giovedì 24 gennaio 2013

La Massoneria come concausa della Rivoluzione francese


Mentre la rivoluzione americana, che ha portato poi alla fondazione degli Stati Uniti d’America è stata, senza ombra di dubbio, guidata da persone appartenenti alla Massoneria, tra i quali il primo presidente George Washington, per la rivoluzione francese non è così semplice individuare un nesso certo tra le logge massoniche, peraltro frequenti nella Francia del secolo XVIII, e la fine della monarchia assoluta. 
Inoltre, mentre in America la monarchia britannica era vista come un potere opprimente e lontano, e quindi la maggioranza degli americani era favorevole all’autodeterminazione, in Francia la monarchia aveva radici secolari, ed erano molti coloro i quali che, pur volendo diminuire il disagio sociale delle classi basse, erano favorevoli ad un ruolo costituzionale del re.
La rivoluzione si sviluppò in seguito ad alcuni cambiamenti epocali.
Già a partire dalla metà del secolo XVIII l’influenza dell’Illuminismo aveva posto l’uomo al centro del mondo, e aveva messo in dubbio l’oscuro concetto di “diritto divino” che stava alla base del potere monarchico.
L’idea che un uomo, fosse posto al vertice di uno Stato a vita, e potesse godere indefinitamente di un potere assoluto e di enormi privilegi e benefici a discapito di masse enormi di persone iniziava ad essere considerata errata.
Nella Francia del secolo XVIII, la maggioranza della popolazione, il cosiddetto “terzo stato”, era furiosa anche contro il clero, che aveva degli immensi privilegi.
In pratica la nobiltà e il clero erano esenti dalle imposte per legge, mentre i sudditi, erano oberati da tributi pesantissimi.
Inoltre all’interno del “terzo stato” si era creata una massa di borghesi che avevano assunto maggior potere economico nel corso degli anni, ma vedendosi erodere da imposte oppressive il proprio capitale, gridavano con forza ad un cambiamento che potesse dare loro respiro.
Il terreno era fertile per un cambio epocale, che avrebbe portato in pochi anni alla fine della monarchia assoluta e alla proclamazione, pur tra varie vicissitudini e problemi, della repubblica.
Chi fu l’ispiratore di questo cambio epocale, così importante nella storia della cultura occidentale?
Vi sono autori che hanno individuato alcuni gruppi facenti parte della Massoneria come gli ispiratori e i propugnatori di quest’evento storico, uno dei più importanti nell’ambito socio-politico dell’Europa.
Bisogna ricordare che in Francia esistevano, prima del 1789, più di 600 logge, e il numero dei massoni raggiungeva quasi gli 80.000.
Alcuni ispiratori del sentimento rivoluzionario come Montesquieu, Marat, Voltaire, Rousseau, Danton, D’Alambert, Condorcet e Robespierre, sarebbero stati massoni. Il motto massonico “libertà, fratellanza, uguaglianza”, fu incluso nel progetto rivoltoso e inoltre il creatore dell’inno della rivoluzione “la marsigliese” fu un massone, si chiamava Leconte de L’Isle.
Il primo autore che indicò nella Massoneria la causa del cambiamento epocale che stava per venire fu François-Henri de Virieu.
Nel 1786, Ernst August von Göchhausen nel suo libro “Rivelazioni sul sistema politico mondiale”, individuò in una cospirazione massonica la concausa di una rivoluzione che avrebbe portato a stravolgimenti mondiali.
Nel 1790 Antoine Estève Baissie e nel 1791 Jacques-François Lefranc denunciarono gli effetti di una cospirazione massonica tendente a ribaltare gli equilibri del potere precostituito.
Nel 1797 il sacerdote gesuita Augustin Barruel e lo studioso scozzese John Robinson portarono avanti la tesi che al di là della situazione disastrosa nella quale erano costrette le masse di contadini e piccoli artigiani, continuamente vessati da tasse ingiuste che servivano solo per il mantenimento del re, della nobiltà e dell’alto clero, vi fu proprio una preparazione metodica del processo rivoluzionario, che avrebbe acceso la scintilla della libertà nelle menti dei sudditi.
Anche nel secolo XIX sono stati tanti gli autori che hanno indicato la Massoneria come il processo che spinse e guidò la rivoluzione.
Per esempio Lorenzo Hervás y Panduro, che nel 1807, nel suo libro “Cause della rivoluzione francese”, indicò la Massoneria e il calvinismo come le forze che contrastarono la monarchia assoluta e il clero. Negli anni successivi alla rivoluzione, infatti, il clero perse moltissimo del suo potere. Gli furono confiscate le proprietà terriere e revocati i privilegi.
Anche il massone Albert Pike, nel 1872, nel suo libro “Morale e dogmi dell’antico rito scozzese della Massoneria”, sostenne che la rivoluzione francese fu causata in parte dagli ideali di libertà, fratellanza ed eguaglianza della loggia di Francia.
Uno dei documenti fondamentali che si approvarono durante la rivoluzione francese fu la “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino” (1789), con la quale si definirono i diritti personali e collettivi degli esseri umani.
Importante sottolineare che la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del cittadino” fu tradotta allo spagnolo per la prima volta da Antonio Nariño nel 1793 a Bogotá. Questo evento è rilevante perché farà sorgere nell’animo dei sud americani quel sentimento di ribellione che in seguito finirà per creare le prime scintille della rivoluzione latino-americana contro la monarchia spagnola.
In una rappresentazione simbolica della “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino” (foto principale), viene raffigurato l’occhio onniveggente, al di sopra dello stele dove sono incisi gli articoli, che è uno dei simboli della Massoneria.

YURI LEVERATTO
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