giovedì 27 agosto 2015

Critiche alla teoria della generazione spontanea


Nell’articolo “Evoluzionismo contro creazionismo” (1) ho evidenziato che la teoria dell’evoluzione, non essendo dimostrata, risulta essere una “forma di fede”. E’ per fede che si crede che la materia sorse dal nulla ed in seguito vi fu un’esplosione immane (big bang). Ed è per fede che si crede che la vita si sia originata dalla materia inerte. Ma questa ipotesi è contraria alla legge della biogenesi di Pasteur che sostiene che la vita può nascere solo dalla vita, e mai dalla materia inerte. 
Nell’esperimento di Miller-Urey sono state prodotte (quindi non casualmente, ma sotto la guida della mente umana), alcuni aminoacidi, ma non proteine. Comunque sia gli aminoacidi e le proteine sono materia inerte, in quanto è la cellula la prima è la più piccola forma di vita. Gli evoluzionisti sostengono che il passaggio da aminoacidi alla cellula sia avvenuto in condizioni particolari, ma non sono stati capaci di provare che ciò sia avvenuto, ossia non sono stati capaci di “causare” la formazione ne di proteine e ne tantomeno di una cellula. Inoltre gli evoluzionisti sostengono “per fede” che la generazione spontanea sia avvenuta solo una volta, miliardi di anni fa. 
Di solito l’argomento “principe” degli evoluzionisti è il tempo. Essi dicono che da quando la terra si è formata, sono passati talmente tanti milioni di anni, che “hanno permesso” che prima o poi si verificasse la generazione spontanea. 
Sembrerebbe pertanto che il tempo possa creare l’evoluzione. In altre parole, più tempo vi è a disposizione e più possibilità vi sarebbero per far si che la generazione spontanea si verifichi. Il tempo pertanto assume quasi una caratteristica divina nella mente dell’evoluzionista. Ma cosa è il tempo? Se ci soffermiamo a pensare notiamo che esso è solo il presente. Il passato già non esiste più, e il futuro non esiste ancora. 
Ricordiamo che se la probabilità che accada un certo evento è 1/100, anche se ripetiamo la prova varie volte, la possibilità rimarrà sempre 1/100. E ciò accade in quanto la probabilità non ha memoria. Non è che ripetendo le prove la probabilità aumenti. 
Per quanto riguarda la generazione spontanea il ragionamento è simile, ma con qualche variante. La generazione spontanea non è mai stata osservata in natura. Nessuno ha dimostrato che l’unione di atomi di carbonio, idrogeno ossigeno e azoto e scariche elettriche possano produrre proteine. Gli scienziati evoluzionisti sostengono che in particolari condizioni climatiche la generazione spontanea potrebbe essere avvenuta, considerando un lungo periodo di tempo. Ma un qualcosa di impossibile non può verificarsi casualmente se il tempo a disposizione è maggiore. 
La seconda legge della termodinamica dice che esiste la tendenza a passare dall’ordine al disordine e non viceversa. Pertanto anche ammettendo che si siano formati aminoacidi in determinate situazioni ambientali, essi in seguito si sono dissolti e non agglutinati per formare proteine. 
Ecco pertanto che il tempo, in una situazione di questo tipo, non aumenta la probabilità che l’evento “generazione spontanea” si verifichi. Se non si verifica dopo dieci tentativi la posibilita è 0/10. Se non si verifica dopo cento tentativi, la possibiltà è 0/100, e via di seguito. 
C’è inoltre da chiedersi se i “milioni di anni” che di solito vengono portati come supporto alla possibilita della generazione spontanea da parte degli evoluzionisti, siano trascorsi realmente. In effetti i metodi tradizionali di datazione, basati sul decadimento dell’uranio o sul metodo del carbonio 14, sono ampiamente contestati, e non portano a datazioni certe. Il metodo degli evoluzionisti è quello di allungare indefinitamente le ere, e così i milioni di anni diventano miliardi di anni. In questo modo possono sostenere che in qualche momento del passato la generazione spontanea è avvenuta. Ma questo procedere, lungi dall’essere scientifico è, ancora una volta, una “forma di fede”. 
E’ stato Darwin che ha indirettamente innescato questo processo, ecco una sua dichiarazione (2): 

La credenza che le specie sono immutabili è un qualcosa di inevitabile fino a quando si crederà che la storia della terra sia breve. 

Praticamente Darwin disse che siccome non c’è evidenza di evoluzione (e di generazione spontanea), in epoche recenti, essa deve essere avvenuta molto prima, e da qui si origina la necessità di “dover creare” i miliardi di anni. 
In pratica solo con i miliardi di anni si potrebbe verificare la generazione spontanea e quindi la terra deve “per forza” essere vecchia di miliardi di anni!
Secondo l’evoluzione l’età della terra è di circa 5 miliardi di anni. Questo dato è stato confutato da vari scienziati creazionisti, ma per ora non è mio interesse entrare nel merito dell’età della terra. E’ però interessante notare che gli evoluzionisti hanno bisogno di questo dato. Possono sempre dire che “con il tempo sufficiente, la possibilita che si sia verificata la generazione spontanea, esiste”. 
Ma anche se la terra avesse trilioni di anni, la generazione spontanea non avrebbe potuto verificarsi, in quanto è contraria alla legge di Pasteur. 
Vediamo ora quale dovrebbe essere stato l’ambiente primitivo nel quale si sarebbe verificata la generazione spontanea. 
1-Ci deve essere stata la corretta atmosfera e deve essere stata totalmente differente da quella di adesso.
2-Il terreno, le acque e gli oceani, dove la vita iniziò, avevano esattamente la corretta combinazione di elementi chimici (diversi da quelli di adesso). 
3-Con una sconosciuta, ma esattamente corretta, fonte di energia, gli aminoacidi si formarono in sufficente quantità. 
4-Gli aminoacidi si sarebbero poi combinati in proteine e nucleotidi.
5-Le proteine e i nucleotidi si trasformarono in organi complessi all’interno di un organismo principale (la cellula), sviluppando un codice genetico in modo da risolvere vari problemi (il primo e più importante è la riproduzione).
6-A questo punto l’organismo era pronto a riprodursi. 

Innanzitutto si nota che i punti dal primo al quinto dovrebbero essersi verificati nella corretta sequenza. Inoltre l’ipotetica formazione della prima cellula avrebbe dovuto crearsi in modo perfetto, ossia capace di attuare tutte le sue funzioni vitali, inclusa la riproduzione. Se così non si fosse verificato, una volta morta la prima cellula, la vita sulla terra sarebbe nuovamente scomparsa. 
Contrariamente alla teoria dei tempi lunghissimi, ossia dei milioni di anni, spesso chiamata in causa dagli evoluzionisti per giustificare la formazione della vita, la formazione degli aminoacidi, delle proteine, del DNA e degli enzimi necessari per il funzionamento della prima cellula, avrebbe dovuto avvenire in un singolo istante! Se cosi non fosse stato, gli aminoacidi, per la legge dell’entropia, si sarebbero dissolti in acqua per idrolisi e lo stesso discorso vale per le proteine, che invece di agglutinarsi si sarebbero decomposte in aminoacidi. 
Ricordiamo che l’esperimento di Miller-Urey ha prodotto aminoacidi in laboratorio, sotto la guida di menti intelligenti. Non vi è stata l’osservazione di ciò che è accaduto in natura. Inoltre ricordiamo ancora una volta che non si sono prodotte proteine e tantomeno la cellula. Le proteine non sono “vive”. Sono molecole organiche, ma non sono esseri viventi. 
Torniamo ora ai sei punti iniziali. Per la seconda legge della termodinamica le reazioni chimiche procedono verso l’entropia. Quindi da un’alta ad una bassa concentrazione, e non viceversa. Ci è stato detto che “casualmente” gli aminoacidi si sarebbero formati nel “brodo primordiale”. Ma appena formati gli aminoacidi tornerebbero a decomporsi a causa dell’eccesso di acqua. 
Inoltre l’acqua gioca a svafore perché in seguito si formino proteine, lipidi, acidi nucleici e polisaccaridi. E anche ammesso che una proteina si formasse, a causa dell’idrolisi anch’essa tornerebbe allo stadio iniziale di aminoacido. 
In altre parole, la corretta concentrazione di elementi perché si formino aminoacidi e quindi essi si agglutinino in proteine è estremamente rara. 
In effetti le strutture che compongono la cellula sono “costruite” per sussistere all’interno di essa e non all’esterno, dove verrebbero rapidamente annichilate decomponendosi. 
Inoltre vi è il problema della fonte di energia. Di solito gli scienziati dicono che “ci deve essere stata una fonte di energia per innescare la vita”. Si parla di fulmini. Però qualsiasi cosa colpita da un fulmine viene annichilita, e non creata!
Un altro problema è l’ossigeno atmosferico. E’ noto che in presenza di ossigeno la chimica della vita si decompone. Gli aminoacidi si decompongono e così le proteine. Si necessita quindi di un’atmosfera senza ossigeno per la formazione della chimica della vita, ma non è provato che l’atmosfera terrestre sia stata senza ossigeno nel passato.  
Torniamo alle proteine: esse stanno alla base della vita delle cellule. Esse sono composte di aminoacidi. L’acqua dell’oceano primitivo avrebbe attuato da agente idrolitico e quinde l’improbabile formazione casuale di proteine sarebbe stata presto dissolta. Un gruppo di studiosi della Barrion University in Israele ha calcolato la probabilità di formazione casuale di una sola proteina: 1/10 alla 157esima potenza! (3)
Ma gli evoluzionisti continuano con il loro assioma: in qualche modo e in qualche lontana epoca del passato dalla materia inorganica si sarebbero formati gli aminoacidi e le proteine. Per la vita però servono anche gli enzini e fino ad oggi nessun scienziato al mondo è riuscito a produrli in laboratorio. E in più, naturalmente vi è il DNA. La vita è qualcosa di molto più complesso del semplice assemblare gli organi che servono per il funzionamento di una cellula. Infatti un istante dopo la morte dell’organismo vi sono ancora gli aminoacidi, le proteine, gli enzimi e i codici genetici, ma la vita, non c’è più. 
Per quanto riguarda l’atmosfera primitiva, gli evoluzionisti hanno “deciso” che l’atmosfera primitiva doveva per forza essere senza ossigeno. Tutto ciò naturalmente per giustificare la formazione degli aminoacidi. Infatti sappiamo che se l’ossigeno fosse stato presente, gli aminoacidi non si sarebbero potuti formare. 
Il problema è che non esiste alcuna evidenza che l’atmosfera iniziale del pianeta terra sia stata senza ossigeno. Inoltre non esiste alcuna teoria che possa spiegare come si possa essere formata un atmosfera senza ossigeno, che poi si trasformò rapidamente in un atmosfera con ossigeno. L’atmosfera originaria che descrivono gli evoluzionisti sarebbe stata formata da metano, idrogeno, ammoniaca ed azoto. Mentre l’atmosfera attuale è formata da anidride carbonica, acqua, azoto ed ossigeno. 
Ecco il paradosso evoluzionista: 
1-L’atmosfera originaria non è provato che sia esistita, ma senza di essa la chimica della vita non si sarebbe potuta formare. 
2-Se fosse esistita l’atmosfera originaria la chimica della vita avrebbe potuto in teoria sintetizzarsi (anche se le possibilità sono remotissime), ma poi i composti chimici (la cellula) sarebbero morti per mancanza di ossigeno. 
3-Inoltre, un’atmosfera senza ossigeno è anche senza ozono per cui i raggi ultravioletti avrebbero distrutto qualsiasi aminoácido o eventuale proteina. 
Ecco alcune tesi contrarie ad una atmosfera senza ossigeno:
1-Antiche rocce contengono piccole parti di ferro ossidato.
2-Se non ci fosse stato ossigeno, non ci sarebbe stata acqua. Gli evoluzionisti ci vorrebbero far credere che non ci sia stata acqua nell’atmosfera originaria?
3-L’atmosfera originaria secondo gli evoluzionisti non aveva ne ossigeno ne anidride carbonica. Ma senza ossigeno nessun essere vivente può sopravvivere. E senza anidride carbonica nessun vegetale può sopravvivere.

Per concludere questo è il paradosso degli evoluzionisti: la generazione spontanea non può accadere con ossigeno e non può accadere senza ossigeno!

A questo punto la posizione evoluzionista estrema sostiene che un istante dopo la formazione  della vita senza ossigeno, l’atmosfera intera si sarebbe trasformata in una con ossigeno! Questa teoria cade però in quanto l’ossigeno dell’atmosfera debe essere prodotto dalle piante e può succedere solo in tempi relativamente lunghi. Ma le piante stesse non potevano vivere in un contesto senza anidride carbonica. 
Qualche evoluzionista ha proposto che gli aminoacidi si formarono in zone di argilla secca o nelle rocce, ma anche in questo caso l’ossigeno o i raggi ultravioletti avrebbero impedito la loro formazione. 
E’ stata proposta anche la tesi che gli aminoacidi si formarono nel bordo dei vulcani. Ma il calore vulcanico avrebbe distrutto gli aminoacidi alla loro formazione. 
Come vediamo la teoria della generazione spontanea non è “scientificamente provata”. E’ solo una “forma di fede”, ma non è una dimostrazione scientifica. 

YURI LEVERATTO
Copyright 2016

Note:
1-http://yurileveratto2.blogspot.com/2015/11/evoluzionismo-contro-creazionismo.html
2-Charles Darwin, Origine delle specie, conclusione alla seconda edizione
3-Evolution handbook, Vance Ferrel

2 commenti:

  1. Falso, la polvere cometaria e perfino le rocce che hanno subito un impatto meteoritico presentano amminoacidi e peptidi.

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    1. Grazie, ma bisogna vedere lo studio scientifico di quello che hai affermato. Comunque si nota che non essendo riusciti a provare che la vita si originò sulla terra, ora dicono che si originò nei meteoriti, quindi fuori dalla terra.

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