lunedì 12 gennaio 2015

Confutazione della tesi di David Donnini secondo cui “nella prima tradizione evangelica non c'era alcuna Resurrezione”


Confutazione della tesi di David Donnini secondo cui “nella prima tradizione evangelica non c'era alcuna Resurrezione”

Premessa: 

Questo articolo non è una critica alla persona di David Donnini ne tantomeno alla sua spiritualità personale. In questo articolo analizzo le tesi di David Donnini che lui ha espresso nel suo video caricato su youtube. Al contrario, spero di conoscere personalmente David Donnini, al quale tendo la mano per una sincera amicizia, malgrado le differenti opinioni sull’identità di Gesù Cristo.

Confutazione:

In questo video David Donnini cerca di dimostrare che nella prima tradizione evangelica non sarebbe descritta la Risurrezione di Gesù Cristo. Il Donnini basa le sue asserzioni sul Vangelo di Marco, e sul fatto che l’ultima parte di detto Vangelo (16, 9-20), è stata aggiunta nei secoli successivi alla prima stesura. 
La mia confutazione si basa sia sul Vangelo di Marco stesso, ma anche e soprattutto sul fatto che vi sono altri scritti neotestamentari antecedenti al Vangelo di Marco (scritti intorno al 50 d.C.), dove si descrive la Risurrezione di Gesù Cristo e quindi ciò prova che i primi cristiani credevano realmente nel Gesù risorto. 
Questi scritti sono il Vangelo di Matteo (vedremo più avanti che possibilmente la versione aramaica di questo Vangelo è antecedente al Vangelo di Marco); la maggioranza delle Lettere di Paolo di Tarso; persino la Lettera di Giacomo (che secondo lo studioso J.A.T. Robinson fu scritta nel 48 d.C.), dove a Gesù gli si attribuiscono i titoli di Cristo (Messia) e Signore (Kyrios). 

All’inizio del video il Donnini sostiene che la descrizione della Risurrezione di Gesù nel Vangelo di Marco è il frutto di una aggiunta posteriore. Si riferisce al capitolo sedicesimo del Vangelo di Marco (16, 9-20). Si dimentica però che la Risurrezione di Gesù è narrata nei passaggi precedenti (16, 1-8). Ma il Donnini sostiene che la traduzione del passaggio (16, 6) sia: 

“Ma egli disse loro: Non abbiate paura, voi cercate Gesù nazareno, il crocifisso. Si è risvegliato, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano deposto.”

Quindi il Donnini fa intendere che la parola ἠγέρθη (pronuncia: ēgerthē) non significhi “è risorto”, ma “si è risvegliato”. Il Donnini fornisce questa interpretazione perchè la frase “si è risvegliato”, supporta l’assurda teoria di Gesù che non morì sulla croce (vedere nota 1), e quindi non risorse. 
Vediamo però che nel sito biblehub vi è la traduzione in inglese “he is risen” che significa “è risorto” e non “si è risvegliato”. (http://biblehub.com/interlinear/mark/16-6.htm). 
Quindi la traduzione del Donnini oltre ad essere errata da un punto di vista grammaticale è assurda, perchè utilizzata per supportare la sua teoria di Gesù non morto e non risorto. 
Ma il Donnini continua nella sua forzata traduzione e sostiene che ēgerthē significa “risvegliare” e non “risorgere”. E’ evidente però che anche se si dimostrasse che questo verbo era inteso come “risvegliare”, in questo frangente deve intendersi come “risvegliato dai morti”, in quanto sempre nel verso (16, 6), Gesù è indicato come “colui che è stato crocifisso” e quindi “colui che è morto crocifisso”. 
Se quindi Gesù è morto, come si attesta nel Vangelo di Marco (15, 37), è evidente che persino la frase “si è risvegliato” è da intendersi “è risorto”. 
Il Donnini poi scrive che solo negli altri Vangeli sarebbe stata aggiunta la frase “dai morti”, come se il fatto che Gesù fosse risuscitato dai morti fosse un qualcosa di aggiunto, ossia non creduto originalmente dai suoi seguaci. 
A ciò si risponde facilmente: anche nel Vangelo di Marco si intende che Gesù resuscitò dai morti, proprio perchè il Vangelo di Marco attesta che Gesù morì in croce (Vangelo di Marco 15, 37), e se “si è risvegliato” dopo essere morto, è evidente che è risuscitato. Il Donnini fa poi notare che il verbo ēgerthē è utilizzato in altri casi nei Vangeli per indicare “risveglio dal sonno”. Ma anche qui dimentica di specificare che Gesù era già morto (Vangelo di Marco 15, 37), e che quindi nel caso del passaggio in questione (16, 6), l’autore voleva intendere che Gesù si era risvegliato dai morti e quindi era risuscitato. 
Poi Donnini sostiene che nel Vangelo di Marco non vi sarebbero descritte le apparizioni del Gesù risorto, proprio perchè i passaggi (16, 9-20), si considerano aggiunti in epoca successiva. 
Quindi la tesi del Donnini è che non vi siano scritti neotestamentari antecedenti al Vangelo di Marco dove si descrive la Risurrezione di Gesù e le sue apparizioni.  
Inoltre il Donnini continua a basarsi sul Vangelo di Marco, per tentare di dimostrare la “sola umanità” di Gesù. Infatti sostiene che “Gesù non era figlio di una vergine”, proprio perchè nel Vangelo di Marco non è descritto il parto miracoloso. 

Ricordiamo però che per lo studioso J. Carmignac il Vangelo di Matteo sarebbe stato scritto nel 45 d.C. inizialmente in aramaico (2). Quindi non è provato che il Vangelo di Marco sia il primo Vangelo che fu scritto. E nel Vangelo di Matteo viene descritta la nascita di Gesù dalla vergine Maria, oltre alla sua effettiva morte in croce, Risurrezione e le sue apparizioni ai discepoli.
Donnini poi sostiene, senza alcuna base storica e logica, che i quattro Vangeli canonici non furono affatto i primi che furono scritti. Secondo lui i primi ad essere scritti furono i Vangeli giudeo-cristiani, (Vangelo dei Nazareni o Nazarei o Nazorei, il Vangelo degli Ebioniti, il Vangelo degli Ebrei). 
Ovviamente il Donnini non fornisce nessuna fonte storica per sostenere la sua tesi e accusa subito “la Chiesa” riferendosi ovviamente alla Chiesa cattolica, come se essa fosse la responsabile di aver occultato questi Vangeli. Ancora una volta il Donnini si rivela spinto da sentimenti anti-clericali e complottisti, ma non è in grado di dimostrare le sue elucubrazioni. Poi il Donnini afferma che i Padri della Chiesa hanno confutato questi vangeli giudeo-cristiani, ed è così che alcuni brani di essi sono giunti a noi. Non si capisce quindi la logica del Donnini: se infatti i Padri della Chiesa avessero voluto occultare questi Vangeli giudeo-cristiani, non li avrebbero neppure nominati e noi semplicemente non avremmo mai saputo della loro esistenza.
Donnini sostiene che i Padri della Chiesa hanno descritto una forte avversione dei Nazarei e degli Ebioniti per Paolo di Tarso. 
Qui il Donnini, invece di approffondire il reale motivo di questa avversione, sostiene che Paolo di Tarso avrebbe “inventato il Cristianesimo” (tesi completamente assurda, il link della confutazione lo trovate alla nota 3). 
In realtà i Nazarei (o Nazorei o Nazareni), insieme agli Ebioniti erano sette giudaico-cristiane che consideravano che la Grazia offerta dal Signore Gesù Cristo con la sua morte in croce non fosse sufficiente per la salvezza ma si dovesse osservare anche la Legge mosaica. Ovviamente queste tesi erano in contraddizione con il Vangelo divulgato dagli Apostoli e da Paolo di Tarso. Ovviamente Paolo di Tarso non predicava in modo differente dagli Apostoli. E’ lui stesso che ci comunica (Lettera ai Galati cap. 1 – cap. 2), che aveva incontrato Pietro e Giacomo tre anni dopo la sua conversione e poi quattordici anni dopo (Nel 49). In quell’occasione Pietro e Giovanni diedero la “destra” a Paolo in segno di approvazione. 
Vediamo:

Lettera ai Galati (2, 9):

“e riconoscendo la grazia a me data, Giacomo, Cefa e Giovanni, ritenuti le colonne, diedero a me e a Bàrnaba la destra in segno di comunione, perchè noi andassimo tra le genti e loro tra i circoncisi.”

Inoltre se prima del concilio di Gerusalemme gli Apostoli si fossero resi conto che Paolo di Tarso sosteneva delle tesi non coincidenti con il messaggio centrale di Gesù Cristo, ossia il kerygma, lo avrebbero allontanato e scomunicato e non gli avrebbero permesso di predicare la parola del Signore.

Nell’ultima parte del video il Donnini attacca Paolo di Tarso, asserendo che lui avrebbe inventato vari concetti teologici non accettati dai seguaci di Gesù, inclusa la Risurrezione. Per la confutazione a questa tesi, completamente assurda, si veda la nota 3. 
Poi Donnini fa un cenno ai Vangeli gnostici, dove la Risurrezione sarebbe vista in modo diverso, non nella carne. Ma la visione gnostica non fu una fede originale, ma fu un adattamento di concetti gnostici applicati al Cristianesimo, in forte contrapposizione all’Antico Testamento. Gli gnostici, vedendo solo le negatività del mondo terreno, ossia il male, il dolore e la sofferenza, le attribuirono a YHWH, che identificavano con il demiurgo cattivo. 
Gesù invece non potevano ripudiarlo, perchè è stato un personaggio storico e molti erano disposti a morire per lui. Pertanto attuarono un sincretismo, adattandolo alla loro credenza. 
Il “Gesù gnostico” che ne derivava pertanto, non era più quello narrato dagli Apostoli, che furono coloro che vissero con il Salvatore, ma era quello inventato e idealizzato dagli gnostici. Quel “Gesù gnostico” non aveva sofferto in croce, in quanto la sua natura prettamente divina gli impediva di soffrire, e pertanto anche la Risurrezione non aveva senso, era un’allegoria. L’importanza della venuta di Gesù era solo e solamente la sua azione di “ponte” che avrebbe potuto portare l’uomo alla vera gnosi e quindi, a Dio. Ne risulta un Gesù completamente falsato e non attinente ai testi neo-testamentari. 

In definitiva il Donnini, che risulta spinto da una foga anti-clericale e complottista, non riesce a dimostrare che nella prima tradizione evangelica non ci sarebbe stata la fede nella Risurrezione di Gesù. Al contrario, autori riconosciuti a livello internazionale, come Larry Hurtado (4), hanno dimostrato che il culto alla persona di Gesù Cristo, associato apertamente a Dio, e quindi Signore della vita, il risorto, il vivente, è iniziato nei mesi immediatamente successivi alla sua missione terrena. 

Yuri Leveratto

Note:
(1)-La morte in croce di Gesù Cristo: http://yurileveratto2.blogspot.com.co/2015/11/la-morte-in-croce-di-gesu-cristo.html
(2)-J. Carmignac, Nascita dei Vangeli sinottici, San Paolo, Cinisello Balsamo, 1986.
(3)-Confutazione della tesi che Paolo di Tarso abbia “inventato il Cristianesimo”: http://yurileveratto2.blogspot.com.co/2016/03/mauro-biglino-sostiene-che-paolo-di.html 
(4)-Si vedano i due volumi “Signore Gesù Cristo” di Larry Hurtado.

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