-alle-tesi-di-mauro-biglino.html

Note: 

12-J. Carmignac, Nascita dei Vangeli sinottici, San Paolo, Cinisello Balsamo, 1986.
13-http://www.statveritas.com.ar/Varios/JLoring-01.htm
14-  Abbiamo varie fonti storiche del martirio di Paolo di Tarso, avvenuto probabilmente nel 67 d.C., vediamone alcune:

Lettera di Ignazio di Antiochia agli Efesini (110 AD)

XII. So chi sono e a chi scrivo. Io sono un condannato, voi avete ottenuto misericordia. Io in pericolo, voi al sicuro. Voi siete la strada per quelli che s'innalzano a Dio. Gli iniziati di Paolo che si è santificato, ha reso testimonianza ed è degno di essere chiamato beato. Possa io stare sulle sue orme per raggiungere Dio; in un'intera sua lettera si ricorda di voi in Gesù Cristo.

Lettera ai Romani di Dionigi, vescovo di Corinto (166-174 AD), in Eusebio di Cesarea - Storia Ecclesiastica 25-8

“Con una tale ammonizione voi avete fuso le piantagioni di Roma e di Corinto, fatte da Pietro e da Paolo, giacchè entrambi insegnarono insieme nella nostra Corinto e noi ne siamo i frutti, e ugualmente, dopo aver insegnato insieme anche in Italia, subirono il martirio nello stesso tempo”

Tertulliano –Prescrizione contro le eresie (200 AD)

Come felice è la sua chiesa, su cui gli apostoli riversano tutta la loro dottrina insieme con il loro sangue! Dove Pietro subisce la passione come il suo Signore! Dove Paolo vince la corona in una morte simile a quella di Giovanni, dove l'apostolo Giovanni fu immerso, illeso, in olio bollente, e quindi rimandato in esilio nella sua isola! Vedete ciò che ha imparato, ciò che ha insegnato, e quello che ha avuto comunione con le nostre chiese in Africa!

Lattanzio, De Mortibus Persecutorum (318 AD)

I suoi apostoli erano allora undici di numero, al quale sono stati aggiunti Mattia, al posto del traditore Giuda, e poi Paolo. Poi si dispersero per tutta la terra a predicare il Vangelo, come il Signore loro Maestro gli aveva ordinato; e durante venticinque anni, e fino all'inizio del regno di Nerone, si occuparono di gettare le fondamenta della Chiesa in ogni provincia e città. E mentre Nerone regnava, l'apostolo Pietro è venuto a Roma, e, attraverso la potenza di Dio che gli fu affidata, fece certi miracoli e, convertendo molti alla vera religione, costruì un tempio fedele e saldo al Signore. Quando Nerone sentì parlare di queste cose, e osservò che non solo a Roma, ma in ogni altro luogo, una grande moltitudine di persone abbandonava ogni giorno il culto degli idoli, e, condannando le loro vecchie abitudini, si avvicinava alla nuova religione, lui, un esecrabile e pernicioso tiranno, decise di radere al suolo il tempio celeste e distruggere la vera fede. Fu lui che per primo ha perseguitato i servi di Dio; lui ha crocifisso Pietro e ha fatto uccidere Paolo.

mercoledì 9 marzo 2016

Mauro Biglino sostiene che gli autori del Nuovo Testamento non siano quelli indicati dalla tradizione

Confutazione:

A pag. 135 del suo libro "Antico e Nuovo Testamento libri senza Dio", il Biglino scrive: 

Per il Nuovo Testamento in particolare gli autori cosidetti “canonici” (anche supponendo che siano veramente quelli che conosciamo, cosa che non è più accetata da nessuno studioso), non hanno mai conosciuto il personaggio di cui parlano”. 

In questa frase Biglino ha fatto alcune considerazioni, che possono essere facilmente smentite. Biglino scrive che “nessuno studioso accetta che gli autori cosidetti “canonici” siano veramente quelli che conosciamo”. Bisognerebbe che Biglino portasse le prove documentali che gli autori dei Vangeli non corrispondono effettivamente a Matteo, Marco, Luca e Giovanni. In realtà, il dibattito sulla paternità dei Vangeli dura da circa 1700 anni, fin dai tempi di Eusebio di Cesarea (IV secolo). Sebbene vi siano stati vari studiosi che abbiano proposto che gli autori dei Vangeli non siano stati i quattro tradizionali autori, nessuno ha mai portato una prova definitiva che dimostra questa tesi. Al contrario, vi sono varie prove indirette che dimostrano che gli autori dei quattro Vangeli sono stati proprio i quattro evangelisti citati dalla tradizione, ossia Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Per esempio per Giovanni Apostolo, abbiamo la citazione di Ireneo, che testimonia che lui è l’autore del quarto Vangelo (8). A conferma di questa tesi abbiamo poi il frammento muratoriano, dove si descrive Giovanni come l’autore del quarto Vangelo, coaudiuvato dall’Apostolo Andrea (9). Anche per gli altri Vangeli e per gli altri scritti del Nuovo Testamento vi sono fonti documentali che provano l’attribuzione dell’opera proprio agli otto tradizionali autori (Matteo, Marco, Luca, Giovanni, Paolo di Tarso, Giacomo, Pietro, Giuda)(10). Pertanto vediamo que questa considerazione di Biglino non è basata su fatti storici, ma è solo una sua elucubrazione. Anche la seconda considerazione di Biglino: 

gli autori cosidetti “canonici” non hanno mai conosciuto il personaggio di cui parlano”, 

non ha basi storiche ma è piuttosto una sua considerazione personale. 

Yuri Leveratto

Per approfondire: Confutazione delle tesi di Mauro Biglino sul Nuovo Testamento: http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/07/confutazione-alle-tesi-di-mauro-biglino.html

Note: 
8- «Giovanni, il discepolo del Signore, colui che riposò sul suo petto (Gv 13,3), ha pubblicato anche lui un Vangelo mentre dimorava ad Efeso in Asia» (Adversus Haereses III, 1, 1)
9-testo in latino del frammento muratoriano dove si conferma l’attribuzione a Giovanni del quarto Vangelo: “[...] quarti euangeliorum Iohannis ex discipulis. cohortantibus condiscipulis et episcopis suis dixit Conieiunate mihi hodie triduum, et quid cuique fuerit reuelatum alteratrum nobis enarremus. eadem nocte reuelatum Andreae ex apostolis, ut recognoscentibus cunctis, Iohannes suo nomine cuncta describeret [...]
10-Per esempio per il Vangelo di Marco abbiamo fonti documentali di Eusebio di Cesarea, che riporta questo scritto di Papia di Ierapoli:
« Anche questo il presbitero era solito dire. Marco, che fu interprete di Pietro, scrisse con cura, ma non in ordine, ciò che ricordava dei detti e delle azioni del Signore. Poichè egli non aveva ascoltato il Signore nè era stato uno dei suoi seguaci, ma successivamente, come ho detto, uno di Pietro. Pietro adattava i propri insegnamenti all'occasione, senza preparare un arrangiamento sistematico dei detti del Signore, cosicchè Marco fu giustificato a scrivere alcune delle cose come le ricordava. Poichè egli aveva un solo scopo, non tralasciare nulla di quanto aveva ascoltato e di non scrivere nulla di errato. »
(Papia, citato in Eusebio di Cesarea Storia ecclesiastica, 3.39.15)
Inoltre abbiamo, sempre per il Vangelo di Marco, fonti documentali di Ireneo (Ireneo, Contro le eresie, 3.1, 10.6) e di Tertulliano (Tertulliano, Contro Marcione, 4,5).

martedì 8 marzo 2016

Mauro Biglino sostiene che il peccato originale o ereditato non esiste nella Bibbia

Confutazione:

Innanzitutto vediamo il Salmo 51:

[Al maestro del coro. Salmo di Davide, quando il profeta Nathan venne a lui, dopo che egli aveva peccato con Bathsceba.] Abbi pietà di me, o DIO, secondo la tua benignità; per la tua grande compassione cancella i miei misfatti. Lavami completamente dalla mia iniquità e purificami dal mio peccato. Poiché riconosco i miei misfatti, e il mio peccato mi sta sempre davanti. Ho peccato contro di te, contro te solo, e ho fatto ciò che è male agli occhi tuoi, affinché tu sia riconosciuto giusto quando parli e retto quando giudichi. Ecco, io sono stato formato nell'iniquità, e mia madre mi ha concepito nel peccato. Ma a te piace la verità che risiede nell'intimo, e m'insegni la sapienza nel segreto del cuore. Purificami con issopo, e sarò mondo; lavami, e sarò più bianco della neve. Fammi sentire gioia e allegrezza; fa' che le ossa che hai spezzato festeggino. Nascondi la tua faccia dai miei peccati e cancella tutte le mie iniquità. O DIO, crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito saldo. Non rigettarmi dalla tua presenza e non togliermi il tuo santo Spirito. Rendimi la gioia della tua salvezza e sostienimi con uno spirito volenteroso. Allora insegnerò le tue vie ai trasgressori, e i peccatori si convertiranno a te. Liberami dal sangue versato, o DIO, DIO della mia salvezza, e la mia lingua celebrerà con giubilo la tua giustizia. O Signore, apri le mie labbra, e la mia bocca proclamerà la tua lode. Tu infatti non prendi piacere nel sacrificio, altrimenti te l'offrirei, né gradisci l'olocausto. I sacrifici di DIO sono lo spirito rotto; o DIO, tu non disprezzi il cuore rotto e contrito. Fa' del bene a Sion per la tua benevolenza, edifica le mura di Gerusalemme. Allora prenderai piacere nei sacrifici di giustizia, negli olocausti e nelle offerte da ardere interamente; allora si offriranno torelli sul tuo altare.

Come vediamo tutto il Salmo 51 dimostra che gli ebrei credevano nel peccato ereditato, in particolare il verso (51, 5): "Ecco, io sono stato formato nell'iniquità, e mia madre mi ha concepito nel peccato".

Nella pag. 134 del suo libro “Antico e Nuovo Testamento libri senza Dio” Biglino inizia a delineare quella che è la sua tesi principale, la tesi che gli ha occupato vari hanni della sua vita: dimostrare che Gesù Cristo non è il Figlio di Dio, e che non ha tolto il peccato del mondo. 
Infatti scrive: 

Ma noi dobbiamo prendere atto di due elementi che si presentano con evidenza agli occhi di chi legge la Bibbia con mente libera dai condizionamenti dottrinali. Così facendo apprendiamo che i due elementi fondamentali che spiegherebbero e giustificherebbero la venuta di Cristo sulla Terra sono in realtà fallaci o meglio ancora inesistenti: 
-Il Dio padre sarebbe (secondo la dottrina), il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, cioè Yahweh, ma è chiaro che Yahweh non è Dio, bensì solo uno dei tanti Elohim, che si sono spartiti il territorio.
-Nella Bibbia non c’è traccia di peccato originale.”  

In questi frasi di Biglino che ho appena riportato si delinea tutta la sua strategia, infatti nelle sue conferenze Biglino dice spesso: “Siccome YHWH non è Dio allora Gesù di chi è figlio?”. 
Ma nelle sue elucubrazioni sull’Antico Testamento, Biglino non ha dimostrato che IO SONO - YHWH non è Dio, e non ha neppure dimostrato che gli ebrei dell’epoca pre-cristiana non credessero in YHWH come puro Spirito e Creatore del cielo e della terra. Ovviamente Biglino nei suoi libri e nelle sue conferenze ha fatto risaltare i passaggi che secondo lui indicano qualche forma di violenza da parte di YHWH (dimenticando invece che era semplicemente la punizione che Dio attuava nei confronti di peccatori che lui già sapeva non si sarebbero convertiti, vedere nota 5), e non ha fatto risaltare i passaggi, innumerevoli nell’Antico Testamento, dove gli ebrei si rivolgono a YHWH come puro Spirito, il Creatore del mondo, l’Onnipotente, l’Onniscente, l’Onnipresente, tutte caratteristiche peculiari di Dio, ossia della Causa Prima, e non di un essere alieno (al quale spesso il Biglino allude, insertandosi in un filone, quello degli antichi astronauti, molto di moda in questo periodo, anche per i fantasiosi episodi che appaiono su History Channel). 
Per quanto riguarda il peccato originale, Mauro Biglino afferma spesso che nella Bibbia questo concetto non sarebbe presente. Innanzitutto si può far notare che vi sono correnti nell'ebraismo che invece credono nel concetto del peccato originale e altre che non vi credono, come fa risaltare per esempio l’autore Shaul Magid (2008), nel suo libro “From Metaphysics to Midrash: Myth, History, and the Interpretation of Scripture in Lurianic Kabbala”. (Indiana University Press. p. 238. Retrieved 9 February 2014). (vedi il link alla nota 1a)
(traduzione mia dall’inglese): 

“Ci sono varie fonti antiche rabbiniche che indicano la nozione di un peccato “ereditato” (si intende ereditato da persona a persona), per esempio Pirkei de Rebbe Eliezer 13 e 21, Genesi Raba 12, 5; Levitico Raba 21: 4, Deuteronomio Raba 11, 9. Cohen suggerisce tre categorie basilari di come gli antichi rabbini si sono occupati dell’argomento: 1-Corruzione della stirpe da un punto di vista ereditario 2- Il peccato di Adamo punito attarverso la sua progenie 3- Tutti i peccati sono il risultato delle azioni di Adamo. Cohen suggerisce che molti rabbini ortodossi abbiano optato per il punto 3, mentre Paolo di Tarso optò per il punto 1”. 

Infatti il punto fondamentale è che furono gli Apostoli e gli Evangelisti, che erano ebrei, e che conoscevano molto bene il Tanakh, che diffusero il concetto che Gesù Cristo venne per togliere il peccato. Quindi l’importante è vedere quello che loro credevano, e quello per cui erano disposti a morire. 

Yuri Leveratto

Nota 1a: 
(https://books.google.com.co/books?id=YUbGlHdhBaUC&pg=PA238&lpg=PA238&dq=Lev.+17:11+original+sin&source=bl&ots=bY5eRjixUI&sig=JlHJxlm5rvnNAfZmRCmHC0uC8Ps&hl=en&sa=X&ei=Sr33UsmfM4qTyQHw6IH4AQ&redir_esc=y#v=onepage&q=Lev.%2017%3A11%20original%20sin&f=false)  

Per approfondire: Confutazione delle tesi di Mauro Biglino sul Nuovo Testamento: http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/07/confutazione-alle-tesi-di-mauro-biglino.html

lunedì 7 marzo 2016

Mauro Biglino sostiene che vi sia stato un complotto di falsari del Nuovo Testamento

Confutazione:

A pag. 135 del suo libro “Antico e Nuovo Testamento libri senza Dio” Mauro Biglino scrive: 

Da questo si comprende che il problema del Nuovo Testamento non risiede tanto nelle traduzioni forzate (anche se sono ben presenti), o nelle interpretazioni di un testo scritto in greco, bensì in ciò che hanno deliberatamente inventato quando l’hanno scritto.

Qui Biglino scopre le sue carte e scrive che il Nuovo Testamento sarebbe un libro inventato. La tesi dell’invenzione a tavolino dei Vangeli e della Divinità di Gesù è stata già proposta in passato, ma è stata scartata per vari motivi. 
Ammettiamo per un attimo che Biglino avesse ragione: è stata tutta un’invenzione e la figura di Gesù è stata divinizzata. Qui prodest? Chi ci guadagnava da tutto cio? Nessuno, anzi. 
Innanzitutto analizziamo un primo punto per confutare la tesi di Biglino. Sappiamo che gli autori del Nuovo Testamento furono otto e di questi otto almeno sette erano ebrei (vi sono comunque teorie che anche Luca fosse ebreo, ma comunque è maggioritariamente accettato che Luca fosse un ellenico giudaizzato). Per quale motivo otto ebrei, fedeli quindi alla Legge mosaica, avrebbero dovuto inventare qualcosa di falso, dichiarando il falso e improntando tutta la loro vita con lo scopo di sostenere il falso?
In quel tempo andare in giro a dire che Gesù Cristo era il Figlio di Dio ed era risorto dalla morte era molto pericoloso. Non solo era considerato blasfemia dagli ebrei (che infatti lapidarono molti cristiani, a cominciare da Stefano), ma era pericoloso anche sostenerlo davanti ai romani, per i quali l’imperatore era considerato dio. Quindi, il supposto gruppo di falsari dei Vangeli e degli altri libri del Nuovo Testamento cosa ci guadagnava? Di solito si trama un complotto, e si diffondono idee false per poter lucrarci sopra, o per acquisire alcun potere, ma i primi cristiani non ambivano a nessun potere terreno, anzi, rifuggevano il potere, che consideravano uguale alle tenebre, e e cercavano la Verità, che consideravano essere esattamente una persona: Gesù Cristo. Quello che ho appena scritto deriva dallo studio dell’età patristica prenicena, che a sua volta si basa su documenti storici e ritrovamenti archeologici (tombe cristiane) (7).
Inoltre c’è un altro punto, ancora più importante del primo, che smonta le tesi di Biglino: anche ammesso che un limitato gruppo di persone si fosse unito e abbia scritto i Vangeli a tavolino, come sarebbe stato possibile divulgare la nuova credenza, basata su eventi soprannaturali, alle masse? 
Con un semplice libro non si può convincere qualcuno della Divinità di Cristo e della sua Risurrezione dai morti. Per convincere un non credente a credere, bisognava predicare nelle strade, e bisognava predicare con le lacrime agli occhi, ossia credendoci veramente. Infatti il Cristianesimo non è una credenza in un dio impersonale come per esempio le religioni misteriche, dove si descriveva un’anima universale lontana e fredda. Il Cristianesimo è basato su fatti realmente accaduti e se il predicatore non crede veramente in quello che sta predicando, nessuno gli crederebbe. Ve lo immaginate il gruppo di complottisti falsari, quelli che Biglino dice che scrissero a tavolino i Vangeli, andare a predicare in qualcosa che non credevano loro stessi per primi? E in piu andare a predicare sapendo di poter essere uccisi? La logica stessa sconfessa le tesi del Biglino. 

Yuri Leveratto

Nota 7: http://yurileveratto2.blogspot.com/2015/11/il-cristianesimo-antico-leta-patristica.html --- http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/02/la-condanna-morte-del-console-manio.html

Per approfondire:
Confutazione delle tesi di Mauro Biglino sul Nuovo Testamento: http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/07/confutazione-alle-tesi-di-mauro-biglino.html

domenica 6 marzo 2016

Mauro Biglino sostiene che la Chiesa Romana abbia diffuso false tesi

Confutazione: 

A pag. 133-134 del suo libro “Antico e Nuovo Testamento libri senza Dio” Biglino scrive:

“Queste stesse persone che hanno compreso la natura del Vecchio Testamento, compiono però un passo sucessivo che appare incoerente: affermano che il Nuovo Testamento è diverso e contiene parole di verità pronunciate dal figlio di un Dio di amore che tendeva rivolgere il suo messaggio all’umanità intera inserendola nel suo disegno di salvezza. Un’affermazione semplicistica e immotivata che trova fondamento solo nelle convinzioni della fede che accetta acriticamente le verità diffuse dalla Chiesa romana, perchè bisogna invece prendere atto di una realtà ben diversa”. 

Da questa frase si evince l’acredine che contraddistingue il Biglino, che dimostra di essere risentito con la Chiesa Cattolica romana, per motivi a noi ignoti. Dimostra però di non conoscere affatto la storia del Cristianesimo antico (mi riferisco ai primi tre secoli della nostra era). Come traspare da questa frase, Biglino sosterrebbe che la Chiesa romana abbia costruito un qualcosa di falso, per scopi occulti. Peccato però che la Chiesa romana, nei primi tre secoli della nostra era, (l’era di Cristo), era soltanto una delle Chiese del Cristianesimo, e non vi era una Chiesa dominante. Fino al quinto secolo, infatti, le sedi apostoliche erano cinque: Gerusalemme, Alessandria d’Egitto, Antiochia (attuale Siria), Costantinopoli e Roma. Tuttavia, al di fuori dell’impero romano si erano sviluppate comunità di cristiani sin dal primo secolo, per esempio in Etiopia, in Armenia, ad Edessa (2), in Persia, e persino in India. Tutte queste comunità di Cristiani seguivano l’insegnamento di Cristo per una semplice ragione: perchè qualcuno glielo aveva trasmesso. Chi era quel qualcuno? Gli Apostoli, naturalmente. 
Se la Chiesa romana avesse diffuso delle “false tesi”, spacciandole per verità, non si spiega come queste stesse tesi, ci riferiamo al kerygma, naturalmente, ossia la credenza che Gesù Cristo è l’incarnazione del Verbo, è morto in croce per i nostri peccati ed è risorto dai morti il terzo giorno, si siano diffuse anche in tutte le altre comunità che ho citato. Il kerigma, e tutti il libri del Nuovo Testamento erano già letti e diffusi nel 170 d.C., (come dimostra il frammento muratoriano, vedi nota 3), pertanto la Chiesa romana, il cui potere si è consolidato a partire dal IV secolo, quando Costantino ha ufficializzato il culto (4) e ha attuato un sincretismo con alcuni culti pagani, non ha diffuso alcuna “falsa verità”. 

Yuri Leveratto

Note:
2-Oggi Şanlıurfa, nella Turchia sud-orientale
3-https://en.wikipedia.org/wiki/Muratorian_fragment
4-http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/01/lepoca-post-costantiniana-il-dominio.html

Per approfondire: 
Confutazione delle tesi di Mauro Biglino sul Nuovo Testamento: http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/07/confutazione-alle-tesi-di-mauro-biglino.html

sabato 5 marzo 2016

Considerazioni sull’Antico Testamento e sulla missione di Gesù Cristo, il Figlio di Dio



Non è una novità che ci siano persone che negano la veridicità della Bibbia e che negano che Gesù Cristo sia il Figlio di Dio. Molti lo negano perché sono spinti dall’anticlericalismo, altri invece lo negano perché il messaggio di Gesù Cristo è stato un messaggio esclusivo. In pratica lui ha dichiarato in modo solenne di essere il Figlio di Dio, (Vangelo di Marco, 14, 62) e ha dichiarato di essere la Verità e che solo per mezzo di Lui si va al Padre, (Vangelo di Giovanni 14, 6):

Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Queste, naturalmente, sono frasi inaudite, che nessun essere umano aveva detto prima di lui.
Alcune persone si sentono inconformi con la rivelazione di Dio al mondo. Altri ancora sono risentiti con Dio, per qualche ragione. Pertanto lo negano, ma non si rendono conto che mentre lo negano, lo stanno affermando. Negano Gesù Cristo con ogni mezzo. Alcuni affermano addiritura che non sia mai esistito, (è la teoria del “mito di Gesù”). Questa strategia però non ha dato frutti, in quanto le testimonianze sulla storicità di Gesù, sono talmente tante che oggi nessun storico serio avalla questa strampalata teoria.
Altri affermano che era un rivoluzionario armato, e s’illudono di smontare Gesù Cristo con gli stessi Vangeli. Ma anche questa strategia non ha avuto successo.
Qualcuno invece, adotta una strategia più sottile ed astuta, e riprende le antiche tesi degli gnostici del secondo secolo della nostra era, che non negavano l’esistenza di Gesù Cristo, ma affermavano che egli era un grande saggio, e che però non era il Figlio di Dio. Secondo questa tesi non avrebbe potuto “togliere il peccato del mondo” (Vangelo di Giovanni 1, 29) e naturalmente non avrebbe potuto risorgere dai morti il terzo giorno. Per mostrare Gesù Cristo solo come “grande saggio”, ma non come il Figlio di Dio (che peraltro sono le tesi del Deismo e della Massoneria), si segue anche un’altra vecchia tesi dello gnosticismo: la negazione del Dio vetero-testamentario, il cui nome è IO-SONO (Esodo, 3, 14).
Secondo alcuni studiosi (1) il tetragrama biblico, o YHWH, (uno dei nomi di Dio, il più ricorrente nella Bibbia, citato 6823 volte, la cui pronuncia è Yahweh), deriverebbe dalla radice triconsonantica dell'ebraico biblico היה, che significa “essere”.
Naturalmente Dio, nella Bibbia viene citato innumerevoli volte anche con altri termini: Elohim, El, Shaddai, Elyon, Adonai, ecc. (Kyrios in greco, ossia: Signore) (2).
Ora torniamo alla strategia usata per screditare Gesù Cristo. Si nega il Dio veterotestamentario, con lo scopo ultimo di denigrare Gesù Cristo, in quanto si afferma: “Gesù non può essere Figlio di Dio, perché il Dio vetero-testamentario non era Dio”. Con questo scopo si procede in due modi: con l’etimologia e con la critica testuale con fini denigratori. Nel primo caso alcuni negazionisti sostengono in modo sfacciato che “la Bibbia non descriverebbe Dio”, e affermano che le parole bibliche אלהים (Elohim), יהוה (YHWH), non si riferiscono a Dio, ma hanno altri significati. Queste tesi però sono state confutate da riconosciuti biblisti e studiosi di ebraico (3)(4). Nel secondo caso i negazionisti affermano che il Dio della Bibbia non potrebbe essere Dio in quanto viene mostrato come “violento e sanguinario”.
Queste tesi non sono una novità, ma risalgono ai testi gnostici antichi.
Chi persegue l’obiettivo di denigrare Dio, il Dio della Bibbia, si dimentica che nell’Antico Testamento la punizione violenta era relazionata primariamente alla santità di Dio e alla concezione della giustizia.
In generale gli scritti gnostici, che sono stati confutati 1900 anni or sono,  rispecchiano una visione negativa della creazione. Il Dio vetero-testamentario (IO-SONO, YHWH), sarebbe, nella visione gnostica del II secolo, il demiurgo, che ha creato un mondo imperfetto. Ecco perché per gli gnostici il mondo sarebbe corrotto, e dominato dal male, perché secondo loro il demiurgo era imperfetto.
I primi cristiani però credevano con fermezza assoluta che Gesù Cristo fosse il Dio della creazione biblica, IO-SONO, e questo lo si evince dai seguenti passi dell’Esodo, comparati con i passi del Vangelo di Giovanni. Vediamoli.
Esodo (3, 14):

Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: “Io-Sono mi ha mandato a voi”»

Vangelo di Giovanni (8, 23-24):

E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati».

Vangelo di Giovanni (8, 58):

Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».

Ecco pertanto che da questi scritti ci rendiamo conto che Gesù Cristo veniva identificato come Dio, e non un “dio qualsiasi”, ma l’unico e vero Dio, IO-SONO, che ha creato il mondo, il Dio della Bibbia, dai suoi seguaci, gli Apostoli ed Evangelisti, che erano ebrei, quindi conoscevano le scritture. Naturalmente vi sono moltissimi altri passaggi nei ventisette libri del Nuovo Testamento che identificano Gesù Cristo con Dio, come per esempio il famoso prologo del Vangelo di Giovanni, (1, 1-5 e 1, 14). 
Più avanti in questo articolo analizzeremo altri versi della Bibbia per provare che realmente i primi cristiani, quelli che avevano vissuto con Gesù Cristo, credevano che lui fosse il Signore, l’unico e vero Dio.
Prima di analizzare alcune tesi che negano il Dio vetero-testamentario, mostrandolo come cattivo, soffermiamoci sul messaggio centrale della Bibbia.
Per noi cristiani la Bibbia, considerata nella sua totalità, Antico e Nuovo Testamento, non è altro che la descrizione del progetto di Dio, iniziato con la creazione del mondo e dell’uomo. Dio ha amato l’uomo e per questo gli ha dato il libero arbitrio, la possibilità di fare delle scelte. L’uomo però, dopo essere stato tentato da Satana ha voluto scegliere di scalzare Dio, anzi ha scelto di diventare egli stesso Dio. Per questo si parla di “peccato originale” e di “caduta dell’uomo”. L’uomo ha scelto il peccato e la conseguenza del peccato è la morte. Lettera ai Romani (6, 23):

Perché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore.

Malgrado ciò Dio non ha abbandonato l’uomo. Ha inviato i profeti che annunciavano la missione di suo Figlio sulla terra. Infine ha inviato il Figlio, che è venuto con lo scopo principale di “togliere il peccato del mondo”, (Vangelo di Giovanni 1, 29), e stabilire con il suo sangue, un nuovo patto, tra Dio e l’uomo, il Nuovo Testamento. Se osserviamo la Bibbia da un punto di vista amplio, ci rendiamo conto che essa è fortemente incentrata su Gesù Cristo, che è Dio stesso, il Verbo che si è fatto carne (Vangelo di Giovanni 1, 14).
Ora concentriamoci nella confutazione di alcune tesi che negano il Dio vetero-testamentario, mostrandolo come “cattivo e crudele”.
In primo luogo bisogna considerare il carattere progressivo della rivelazione e il suo compimento nel Nuovo Testamento, con la missione di Gesù Cristo sulla terra.
Secondo gli esegeti della Bibbia, Dio ha considerato le capacità di comprendere il suo messaggio delle persone e dei popoli. Se nell’Antico Testamento vi era una certa rivelazione, è perché evidentemente quel popolo non era ancora in grado di poter ricevere la rivelazione finale. Dio rivela il proprio messaggio ai popoli in relazione ai tempi, alle capacità, ai luoghi. Dio invia profeti, i quali risvegliano delle qualità, delle sensazioni, delle emozioni, e fanno crescere la fede in lui.
Ma i tempi non erano maturi per l’invio del Figlio, per ristabilire il patto di amore tra Dio e l’uomo, patto che fu rotto proprio dall’uomo, con il peccato originale.
Secondo la mentalità vigente nell’Antico Testamento la violenza e la punizione erano relazionate alla giustizia di Dio. Dio mostrava la sua giustizia con la punizione, perché ancora non aveva inviato il Figlio.
Aveva inviato profeti, per annunciare proprio la venuta del Figlio. Infatti nei Libri dell’Antico Testamento vi sono circa trecento profezie che indicano l’arrivo del Figlio, (ad esempio nel Libro di Isaia 53, 3, 9).
Ma proprio perché il Figlio non era arrivato e non aveva potuto salvare il mondo, il patto tra Dio e l’uomo era ancora “antico”. Proprio per questo ogni trasgressione o peccato contro Dio dovevano per forza essere puniti severamente o con la morte, certo, perché il Figlio non era ancora arrivato.
La punizione violenta era pertanto relazionata con la santità di Dio e la vendetta era pertanto un mezzo per far regnare la giustizia tra i popoli.
Dio (IO-SONO-YHWH) era un Padre severo che puniva i peccati se necessario con la morte. (Il diluvio ne è l’esempio più significativo, Genesi 7, 17).
Puniva chi non gli obbediva e trasgrediva la legge, puniva chi non aveva fede in lui e provava la fede di coloro ai quali si era rivelato, per esempio nel sacrificio di Isacco (Genesi 22, 1-18).
Il Dio vetero-testamentario doveva per forza essere giusto, punendo i peccati, esattamente come lo è il Dio neo-testamentario. Ma nel Nuovo Testamento Gesù Cristo è venuto proprio per togliere il peccato del mondo e ristabilire il patto iniziale tra Dio e l’uomo. Ora non vi è più punizione terrena (salvo in casi particolari), ma chi crede in Gesù Cristo è salvo. Proprio per questo Dio ha inviato suo Figlio, che è Dio stesso, il Verbo, per poter salvare il mondo.

Soffermiamoci ora su alcuni passi dell’Antico testamento che sono spesso citati per far risaltare la violenza come mezzo di punizione dei peccati.
Libro dei Numeri (31, 1-24):

Il Signore parlò a Mosè e disse: «Compi la vendetta degli Israeliti contro i Madianiti, quindi sarai riunito ai tuoi padri». Mosè disse al popolo: «Si armino fra voi uomini per l’esercito e marcino contro Madian, per eseguire la vendetta del Signore su Madian. Manderete in guerra mille uomini per tribù, per tutte le tribù d'Israele». Così furono reclutati, tra le migliaia d'Israele, mille uomini per tribù, cioè dodicimila armati per la guerra. Mosè mandò in guerra quei mille uomini per tribù e con loro Fineès, figlio del sacerdote Eleàzaro, il quale portava gli oggetti sacri e aveva in mano le trombe dell'acclamazione.
Marciarono dunque contro Madian, come il Signore aveva ordinato a Mosè, e uccisero tutti i maschi. Tra i caduti uccisero anche i re di Madian Evì, Rekem, Sur, Cur e Reba, cioè cinque re di Madian; uccisero di spada anche Balaam figlio di Beor. Gli Israeliti fecero prigioniere le donne di Madian e i loro fanciulli e catturarono come bottino tutto il loro bestiame, tutte le loro greggi e ogni loro bene; appiccarono il fuoco a tutte le città che quelli abitavano e a tutti i loro recinti, e presero tutto il bottino e tutta la preda, gente e bestiame. Poi condussero i prigionieri, la preda e il bottino a Mosè, al sacerdote Eleàzaro e alla comunità degli Israeliti, accampati nelle steppe di Moab, presso il Giordano di Gerico.
Mosè, il sacerdote Eleazaro e tutti i principi della comunità uscirono loro incontro fuori dell'accampamento. Mosè si adirò contro i comandanti dell'esercito, capi di migliaia e capi di centinaia, che tornavano da quella spedizione di guerra. Mosè disse loro: «Avete lasciato in vita tutte le femmine? Proprio loro, per suggerimento di Balaam, hanno insegnato agli Israeliti l'infedeltà verso il Signore, nella faccenda di Peor, per cui venne il flagello nella comunità del Signore. Ora uccidete ogni maschio tra i fanciulli e uccidete ogni donna che si è unita con un uomo; ma tutte le fanciulle che non si sono unite con uomini, conservatele in vita per voi. Voi poi accampatevi per sette giorni fuori del campo; chiunque ha ucciso qualcuno e chiunque ha toccato un cadavere si purifichi il terzo e il settimo giorno; questo per voi e per i vostri prigionieri. Purificherete anche ogni veste, ogni oggetto di pelle, ogni lavoro di pelo di capra e ogni oggetto di legno». Il sacerdote Eleazaro disse ai soldati che erano andati in guerra: «Questo è l'ordine della legge che il Signore ha prescritto a Mosè: L'oro, l'argento, il rame, il ferro, lo stagno e il piombo, quanto può sopportare il fuoco, lo farete passare per il fuoco e sarà reso puro; ma sarà purificato anche con l'acqua della purificazione; quanto non può sopportare il fuoco, lo farete passare per l'acqua. Vi laverete le vesti il settimo giorno e sarete puri; poi potrete entrare nell'accampamento».  

I madianiti erano responsabili di aver corrotto Israele con adulterio e idolatria, e per tanto il Signore ha ordinato la loro distruzione.
In questa situazione Mosè ha agito soprattutto come capo militare. La sua decisione, molto dura, è stata presa per preservare la purezza della fede nel popolo di Dio, che era corrotta da donne pagane. Nella cultura del tempo questo atteggiamento, anche se a noi appare eccessivamente violento, era normale, in quanto gli ebrei erano circondati da nazioni ostili.
Altre volte era Dio stesso che puniva le persone che non si sottomettevano a lui, che peccavano o che avevano lottato contro Israele. Nella sua infinita saggezza Dio sapeva se una persona era dominata da Satana, e pertanto attuava la punizione severa. Altre volte l’autore biblico ha considerato che Dio, nella sua infinita potenza, dovesse preservare il popolo di Israele dalla corruzione di altri popoli che non si sottomettevano a Dio. La violenza si utilizzava come punizione per alcune violazioni della Legge, o per vendetta per quei popoli che avevano tentato di distruggere Israele.
Uno dei passaggi biblici più significativi su questo argomento è la distruzione di Sodoma e Gomorra (Genesi 19, 1-26), dove appunto IO-SONO distrugge addirittura delle città, perché sapeva che tutti coloro che vi vivevano erano impregnati di peccato e non avrebbero potuto redimersi.
La punizione violenta era pertanto vista in relazione alla santità di Dio e come una forma di giustizia.
Alcune volte il colpevole di idolatria è lapidato (Deuteronomio 17, 2-5). Nel libro dei Numeri (16, 29-30), l’autore biblico esprime un desiderio di vendetta contro coloro i quali si erano ribellati contro Mosè:

Se questa gente muore come muoiono tutti gli uomini, se la loro sorte è la sorte comune a tutti gli uomini, il Signore non mi ha mandato; ma se il Signore fa una cosa meravigliosa, se la terra spalanca la bocca e li ingoia con quanto appartiene loro e se essi scendono vivi agli inferi, allora saprete che questi uomini hanno disprezzato il Signore». 

Nel Primo Libro dei Re il profeta Elia, uccide i sacerdoti di Baal (1 Re 18,40).

Elia disse loro: «Afferrate i profeti di Baal; non ne scappi uno!». Li afferrarono. Elia li fece scendere nel torrente Kison, ove li scannò.

Nei Salmi in generale Dio sostiene il popolo eletto nella lotta contro gli altri popoli. Vediamo un passaggio dei Salmi che spesso viene citato per ribadire la violenza nell’Antico Testamento. Libro dei Salmi (136):

Sui fiumi di Babilonia, là sedevamo piangendo al ricordo di Sion. Ai salici di quella terra appendemmo le nostre cetre. Là ci chiedevano parole di canto coloro che ci avevano deportato, canzoni di gioia, i nostri oppressori: «Cantateci i canti di Sion!». Come cantare i canti del Signore in terra straniera? Se ti dimentico, Gerusalemme, si paralizzi la mia destra; mi si attacchi la lingua al palato, se lascio cadere il tuo ricordo, se non metto Gerusalemme al di sopra di ogni mia gioia. Ricordati, Signore, dei figli di Edom, che nel giorno di Gerusalemme, dicevano: «Distruggete, distruggete anche le sue fondamenta». Figlia di Babilonia devastatrice, beato chi ti renderà quanto ci hai fatto. Beato chi afferrerà i tuoi piccoli e li sbatterà contro la pietra.

Quest’ultima frase è molto dura, ma bisogna considerarla nel contesto. Sappiamo che nell’Antico Testamento vigeva la legge occhio per occhio dente per dente. In questo Salmo si richiama a una punizione per i Babilonesi. Babilonia aveva distrutto Gerusalemme e i salmisti hanno scritto che Babilonia sarà distrutta da Dio, come in effetti fu.

Di solito coloro i quali negano la santità e la Divinità di IO-SONO, (YHWH), negano anche la sacralità dei sacrifici animali nell’Antico Testamento. Sostengono che era una pratica barbara e che detta pratica istigherebbe al male. Ma nell’Antico Testamento Dio ha prescritto i sacrifici animali per espiare temporaneamente il peccato. Vediamo il corrispondente passo del Libro Levitico (4, 32-35):

Se porterà una pecora come offerta per il peccato, porterà una femmina senza difetto. Poserà la mano sulla testa della vittima offerta per il peccato e la scannerà, in sacrificio per il peccato, nel luogo dove si scanna la vittima per l’olocausto. Il sacerdote prenderà con il dito un po’ del sangue della vittima per il peccato e lo porrà sui corni dell’altare degli olocausti e verserà tutto il resto del sangue alla base dell’altare. Preleverà tutte le parti grasse, come si preleva il grasso della pecora del sacrificio di comunione, e il sacerdote le brucerà sull’altare, in aggiunta alle vittime consumate dal fuoco in onore del Signore. Il sacerdote compirà per lui il rito espiatorio per il peccato commesso e gli sarà perdonato.

Nell’Antico Testamento Dio aveva ordinato di sacrificare animali perfetti, senza macchia. La persona che offriva il sacrificio s’identificava con l’animale e doveva ucciderlo. Gli ebrei credevano che questo rito provvedesse il perdono dei peccati da parte di Dio.
Il sacrificio animale serviva pertanto come “punizione” nei confronti di un peccatore, infatti si uccideva un agnello del suo gregge. Gli si toglieva un animale, prezioso in tempi di carestia, ed inoltre il peccatore, vedendo che l’animale innocente moriva, sentiva pena per quell’essere vivente che moriva a causa del suo peccato.
Naturalmente tutto questo presagiva il sacrificio finale e perfetto di Gesù Cristo sulla croce, che è l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo (Vangelo di Giovanni, 1, 29)
Nell’Antico Testamento però non vi sono solo episodi di violenza per punire il peccatore o per vendicare un torto subito. Vi sono anche insegnamenti di condanna e correzione della violenza. Vediamo per esempio questo passo nei Proverbi (21, 7-8):

La violenza degli empi li travolge,
perché rifiutano di praticare la giustizia.
La via dell'uomo criminale è tortuosa,
ma l'innocente è retto nel suo agire.

Vediamo anche questo passaggio dei Salmi (61, 11):

Non confidate nella violenza,
non illudetevi della rapina;
alla ricchezza, anche se abbonda,
non attaccate il cuore.

In certi casi i profeti condannano gli atti di violenza di cui si è macchiato Israele, per esempio in Osea (4, 1-2):

Ascoltate la parola del Signore, o Israeliti,
poichè il Signore ha un processo
con gli abitanti del paese.
Non c'è infatti sincerità nè amore del prossimo,
nè conoscenza di Dio nel paese.
Si giura, si mentisce, si uccide,
si ruba, si commette adulterio,
si fa strage e si versa sangue su sangue.

Nel Deuteronomio (27, 17-19) si comanda di rispettare i diritti dei deboli, degli stranieri, e di chi ha perso i propri cari (orfani o vedove):

Maledetto chi sposta i confini del suo prossimo! Tutto il popolo dirà: Amen.
Maledetto chi fa smarrire il cammino al cieco! Tutto il popolo dirà: Amen.
Maledetto chi lede il diritto del forestiero, dell'orfano e della vedova! Tutto il popolo dirà: Amen.

Nel Libro delle Lamentazioni (3, 34-36), si difendono i diritti dell’uomo in generale, e si afferma che Dio vede le ingiustizie.

Quando schiacciano sotto i loro piedi
tutti i prigionieri del paese,
quando falsano i diritti di un uomo
in presenza dell'Altissimo,
quando fan torto a un altro in una causa,
forse non vede il Signore tutto ciò?

Ecco che lentamente il messaggio progressivo della rivelazione divina inizia ad individuare colui che sarà il Salvatore del mondo e che sancirà un nuovo patto, con l’umanità. A tale proposito vediamo la famosa profezia di Isaia (53: 3-9):

Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia;
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori;
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per le nostre colpe,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l’iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.
Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;
chi si affligge per la sua posterità?
Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,
per la colpa del mio popolo fu percosso a morte.
Gli si diede sepoltura con gli empi,
con il ricco fu il suo tumulo,
sebbene non avesse commesso violenza
nè vi fosse inganno nella sua bocca.

Ecco pertanto che già Isaia aveva predetto, vari secoli prima della venuta di Gesù Cristo sulla terra, che il Messia avrebbe dovuto caricarsi delle nostre sofferenze e addossarsi i nostri dolori.
Iniziamo a comprendere il concetto della rivelazione progressiva. Essa inizia con Abele e Caino. “Chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte” (Genesi 4, 15). Poi ci sarà la legge del taglione: “Vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede” (Deuteronomio 19, 21). Non è che Dio ha cambiato idea, è semplicemente che si è passati da una punizione durissima (uno per sette), a una punizione dura (uno per uno). Lentamente si passa ad altre rivelazioni: “Non fare a nessuno ciò che non piace a te” (Tobia 4, 15). Ed ecco la rivelazione ultima e perfetta: Vangelo di Matteo (5, 38-39):

“Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pòrgigli anche l’altra”.

(Vangelo di Matteo 5, 43-45):

“Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinchè siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti”

Cosa succede? Dio ha cambiato idea? No, niente affatto, il messaggio, è sempre dello stesso Dio! Ma ora è arrivato il Figlio. Ora non vi può più essere la legge del taglione. Ora vi è il Figlio! Con il Figlio, con la sua era, i peccati non possono essere pagati con la vendetta sulla terra. Proprio perché il Figlio ha dato a tutti, credendo in lui, la possibilità di redimersi e di salvarsi.
Ora non vi è più spazio per vendetta, o per violenza. Gesù Cristo perdona i suoi carnefici. Salva chi crede in lui. E condanna chi non crede in lui, ma non in questa vita, solo nella vita dopo la morte. La croce, che è simbolo di una violenza estrema fatta sull’uomo, diventa pertanto il mezzo finale e perfetto di riconciliazione degli uomini con Dio.
Nel Nuovo Testamento, che è valido solo con la morte del testatore (Lettera agli Ebrei 9, 15-17), non vi è più violenza materiale, ma solo castigo futuro e spirituale, ecco che si spiegano vari passi del Nuovo Testamento. Per esempio, (Apocalisse 19, 21):

“Tutti furono uccisi dalla spada che usciva dalla bocca del Cavaliere” 

E il passo del Vangelo di Giovanni (5, 26-29), dove Gesù indica che il Figlio giudicherà alla fine dei tempi:

Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.

Il Nuovo Testamento è un cambio di paradigma, una rivoluzione assoluta, un terremoto sconvolgente. Non più “occhio per occhio e dente per dente”, ma “amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano”.

Vediamo alcuni altri passaggi dove si identifica Gesù Cristo come Dio, il Creatore del mondo, IO-SONO.
Nel libro di Daniele (9, 9), si afferma che Dio perdona i peccati:

al Signore, nostro Dio, la misericordia e il perdono, perché ci siamo ribellati contro di lui, 

Nella Lettera ai Colossesi (3, 13) si afferma che Gesù Cristo perdona i peccati:

sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi.

IO-SONO è il primo e ultimo

Libro di Isaia (44, 6):

Così dice il Signore, il re d’Israele,
il suo redentore, il Signore degli eserciti:
«Io sono il primo e io l’ultimo;
fuori di me non vi sono dei.

Gesù Cristo primo e ultimo

Apocalisse (1, 17):

Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la sua destra, disse: «Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo, 

IO-SONO salva

Libro di Isaia (43, 3):

poiché io sono il Signore, tuo Dio,
il Santo d’Israele, il tuo salvatore.
Io do l’Egitto come prezzo per il tuo riscatto,
l’Etiopia e Seba al tuo posto.

Gesù Cristo salva

Lettera a Tito, (2, 13)

nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. 

IO-SONO giudica

Salmi (96, 13):

davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli.

Gesù Cristo giudica

Seconda Lettera a Timoteo (4, 1):

Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno:

IO-SONO redentore

Libro di Isaia (44, 17):

Dice il Signore, tuo redentore,
il Santo d’Israele:
«Io sono il Signore, tuo Dio,
che ti insegno per il tuo bene,
che ti guido per la strada su cui devi andare.

Gesù Cristo redentore

Lettera agli Ebrei (9, 12):

Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.

Per concludere, riporto alcuni celebri passaggi del Vangelo di Giovanni (3, 16-18):

Dio infatti ha tanto amato il mondo, che ha dato il Figlio suo Unigenito, affinchè chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non mandò il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome del Figlio Unigenito di Dio.

Cosa vogliono dire questi passi? Con l’arrivo del Figlio il patto antico è sciolto. Ora vi è un nuovo patto. Nella pienezza dei tempi è giunto il Figlio sulla terra e Dio lo ha inviato non per condannare ma per salvare il mondo, per espiare tutti i peccati con il suo sangue e dare la sua vita per i suoi amici. Chi lo accetta è già salvo, ma chi non crede in lui è già condannato. La fede è sempre stata il cardine dell’universo. Anche Abramo aveva dovuto provare la sua fede. Anche ora ci sono richiesti atti di fede in lui. Ma ora non dobbiamo e non possiamo chiedere a Dio che punisca sulla terra i malvagi. Ora possiamo solo credere, avere fede in lui. Il giudizio e la punizione per i malvagi spetta solo a Dio.

YURI LEVERATTO
Copyright 2016

Note:
1-http://www.jewishencyclopedia.com/articles/11305-names-of-god
2-https://en.wikipedia.org/wiki/Names_of_God_in_Judaism
3-https://en.wikipedia.org/wiki/Names_of_God_in_Judaism
4-https://en.wikipedia.org/wiki/God_in_Judaism