giovedì 14 gennaio 2010

Pratiche sciamaniche nell’Amazzonia colombiana



L’Amazzonia colombiana è uno degli ultimi territori vergini del Sud America. Essendo estesa circa mezzo milione di chilometri quadrati rappresenta poco più del 7% dell’intero bacino del Rio delle Amazzoni.
E’ solcata da immensi fiumi: il Putumayo (detto Ica in Brasile, lungo 1500 km), e il Caquetá (detto Yapurá in Brasile, 2850 km), entrambi affluenti diretti del Rio delle Amazzoni; l’Apaporis (805 Km), e il Vaupés (1050 km), rispettivamente affluenti del Caquetá e del Rio Negro.
Nella conca del Vaupés hanno vissuto sin da tempi remotissimi indigeni di etnia Arawak, che probabilmente erano originari del Rio Xingú (anche se alcuni antropologi situano la loro origine nell’attuale Roraima).
In un orizzonte temporale imprecisato, probabilmente duemila anni prima di Cristo, giunsero nella conca del Vaupés popoli d’idioma Tukano, una lingua non appartenente alle tre famiglie più diffuse in Amazzonia (Arawak, Caribe e Tupi Guaraní).
I Tukano che ancora oggi vivono nel bacino del Vaupés colombiano, si dividono a loro volta in Desana, Barasana, Bará, Tukano propriamente detti e Tatuyo.
La loro esistenza è costantemente minacciata sia da narcotrafficanti che utilizzano le loro terre per piantagioni illegali di coca, sia da cercatori d’oro irregolari senza scrupoli. Ultimamente però un territorio per loro ancestrale, la Serrania del Taraira, è stata dichiarata parco naturale protetto (detto Yaigojé Apaporis), e si è evitata così l’aberrante possibilità di uno sfruttamento su larga scala di oro, che avrebbe comportato elevati rischi di contaminazione delle acque dei fiumi da cianuro e mercurio.
I Tukano hanno una visione del mondo molto distinta dai discendenti degli Europei che vivono in Sud America.
Innanzitutto, come tutti gli autoctoni d’America, producono solo quello che gli serve per vivere dignitosamente e non accumulano eccedenze di produzione per poi rivenderle in momenti di scarsità o bisogno, tentando di lucrarci sopra.
E’ questa la grande differenza tra i Tukano (come altri indigeni d’Amazzonia), e l’uomo occidentale. L’insensata corsa al cosiddetto progresso, che porta l’uomo moderno ad accumulare beni materiali pensando di poterli vendere lucrandoci, non conquista le menti degli autoctoni, che invece cercano soprattutto di vivere in armonia con il loro ambiente.
Con lo scopo di raggiungere e mantenere l’equilibrio i Tukano hanno sviluppato alcune norme che controllano la crescita della popolazione, lo sfruttamento dei suoli, la caccia, la pesca e il comportamento interpersonale.
L’obiettivo finale della società Tukano è il raggiungimento di un insieme di persone felici, in pace con se stessi e le altre etnie, ed in totale equilibrio con l’ambiente, senza produzione di rifiuti contaminanti.
I luoghi sacri per i Tukano sono siti appartati dove si crede che dimorino gli spiriti degli antenati: la selva più profonda e le sorgenti dei fiumi.
Molta importanza hanno anche gli anfratti, nelle profondità dei fiumi, dove si crede vivano enormi anaconda, mostri che danno la vita e che la distruggono. Questi cavità sinuose del fiume vengono considerate come fossero uteri di donne, dove si genera la vita.
Le colline che si ergono sulla selva (cerros in spagnolo), sono anch’esse ritenute sacre dai Tukano. Nelle grotte si possono trovare resti ossei d’animali uccisi in epoche remote dagli antenati dei Tukano; spesso nelle pareti delle caverne vi sono dei pittogrammi e petroglifi, lasciati in eredità ai posteri dagli antichi abitatori di queste vallate. Per i Tukano sono luoghi sacri, dove vi sono gli spiriti dei loro antenati
Sono le stesse credenze ataviche che spingono i Tukano a regolare il tasso di natalità, non portare a termine grandi battute di caccia che potrebbero causare l’estinzione d’animali, evitare di pescare in zone di fiumi dove i pesci si riproducono, regolare le pratiche sessuali eccessive, e controllare i comportamenti aggressivi dei membri della società.
Al vertice della società Tukano vi è lo sciamano, persona che viene riconosciuta da tutti come il più adatto a mediare tra le forze sopranaturali e gli esseri viventi del pianeta.
Nella visione Tukano, l’Universo è stato creato dal Padre Sole, che ha concepito tre livelli cosmici: la superficie della Terra, la volta celeste e l’inframondo, una specie di regione paradisiaca situata sotto terra.
Poi ha creato gli animali e le piante e li ha posti sotto tutela di esseri sopranaturali.
Da notare che l’Universo Tukano non è infinito, come nella concezione scientifica occidentale, ma finito e limitato e con ciò le risorse disponibili sono viste come ristrette e scarse.
Anche la concezione su cosa sia l’energia dal punto di vista dei Tukano, e come sia giusto e adeguato consumarla, differisce dalla visione occidentale.
Per esempio, quando si raccolgono pannocchie di mais o radici di manioca e poi si consumano, o quando si uccide un animale per rifornirsi di proteine, i Tukano credono che l’energia della flora e fauna diminuisca, ma quella globale resti inalterata, poiché colui che si alimenta di mais, manioca o carne ha assunto la forza riproduttiva e spirituale che apparteneva alla pianta o all’animale.
Una delle più note entità soprannaturali che secondo i Tukano tutelano e controllano gli animali è il cosiddetto “padrone degli animali” rappresentato come un nano con esagerati attributi fallici.
Il “padrone degli animali”, considerato una specie di guardaboschi, protegge e vigila orsi, tapiri, cervi, scimmie, bradipi e tutte le altre specie che fanno parte della dieta dei Tukano.
Di solito è lo sciamano che ottiene dal “padrone degli animali” il permesso di uccidere una preda, ma solo dopo prolungati periodi d’astinenza sessuale, diete alimentari e riti di purificazione, che hanno la funzione indiretta di evitare prolungati periodi di caccia eccessiva.
Anche per ottenere il permesso di pescare lo sciamano si avvicina spiritualmente al “padrone degli animali” quando raggiunge lo stato di trance narcotico, causato di solito dall’ingestione di ayahuasca, yajé (banisteriopsis caapi) mischiata con chacruna (psychotria viridis).
Un'altra restrizione della società Tukano è la proibizione di nutrirsi di carne nei periodi quando la donna è soggetta a gravidanza, parto o mestruazione. Durante questi periodi la famiglia intera si ciba esclusivamente di vegetali.
Anche la raccolta di frutti silvestri, noci, miele, insetti o larve commestibili, come quella di foglie di palma o legno per le capanne, argilla da utilizzare per la ceramica e ogni altra risorsa, devono essere autorizzate dallo sciamano, che a sua volta ottiene il permesso dal rispettivo essere sopranaturale che vigila e protegge ogni animale, pianta o risorsa disponibile.
Le credenze Tukano si convertono così in un potente sistema per mantenere l’equilibrio della popolazione rispetto alle risorse disponibili.
La teoria su che cosa origini le malattie degli esseri umani è fortemente relazionata con il mantenimento dell’equilibrio nel sistema.
Quando per qualche ragione quest’equilibrio viene a cadere, si genera una malattia o un disturbo. Ma cosa ha fatto cadere l’equilibrio?
I Tukano credono che la caccia eccessiva, lo sfruttamento delle risorse in modo esagerato, l’invidia tra le persone, le pratiche sessuali smodate e la non adorazione degli esseri sopranaturali, porti ad un disequilibrio, o instabilità del sistema.
Lo sciamano percepisce questi disequilibri quando entra in stato di trance, ma anche quando sogna. Per esempio se lo sciamano sogna un particolare animale ciò viene interpretato come la caccia eccessiva che è stata fatta a quell’animale. Quindi lo sciamano assume il controllo diretto delle pratiche venatorie: controlla la quantità e concentrazione del veleno (curare), da utilizzare nelle frecce; decide il numero d’animali che devono essere uccisi; determina quali pesci devono essere ributtati nel fiume dopo averli tirati su con una rete, prima che muoiano; controlla la fabbricazione di una maloca, di una canoa, o supervisiona l’apertura di nuovi sentieri nella selva.
Per i Tukano gli animali hanno una grande importanza: mentre nella società occidentale sono soprattutto carne da macello, o a volte sono “schiavizzati” nei circhi, o tenuti prigionieri nelle gabbie degli zoo, o uccisi in modo aberrante nelle “corride”, o utilizzati come cavie viventi negli infami esperimenti di vivisezione, nella visione Tukano sono utilizzati come alimento (non in forma massificata), e sono esempio di vita per il comportamento umano.
Per esempio: l’organizzazione degli insetti, il senso dell’orientamento degli uccelli, la precisione e la velocità dei felini sono tutte qualità che i Tukano apprezzano e tentano di imitare. Sono i cosiddetti “totem”, in senso figurato, che appaiono ancora oggi in altre culture amazzoniche come quella degli Ashaninka o Tikuna. Per esempio l’aquila, vista come simbolo di maestosità e vicinanza con il Sole, ovvero con Dio; il giaguaro, visto come metafora della forza e precisione, esempio per il mondo terreno; il serpente, considerato come allegoria dell’inframondo, ma anche come immagine dell’eterno divenire.
Considerati in quest’ottica, i Tukano sono perfettamente integrati nell’ambiente in cui vivono. L’uomo occidentale invece, con la sua insensata corsa al lucro, ha formato una società in perenne disequilibrio, dove pochi vivono nel lusso e basano il loro potere nel profitto mentre molti stentano, il tutto a scapito dell’ambiente e degli animali.
Di solito quando un membro della società Tukano percepisce un disequilibrio nel suo organismo, lo sciamano lo interroga e gli chiede quale sia la quantità di carne che ingerisce normalmente e se alcun animale sia apparso nei sui sogni. In seguito a queste informazioni lo sciamano decide di imporre delle restrizioni sul consumo di carne, sulla caccia e sul comportamento generale del soggetto in questione.
L’iniziazione sciamanica è un processo complesso che porta un limitato gruppo di persone ad acquisire i necessari insegnamenti da alcuni anziani, basilari per poi poter accedere al mondo degli esseri soprannaturali. Il piccolo gruppo di uomini vive in isolamento per vari mesi, cibandosi unicamente di manioca. Di notte si balla e si canta sotto l’influenza di piante allucinogene.
L’inevitabile perdita di peso corporeo e la vita isolata sono alla base di un processo rigenerativo, che porterà poi l’aspirante sciamano a “rinascere” da un punto di vista spirituale. Durante questo processo il maestro somministra all’iniziato una serie di piante allucinogene specificamente preparate: per esempio si aspira rapé (tabacco aromatizzato), attraverso le fosse nasali, e si assume corteccia di virola (virola calophylla).
Dopo aver assorbito queste sostanze, aver cantato e suonato alcuni strumenti musicali tradizionali, gli iniziati guardano ad oriente verso la direzione della corrente dei fiumi. Quindi assumono lo yajé (ayahuasca con chacruna). Durante la cerimonia d’iniziazione osservano uno stretto digiuno. Dopo vari giorni di meditazione e assunzione di sostanze allucinogene, riprendono le loro funzioni normali, alimentandosi unicamente di brodo di manioca e pesce.
Lo scopo dell’iniziazione è che il soggetto, durante lo stato di trance, raggiunga uno stato di coscienza della propria esistenza e dimostri di poter arrivare ad uno stato di equilibrio.
I Tukano di oggi, che assommano in Colombia a circa 7000 persone (mentre in Brasile sono circa 3000 che vivono nella area indigena Alto Rio Negro), tentano di conciliare le tradizioni e le credenze ataviche con le inevitabili tendenze della società colombiana. A mio parere è un errore isolarli in territori indigeni dove saranno soggetti inevitabilmente ad un lento declino. E’ bene che intercambino informazioni con i non-indigeni, sempre e quando le loro terre non siano invase da persone violente e cercatori d’oro senza scrupoli. 

YURI LEVERATTO
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