mercoledì 14 gennaio 2015

Confutazione della tesi di David Donnini secondo cui “Gesù non sarebbe stato crocifisso”


Confutazione della tesi di David Donnini  secondo cui “Gesù non sarebbe stato crocifisso”

Premessa: 

Questo articolo non è una critica alla persona di David Donnini ne tantomeno alla sua spiritualità personale. In questo articolo analizzo le tesi di David Donnini che lui ha espresso nel suo video caricato su youtube. Al contrario, spero di conoscere personalmente David Donnini, al quale tendo la mano per una sincera amicizia, malgrado le differenti opinioni sull’identità di Gesù Cristo.

Confutazione: 

La morte in croce di Gesù Cristo è l’evento più sicuro dell’intera storia umana. Non solo vi sono fonti documentali che provano questo fatto, ma anche considerazioni di logica. Se infatti Gesù non fosse morto in croce e quindi non fosse risorto dai morti, nessuno dei suoi seguaci avrebbe predicato che Lui è il Figlio di Dio e noi non staremmo nell’era di Cristo. La morte in croce di Gesù Cristo è l’evento fondamentale della storia umana e anche atei e agnostici considerano che rappresenti l’estremo atto di umiltà di un uomo giusto, che non si è ribellato all’ingiusta condanna che gli è stata imposta, ma anzi ha perdonato i suoi carnefici. Pertanto chi nega la morte in croce di Gesù Cristo nega l’atto di umiltà e perdono più sublime della storia umana, oltre a negare la nostra stessa “era di Cristo”. 

Il Donnini nega la morte in croce di Gesù Cristo. Egli supporta la sua tesi basandosi principalmente su testi non biblici (come la Regola della Comunità), o testi gnostici o islamici, scritti secoli dopo l’evento della crocifissione. 

La sua trattazione inizia appunto con una lettura della Regola della Comunità (o Manuale di Disciplina), un manoscritto non biblico trovato a Qumran e datato indicativamente al 100 a.C. In detto manoscritto è riportata la frase: “fino alla venuta del profeta e dei Messia di Aronne e di Israele”. Quindi Donnini inizia a sostenere che in Israele si attendevano due messia, e non uno. Un messia regale ed uno spirituale, dice Donnini. A tale proposito bisogna ricordare che La “Regola della Comunità” è contenuta non solo nel rotolo 1QS, da cui proviene l’estratto citato da Donnini, ma anche nel rotolo 4QSe, che è più antico: in quest’ultimo rotolo non compaiono i versi di cui sopra (manca la parte da VIII, 15 fino a IX, 12) e di conseguenza non ci sono i riferimenti ai due Messia. E’ possibile pertanto che in origine la “Regola della Comunità” non contenesse affatto questo riferimento, aggiunto in seguito al manoscritto, più recente, ritrovato nella grotta 1. Pertanto è verosimile che la teoria dei due Messia sia stata una aggiunta, e sia stata elaborata soltanto nell’ultima fase degli scritti di Qumran. Pertanto l’idea che gli ebrei attendessero due messia, innanzitutto non è biblica, ma in secondo luogo non è affatto provata. (vedi nota 1). 
In ogni caso la “Regola della Comunità” rispecchia le credenze e gli insegnamenti degli Esseni e quindi non di tutti gli Ebrei. 
E’ ampiamente risaputo infatti che, secondo le profezie bibliche, il Messia deve essere Dio, il Figlio di Dio e il Re di Israele (Isaia 9, 6-7).
Donnini fa intendere che quello che secondo lui era il Messia regale o politico sarebbe stato ucciso, mentre il Messia spirituale, ossia quello di Aronne, sarebbe stato risparmiato. Infatti Donnini fa notare che nella croce è stata scritta la dicitura INRI, ossia “Gesù Nazareno Re de Giudei”, e che quindi colui che è stato ucciso sarebbe stato il Messia regale e politico (più avanti nell’articolo vedremo che il Donnini sostiene che fu Barabba ad essere ucciso e non Gesù, ma Barabba non si proclamò  mai “re dei giudei”, in quanto era solo un brigante che si era distinto per rivolta e omicidio, come si afferma nel Vangelo di Luca 23, 19). 
Già a queste elucubrazioni del Donnini si potrebbe ribattere che Gesù non avrebbe mai potuto essere “il Messia di Aronne”, proprio perchè Aronne era un sacerdote della tribù di Levi, mentre Gesù apparteneva alla tribù di Giuda. Inoltre Donnini dimostra di non aver approfondito che Gesù fu ucciso per due motivi principali: per aver dichiarato di essere il Figlio di Dio, il Messia, dichiarazione ritenuta blasfema dai sacerdoti del tempio che non gli credettero, e per essersi quindi considerato anche Re di Israele (in quanto il Messia era considerato, oltrechè il Figlio di Dio, anche il Re di Israele, vedere Isaia 9, 6-7 e Vangelo di Giovanni 1, 49). 

Donnini poi sostiene che le fonti non cristiane dove si descrive la morte in croce di Gesù Cristo, non nominerebbero il nome di Gesù, ma solo quello di Cristo. Donnini nomina Svetonio, Plinio il Giovane e Tacito, sostenendo che nelle loro citazioni vi è scritto solo “Cristo” e non Gesù, e che quindi non è chiaro se sia stato realmente Gesù a morire sulla croce o un’altra persona. 
A questa tesi si contrappongono altre citazioni per esempio quella di Giuseppe Flavio, vediamola: 

"Ci fu verso questo tempo Gesù, uomo saggio, se è lecito chiamarlo uomo: era infatti autore di opere straordinarie, maestro di uomini che accolgono con piacere la verità, ed attirò a sè molti Giudei, e anche molti dei greci. Questi era il Cristo. E quando Pilato, per denunzia degli uomini notabili fra noi, lo punì di croce, non cessarono coloro che da principio lo avevano amato. Egli infatti apparve loro al terzo giorno nuovamente vivo, avendo già annunziato i divini profeti queste e migliaia d'altre meraviglie riguardo a lui. Ancor oggi non è venuta meno la tribù di quelli che, da costui, sono chiamati Cristiani." (2)

Anche se questo passaggio è stato confutato da alcuni detrattori di Gesù, vari studiosi lo considerano autentico (3).

Quindi il fatto che alcune citazioni di storici non cristiani non contengano il nome “Gesù”, ma solo il titolo “Cristo”, non significa che la persona crocifissa sia stata un’altra, in quanto ci sono altre citazioni dove invece il nome di Gesù è riportato (Giuseppe Flavio, ma anche nel Talmud), ed inoltre perchè il titolo di Cristo era apertamente associato a Gesù, e a nessun altro. 

Quindi non è vero che “Gesù non ha alcuna collocazione nella storiografia latina extratestamentaria”, come afferma il Donnini, in quanto lo storico Giuseppe Flavio era romano, anche se di origine ebraica (vedere nota 4).

Quindi Donnini, al quarto minuto del suo video descrive quali sarebbero le fonti che negano la crocifissione di Gesù. Descrive subito dei testi del gnosticismo cristiano e sostiene che siano stati bollati come eretici ed eliminati dalla Chiesa romana. Donnini però  non dice che lo gnosticismo cristiano fu un movimento sorto nel secondo secolo dopo Cristo che si insertò  nel Cristianesimo apostolico tentando di stravolgerne la fede originale. Innanzitutto notiamo che la visione gnostica non fu una fede originale, ma fu un adattamento di concetti gnostici applicati al Cristianesimo, in forte contrapposizione all’Antico Testamento. Gli gnostici, vedendo solo le negatività del mondo terreno, ossia il male, il dolore e la sofferenza, le attribùirono a YHWH, che identificavano con il demiurgo cattivo. 
Gesù invece non potevano ripudiarlo, perchè è stato un personaggio storico e molti erano disposti a morire per lui. Pertanto attuarono un sincretismo, adattandolo alla loro credenza. 
Il “Gesù gnostico” che ne derivava pertanto, non era più quello narrato dagli Apostoli, che furono coloro che vissero con il Salvatore, ma era quello inventato e idealizzato dagli gnostici. Quel “Gesù gnostico” non aveva sofferto in croce, in quanto la sua natura prettamente divina gli impediva di soffrire, e pertanto anche la Risurrezione non aveva senso, era un’allegoria. L’importanza della venuta di Gesù era solo e solamente la sua azione di “ponte” che avrebbe potuto portare l’uomo alla vera gnosi e quindi, a Dio. Ne risulta un Gesù completamente falsato e non attinente ai testi neo-testamentari. 
Aggiungo che nessuno gnostico ha conosciuto Gesù o ha frequentato il gruppo degli Apostoli e nessuno gnostico (i più conosciuti erano Basilide, Valentino e Marcione) è andato al martirio pur di non rinnegare le proprie tesi. 
Il Donnini quindi aggiunge che nei Vangeli gnostici, come il Vangelo di Tommaso o quello di Maria non è descritta la morte in croce e la Risurrezione di Gesù. Ma è ovvio, perchè come ho scritto, per gli gnostici Gesù aveva una natura solamente divina che gli impediva di soffrire e quindi per loro la morte in croce di Gesù e la successiva Risurrezione erano solo delle allegorie. 
Poi Donnini sostiene che la crocifissione e la conseguente Risurrezione di Gesù siano state divulgate solo ed esclusivamente da Paolo di Tarso. Questa tesi è completamente fuori dalla storia e della logica, giacchè la effettiva morte in croce e Risurrezione di Gesù è stata descritta e divulgata in tutti i libri del Nuovo Testamento quindi da almeno otto autori neo-testamentari. Il Donnini sostiene inoltre che Paolo di Tarso abbia “inventato” la dottrina cristiana, una tesi assolutamente assurda che è stata confutata già ampiamente da vari storici del Nuovo Testamento (ho scritto il mio contributo al link che potete trovare alla nota 5). 
Il Donnini al quinto minuto del suo video sostiene inoltre che i discepoli di Gesù avrebbero avversato gli insegnamenti di Paolo di Tarso. 
Ma Paolo di Tarso non predicava in modo differente dagli Apostoli. E’ lui stesso che ci comunica (Lettera ai Galati cap. 1 - cap 2), che aveva incontrato Pietro e Giacomo tre anni dopo la sua conversione e poi quattordici anni dopo (Nel 49). In quell’occasione Pietro e Giovanni diedero la “destra” a Paolo in segno di approvazione. Vediamo:

Lettera ai Galati (2, 9):

“e riconoscendo la grazia a me data, Giacomo, Cefa e Giovanni, ritenuti le colonne, diedero a me e a Bàrnaba la destra in segno di comunione, perchè noi andassimo tra le genti e loro tra i circoncisi.”

Inoltre se prima del concilio di Gerusalemme gli Apostoli si fossero resi conto che Paolo di Tarso sosteneva delle tesi non coincidenti con il messaggio centrale di Gesù Cristo, ossia il kerygma, lo avrebbero allontanato e scomunicato e non gli avrebbero permesso di predicare la parola del Signore.

Quindi Donnini legge un brano del “Secondo Trattato del grande Seth”, un testo gnostico che risale al terzo secolo dopo Cristo, (che lui attribuisce allo gnostico Basilide), dove si descrive che Gesù non sarebbe stato crocifisso. Ma è ovvio, in quanto questo testo, rispecchiando la visione gnostica, descriveva un Gesù come "spirito docetico" e che quindi non avrebbe potuto morire. 
Poi Donnini cita anche il Vangelo di Giuda, asserendo che neppure questo testo descrive la crocifissione di Gesù. Ma anche il Vangelo di Giuda è un testo gnostico, composto nel secondo secolo, e quindi non rispecchia la tradizione apostolica, ossia i fatti riportati da chi aveva conosciuto Gesù e da chi aveva vissuto con lui e l’aveva visto morire. 
A partire dal sesto minuto il Donnini inizia ad analizzare il Corano, il testo dei musulmani, e riporta questa frase: (4, 157-158):

e dissero: “Abbiamo ucciso il Messia Gesù figlio di Maria, il Messaggero di Allah!” Invece non l'hanno nè ucciso nè crocifisso, ma così parve loro. Coloro che sono in discordia a questo proposito, restano nel dubbio: non hanno altra scienza e non seguono altro che la congettura. Per certo non lo hanno ucciso ma Allah lo ha elevato fino a Sè. Allah è eccelso, saggio.

Il Donnini sembra sostenere quindi la visione islamica di Gesù, che nega la sua morte in croce e ovviamente nega la sua Risurrezione. Ma la visione islamica di Gesù mostra evidenti falle logiche. 
Vediamole nello specifico: se Gesù Cristo non fosse morto in croce e poi si sarebbe presentato agli apostoli mostrandosi come risorto, allora sarebbe stato un impostore, perchè avrebbe mentito. Nessuno degli Apostoli ha però pensato ad una sostituzione di persona, ovvio perchè l’Apostolo Giovanni e varie donne seguaci di Gesù erano presenti al calvario ed avevano la certezza assoluta della sua morte.
Come potrebbe essere stato che l’uomo crocifisso non fu Gesù? Impossibile, perchè Gesù Cristo, era stato facilmente individuato nel volto e nelle fattezze fisiche quando fu arrestato. Fu poi presentato al sinedrio, quindi si conosceva benissimo il suo volto.
Inoltre la logica dice che se veramente un’altra persona fu mandata al patibolo al posto di Gesù, perchè questa persona, sapendo di essere scambiata per Gesù, non lo avrebbe detto? Nessuno va alla morte felice, sapendo di essere scambiato per un altro.
Questo ragionamento, oltre a provare che Gesù Cristo non potè essere sostituito da nessuno e morì realmente in croce, mostra che la visione islamica su Gesù ha forti contraddizioni: come potrebbe Gesù essere un “grande profeta di Dio”, (visione islamica), se avesse mentito, dicendo che era risorto quando invece non era morto, perchè sostituito? E come potrebbe Dio aver ingannato i seguaci di Gesù facendo loro credere che Egli risuscitò realmente dai morti? Dio non inganna nessuno, perchè Lui è perfetta Verità.

Donnini poi cita il “Vangelo di Barnaba”, asserendo che in esso si descrive un Gesù non morto in croce, semplice profeta di Dio, e non “Figlio di Dio”. Donnini omette di dire che il “Vangelo di Barnaba” è un’opera apocrifa scritta nel XIV secolo, quindi da persone che hanno vissuto ben quattordici secoli dopo i fatti di Gesù. Sappiamo che alcuni studiosi musulmani sostengono che il Vangelo di Barnaba sia un originale apostolico proprio perchè proverebbe la loro visione di Gesù. Tuttavia questo Vangelo non viene citato nel Corano e neppure nelle tradizioni profetiche. Esso è quindi un libro post-coranico (ossia scritto dopo la stesura del Corano), che rispecchia in pieno la visione islamica di Gesù (nota 6). 

Quindi il Donnini torna ad analizzare i Vangeli e sostiene la tesi che Barabba, il brigante che fu lasciato libero durante il processo di Gesù, era in realtà colui che fu crocifisso, perchè era il Messia regale e polìtico. 
Il Donnini sostiene che il termine Barabba non sia un nome, ma un titolo. Secondo il Donnini “Barabba” significherebbe “figlio del padre”, e quindi “figlio di Dio”.

Innazitutto il termine bar abba è derivato dall’aramaico:   בר-אבא  “figlio del padre”.
Non è vero che nessuno fosse chiamato così durante il primo e secondo secolo. Infatti nella località di Giv'at ha-Mivtar, vicino a Gerusalemme, il nome bar abba, è stato trovato nella lapide di una tomba del primo secolo, e Bar abba inoltre appare come nome personale nella sezione Gemara del Talmud ebraico, in alcuni passi che risalgono dal 200 al 400 d.C.  (vedi nota 7). 

Quindi Donnini afferma che Bar-abba significa “figlio del padre”, e assume che bar-abba voglia dire anche “figlio di Dio”. Ma è in errore: “Figlio di Dio”, per esempio nel Vangelo di Giovanni (1, 34), è tradotto υιος του θεου, cioè Dio non è tradotto abba, ma Theh-os. E anche nel Vangelo di Matteo (4, 3) il titolo “Figlio di Dio” è tradotto con la parola greca Theh-os.

Donnini sostiene quindi che la “Chiesa Cattolica” abbia nascosto per centinaia di anni che anche Barabba si chiamasse “Gesù”. Ma ciò  non corrisponde a verità. 
Infatti in molti testi derivati dal Textus Receptus vi è al passo 27, 15 del Vangelo di Matteo la dicitura “Gesù Barabba”, per indicare appunto Barabba. Sappiamo che “Gesù” era un nome diffuso e non ci stupisce se i due prigionieri si chiamavano con lo stesso nome.

Ma vediamo il testo greco originale, senza omettere il passo successivo:

Mt 27:16  εἶχον δὲ τότε δέσμιον ἐπίσημον λεγόμενον Ἰησοῦν Βαραββᾶν.

“E allora avevano un prigioniero segnalato, detto Gesù Barabba”.

Mt 27:17 συνηγμένων οὖν αὐτῶν εἶπεν αὐτοῖς ὁ Πιλᾶτος, Τίνα θέλετε ἀπολύσω ὑμῖν, Ἰησοῦν τὸν Βαραββᾶν ἢ Ἰησοῦν τὸν λεγόμενον Χριστόν;

“Essendo essi adunque radunati, Pilato disse loro: Qual volete che io vi liberi, Gesù Barabba o Gesù, detto il Cristo?”

Non c’è quindi alcun complotto, come Donnini afferma, ma semplicemente due persone, che nel passo 27, 17 del Vangelo di Matteo, vengono molto ben individuate: Gesù Barabba e Gesù Cristo.

Vediamo di spiegare meglio questa teoria, inizialmente diffusa dall’ebreo britannico Hyam Maccoby e ripresa dal Donnini.

I personaggi al processo erano per forza due, i cui nomi li conosciamo dal passo 27, 17 del Vangelo di Matteo, ma anche dal cap. 15 del Vangelo di Marco e dal Vangelo di Luca cap. 23.

In questa teoria si sostiene che Gesù era in realtà Barabba e che non fu quindi crocifisso. Mentre fu crocifissa un’altra persona, chi? Il vero Barabba, ossia il malfattore.  
Come potrebbe essere stato che il vero crocifisso non fu Gesù? Impossibile, perchè Gesù detto il Cristo (ossia Gesù il Messia), era stato facilmente individuato nel volto e nelle fattezze fisiche quando fu arrestato in quanto fu tradito da un suo discepolo, Giuda. Fu poi presentato al sinedrio, quindi si conosceva benissimo il suo volto.

Inoltre Gesù era chiamato Gesù il Cristo (numerosissime volte). Altre volte Gesù era detto “Figlio di Ypsistou”, figlio dell’Altissimo, per esempio in Marco 5:7; Luca 1:32 e Luca 8:28.
Nella Bibbia non è scritto da nessuna parte che Gesù “detto il Cristo” viene definito Gesù “detto il Barabba”.

Inoltre se ad essere condannato fosse stato Barabba e non Gesù non si spiega perchè Pilato avrebbe fatto apporre il cartello sulla croce “Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum”. Infatti il personaggio negativo Barabba, non si era mai distinto per il titolo di re, (al contrario, come legge il Donnini al minuto 10, 59 si era distinto per aver commesso una rivolta e un omicidio, come si afferma nel Vangelo di Luca 23, 19), mentre per Gesù detto il Cristo, il titolo re dei Giudei o re di Israele era stato usato varie volte.

In definitiva il Donnini, essendo spinto da una foga anticlericale e complottista, tenta in tutti i modi di negare la morte in croce di Gesù Cristo, (e quindi la sua Risurrezione), avallando a volte tesi gnostiche e altre volte tesi islamiche. Non riesce però a dimostrare nulla, come in effetti afferma anche lui stesso alla fine del video. Gli tendo idealmente la mano, sperando che possa riconsiderare le sue tesi. 

Yuri Leveratto

Note: 
1-From Qumran to the Yahad: A New Paradigm of Textual Development for the Community Rule—Author Alison Shofield - https://brill.com/view/title/13728
2-Antichità Giudaiche XVIII, 63-64
3-Come lo studioso Ètienne Nodet, (http://ebaf.academia.edu/EtienneNodet)
4- https://it.wikipedia.org/wiki/Flavio_Giuseppe
5- http://yurileveratto2.blogspot.com.co/2016/03/mauro-biglino-sostiene-che-paolo-di.html
6-http://www.gliscritti.it/blog/entry/3689
7-(Brown, Raymond E. (1994) The Death of the Messiah, Vol. 1. New York: Doubleday pp. 799-800).

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